venerdì 2 giugno 2017

VENEZIA... il mondo è qui. 28 maggio 17

VENEZIA... mangiata come un'intera scatola di cioccolatini al liquore.  Goduta perchè poco affollata.
Venezia dal cielo terso, il sole deciso eppure mitigato nell'arsura da una gentile brezza. Venezia ai piedi di turisti in gruppi. Giapponesi, indiani dai veli svolazzanti e la pelle ambrata. Pochi italiani tra cui io, insieme a un gruppo di 150 veneti. Alcuni per la prima volta a Venezia. Sembra impossibile eppure è così. Venezia, la città dell'amore che tutto il mondo ci invidia, è poco conosciuta da chi le sta vicino. 
Che il suo centro sia dei turisti è assodato e naturale.  Piazza San Marco è talmente bella da togliere il fiato. Peccato che la Basilica  fosse chiusa. Quelle porte serrate non mi sono piaciute. Chiuderle alle 17.00 di una domenica di maggio mi pare un'ingiustizia. 
Colombi a frotte a volte disturbano lo sguardo che si posa sui tavolini dello storico caffè Florian con una sola persona seduta. 
Già. C'è poca gente in giro.  La leggo come una fortunata opportunità. 
In compenso in un'ora ben tre navi da crociera fanno l'inchino a Piazza San Marco. Prima una MSC, poi una Costa e poi una NorwegianStar.  Se il fondale della laguna potesse parlare di sicuro piangerebbe.  I colossi passano e se ne vanno, lasciando un lungo brivido misto tra ammirazione, sottile invidia e tristezza. Potrebbero stare più al largo? mi chiedo.

Venezia è uno dei pochi luoghi al mondo dove ogni volta che ci si va, anche a distanza di anni, sembra di essere sospesi tra la realtà e l'immaginario e dove la prima supera sempre il secondo. Sembra di essere piombati in un altro mondo invece  è tutto vero.  
Perché si va a Venezia?  Per rifarsi gli occhi. I suoi scenari calmano. 
Una piccola pausa sembra una un pezzo di eternità.   
Venezia è un'opera d'arte a sé,  un grande museo a cielo aperto,  inserita dall'UNESCO nel 1987 nella lista del Patrimonio dell'Umanità.




Riprendo la mia passeggiata rifacendomi gli occhi. Perchè Venezia si visita così. Lentamente.
Il modo migliore per conoscerla  è quello di imboccare una calle e di camminare con il naso all'insù osservando tutto quello che si presenterà davanti così, senza guida, senza cartina e senza paura di paura di perdersi perché come per incanto si arriverà comunque sempre a Piazza San Marco.   

L'unica città pedonale del mondo è percorribile facilmente a piedi e il fatto che non ci siano automobili la rende un'esperienza unica.
Cuore pulsante di Venezia è la splendida Piazza San Marco il salotto più elegante d'Europa, con il  campanile,  la Basilica con i suoi 5 portali e decori di marmi e mosaici,  il Palazzo Ducale simbolo dei tempi d'oro della Serenissima, La Torre dei Mori più nota come torre dell'orologio, i caffè storici che danno sulla piazza.

Basilica: Uno dei più importanti monumenti architettonici del mondo, sin dal 1094, offre un affascinante mix di stili e ornamenti unici al mondo. Il soffitto è un insieme di mosaici in oro e bronzo impreziositi da una varietà inestimabile di pietre raffiguranti scene bibliche. L'edificio attuale è una sostituzione di una precedente Chiesa del 128 costruita per ospitare le reliquie di San Marco recuperare dei Mercanti veneziani da Alessandria d'Egitto. Oggi le reliquie si trovano sotto l’ altare Maggiore della Chiesa.  
E poi arriva il momento di salutarla.

         Già...  e risalendo sulla motonave Azzurra  vederla sparire dalla cabina di pilotaggio.
E' bello però raccontare di lei, di Venezia, delle sue isole...insieme a Giuliana e Sonia... ai passeggeri in ascolto e ai piccoli "segretari",

      

L'area di Venezia comprende 118 isolotti nei sei distretti chiamati sestieri. I più noti sono Cannaregio Santa Croce San Marco Dorsoduro San Polo. Altri importanti distretti comprendono le isole di Torcello, Murano, Burano e Mestre, collegata a Venezia da un ponte lungo 5 chilometri.

Ed è a BURANO che ci fermiamo e scendiamo, a scoprire l'isola dei merletti e delle case colorate.

Moltissime riviste internazionali annoverano Burano tra le prime 10 città più colorate al mondo. Tutti i visitatori rimangono affascinati dai suoi mille colori che si riflettono nelle acque verdi dei canali, dal campanile storto, dalla sua tranquillità e dalla calma con cui le anziane signore ricamano l'originale merletto buranello con il loro tombolo mentre, tra di loro, ridono e chiacchierano nei campielli.

Alla fine della Piazza Galuppi  è situata la Chiesa di San Martino Vescovo, che all’interno ha una famosa tela giovanile di Giambattista Tiepolo del 1725,  la "Crocifissione" .  Cristo crocifisso al centro, tra i due malfattori, e il drammatico gruppo delle donne ai piedi della croce. Curiosa è la presenza nell'angolo inferiore a sinistra, dentro ad una cornice, del ritratto del committente, probabilmente uno speziale dell'isola.
Immagine della Madonna Bambina: dono delle suore della Congregazione di Maria Bambina alla comunità di Burano nella quale per tanti anni hanno svolto il loro servizio.

Quadro intitolato "Il Miracolo dei Ragazzi che Traggono a Terra il Sarcofago" di Antonio Zanchi (1690). In quest'opera viene ritratta l'intera piazza di Burano (la quale è stata dedicata a Baldassarre Galuppi, detto "Il Buranello"), con la chiesa, non ancora come l'attuale, gli edifici dell'epoca, la colonna con il leone di San Marco e il pilone portabandiera,  a Burano chiamato "standardo".


Infine,  il ritorno verso Jesolo e la terraferma. Affidando alle onde increspate la sensazione di aver trascorso una giornata davvero piacevole in un territorio d'acqua unico al mondo. 



Infatti, molte città vengono chiamate la Venezia del Nord o del Sud per il semplice fatto di avere i canali o essere formate da un insieme di isole. 
Alcune di queste sono bellissime come  Amsterdam, Stoccolma ma nessuna è paragonabile nemmeno lontanamente all'originale. I turisti in città ogni giorno arrivano da ogni parte del globo non solo per ammirare le attrazioni più rinomate ma anche per assistere ai noti eventi manifestazioni tra cui il Carnevale, la Biennale del Cinema e tantissimi altri.   
Venezia è una città dal fascino indescrivibile, uno di quei pochi posti da visitare almeno una volta nella vita.   
Lord Byron la descriveva come un luogo dalla bellezza immortale decantato e amato da molti prima e dopo di lui.

Principessa triste, a tratti, ma anche in questo sta il suo fascino immortale. 











VENEZIA, PRINCIPESSA TRISTE
 
Il tuo mare, Venezia
ti lambisce
i piedi di pietra,
sospirando a flutti,
rodendoti le viscere
fino a farti inginocchiare.
 
Sottomessa,
in balìa di onde aguzzine,
vedi la tua fine
possederti ogni istante
eppur ti aggrappi, orgogliosa,
a campanili storti,
ad alghe incastrate nei muri,
a vaporetti che vomitano turisti
affascinati dalla tua bellezza
ma ignari
del freddo dei tuoi piedi,
arrugginiti,
paralizzati.
 
Sei in catene Venezia,
prigioniera
del tuo azzurro amante.
 
Principessa triste,
rassegnata e sola,
chini il capo
e piangi.











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