giovedì 20 luglio 2017

LIBRINVIAGGIO... LA RILEGATRICE DI ABITI di SIBILLA PINOCCHIO - Tour a TRIESTE 24 settembre e 15 ottobre 2017 - con AbacoViaggi


Con " LA RILEGATRICE DI ABITI" inizia il progetto "LIBRINVIAGGIO". L'idea da tempo mi attraeva e ora è realtà, grazie all'autrice e cantastorie diplomata SIbilla Pinocchio di Gorizia.


Il suo libro  può essere letto come la metafora dell’arte tipicamente femminile della tessitura.
Il tessuto è puro artificio, cioè arte, cultura, mente. 

Dopo avere inventato il telaio, l’uomo interpreterà il cosmo come una stoffa e proverà ad indovinare chi ne sia la Tessitrice.
Gli uomini, ma soprattutto le donne, si comportano ancora spontaneamente o naturalmente come dei fili: formano tra loro quelle reti o gerarchie che chiamiamo tessuto sociale o culturale. Singolarmente, ogni filo non è altro che un conduttore che porta qualcosa da un capo all’altro di se stesso, ma quando i fili si collegano insieme formano qualcosa che prima non c’era: una realtà diversa.
Il dipanarsi della vicenda del romanzo è, per l’appunto, simile alla struttura di un arazzo che, attraverso la storia delle protagoniste, disegna archetipi e simboli dell’esistenza femminile. Di generazione in generazione, di donna in donna, l’ordito e la trama dei destini di Rita, Lucilla e Samuela, intersecandosi, formano i quadri di un unico disegno che racconta di coraggio, determinazione, libertà e indipendenza.
Lo stile dell’autrice è quello tipico dei cantastorie, quei narratori di un tempo che nelle sere d’estate, alla sola luce delle stelle, parlavano di storie antiche dove si mescolavano fatti, leggende, ricordi, fantasmi, voci vere o forse inventate, tramandate attraverso la notte dei tempi.
Lo stile è nuovo, accattivante, vulcanico.”

Enza Chiara Lai
Storie ataviche, orme di "C'era una volta" che diventano mappe di "per sempre". Seguendo le tradizioni verso mete dimenticate e arcane...
******************************************************************************
Sono felice di farne parte con il progetto LIBRINVIAGGIO che conto di ampliare per far viaggiare i libri  abordo di un pullman, con abaco Viaggi e me, a scoprire angoli mai visti di città ai più conosciute.
TRIESTE è la prima. Non la solita Trieste. Ma quella magica, delle fiabe millenarie. Che sibilla e Patrizia narreranno.
Non vedo l'ora!
Ma non sarò la sola a goderne le atmosfer. Un intero pullman Gran Turismo aspetta tutte le persone straordinarie che accoglieranno come proprio questo progetto e si siederanno, orecchie aperte, ad ascoltare, annusare, udire, sentire, farfugliare, odorare TRIESTE.
 
Basta chiamare Sibilla.    3290919346


PARTENZE: 
Ore 8.00: UDINE Tempio Ossario
Ore 8.30: PALMANOVA: Park Conforama
Ore 9.10: GORIZIA Park Expomego (subito dopo il Ponte sull'Isonzo.




sabato 15 luglio 2017

FORTE & CHIARO, mensile del Medio Friuli - luglio 2017



CAMINO al T. (UD) 


 GIORNATA DEL DONATORE A PIEVE DI ROSA

La sezione A.F.D.S. di Camino al T. presieduta da Illario Danussi, ha promosso la tradizionale  giornata del Donatore che si svolge in una frazione diversa o nel capoluogo. 

L’ edizione 2017 è stata ospitata dalla storica Pieve di Rosa, dove fa bella mostra di sé la  chiesa matrice,  tornata agli antichi splendori dopo il recente restauro. 

Molti i labari delle sezioni friulane intervenute alla celebrazione e alla S. Messa del donatore con  il Coro “S. Francesco”, diretto da Eliana Gallai,  e il pranzo comunitario.






CODROIPO (UD)



IN 300 ALLA FESTA PER IL 1° COMPLEANNO DI “QUELLI DELLA NOTTE - CHEI DI CODROIP”     con IVAN CUDIN OSPITE D’ONORE

300 magliette colorate e due cagnolini di  “Chei di Codroip” e dei camminatori dei comuni vicini, da Tavagnacco a Sesto al Reghena, hanno reso onore al  primo anniversario di “Quelli della notte – chei di Codroip”. 
Il pacifico ma allegro raduno dei tre gruppi di camminatori, turbo-lenti, sprinters e ali ai piedi, e tre di corridori, principianti, medi, veloci, è partito verso Villa Manin per la foto ricordo e ritornato poi  al campo sportivo, scortati dall’Auser di Codroipo.  Poi la grande festa  per sottolineare un traguardo in continua crescita, portato avanti da 27 volontari che gestiscono con entusiasmo e ammirevole spirito di squadra l’associazione spontanea che convoglia ogni giovedì mattina e sera e il primo sabato del mese oltre un centinaio di persone.  Ospite d’onore Ivan Cudin, ultramaratoneta codroipese,  campione europeo della 24 ore e per tre edizioni vincitore della Spartathlon.  Presente con un video il dottore Ciro Francescutto, medico dello sport di San Giovanni di Casarsa, ideatore  del primo gruppo notturno di cammino e corsa.  Egli ha ribadito che camminare e correre sono una forma di sport gratuito, ecologico e portatore di salute e che, ogni giorno, tutti dovremmo fare diecimila passi per stare davvero bene.  E la maglietta gialla di “Chei di Codroip” è diventata una bandiera da indossare con orgoglio e camminare e correre sono una sorta di virus che genera epidemia positiva e salutare. Alla grande festa di anniversario ogni partecipante  ha ricevuto in  omaggio un segnalibro giallo distribuito dai quattro giovani volontari, Caterina, Elisa, Vittoria e Thomas e ha potuto cantare l’Inno delle magliette gialle, simboli di comunità e benessere, sulle note di Bandiera Gialla.  I camminatori e corridori non vanno in vacanza e continuano a ritrovarsi a ogni età e in ogni stagione. Credendo nei valori della socialità e della salute.

Maggiori info sul sito cheidicodroip.wordpress.it

                                                                                                                             

MUSICA
ATHANOR GUITAR QUARTET , debutto del nuovo disco  "ITALIANA"  da ANGEL' S  WINGS STUDIOS

“Italiana” è il nuovo lavoro discografico degli  Athanor Guitar Quartet, ed è stato presentato negli studi degli Angel'S  Wings   di Pantianicco di Mereto di Tomba, a cura del giornalista Marco Mascioli, con introduzione di Monica Zinutti. L'esecuzione degli Athanor, in diretta Facebook,  si è rivelata una sorta di viaggio musicale in terra italiana, nella grande musica dal 1600 a oggi.

Un omaggio ad alcuni tra i compositori che hanno reso celebre l'estro italico nel mondo, da Monteverdi a Vivaldi, da Scarlatti a Paradisi e Rossini, fino ad arrivare a De Simone e Giorgio Tortora. Il Maestro Tortora, uno dei compositori importanti nel mondo della chitarra, è anche il mentore del quartetto.

I brani eseguiti sono stati tratti dall'ultimo disco che ne contiene dieci,  registrati, mixati e masterizzati presso gli Angel's Wings Recording Studios e pubblicato dalla casa discografica Velut Luna. 

Molti dei brani proposti furono scritti originariamente per strumenti differenti dalla chitarra, e rappresentano quindi un invito a un ascolto "diverso" di motivi in alcuni casi anche molto noti.  La copertina  ha i colori che richiamano il mare e il cielo di Grado.

Il Quartetto nasce nel 2009 ma l'attuale formazione si è consolidata nel 2012. I quattro chitarristi,  Maria Francesca Arcidiacono, Elisabetta Biondi, Mario Milosa e Fulvio Sain, hanno anche raccontato spezzoni delle loro esperienze di vita e musicali.  Maria Francesca Arcidiacono ha iniziato lo studio della  chitarra classica a 9 anni su invito dei genitori proseguendo il percorso didattico con solfeggio, interrotto al liceo classico. Su sollecitazione del marito, a 38 anni, ha completato il  percorso.  Elisabetta Biondi  ha iniziato lo studio della chitarra a 6 anni su sollecitazione della maestra dell'asilo, persona  a lei molto cara. Ha frequentato il conservatorio e ora insegna musica e chitarra. Mario Milosa ha iniziato lo studio della musica da bambino e da autodidatta,  proseguendo lo studio accademico classico.   Fulvio Sain ha inziato a suonare giovanissimo,  stimolato dalla famiglia di musicisti. Gli venne regalata una chitarra acustica e si avvicinò alla musica rock,  poi frequentò il conservatorio e ora insegna chitarra.

Hanno eseguito  "La tarantella" di Rossini, "Venti da sud",  "Toccata" di Paradisi meglio conosciuta come la sigla di Carosello e Sonata 450 di Domenico Scarlatti.

                                                                                                                                            

IL CANTANTE ANGELO SERETTI CONQUISTA LE TV INTERNAZIONALI
Il cantante codroipese Angelo Seretti  ha ultimato le registrazioni di ‘Mille Voci’, il programma musicale che andrà presto in onda su 300 tv nazionali e in diversi canali di Brasile, Stati Uniti, Canada e Giappone. 
Un altro tassello che si aggiunge al successo di classifiche dei  suoi ultimi singoli in  radio nazionali per ben due anni di fila.  
 Seretti,che canta in cinque lingue canzoni del genere crooner o confidenziale,  sta ultimando il nuovo album  continuando la collaborazione artistica con il collega George Aaron, star della musica disco anni ’80, conosciuto in tutto il mondo.   
 Si esibisce spesso all’estero e ha avuto modo, negli ultimi anni, di lavorare con altri artisti di fama internazionale come Bobby Solo, Mariella Nava, Amedeo Minghi e Annalisa Minetti, solo per citarne alcuni. Seretti,  grazie al suo stile particolare,  a farsi conoscere e apprezzare dal grande pubblico ed è uno dei pochissimi cantanti friulani ad aver scalato le classifiche radio nazionali ed estere. 
Il suo ultimo singolo 'Bye Bye City' , rivisitazione di un classico di Pierre Grocolas in chiave pop dance e portato al successo nel 1969 da Dino, è stato infatti premiato nella top 20 della classifica Europea Euro Indie Music.   

                                                  

martedì 11 luglio 2017

IL PAESE - Magazine di cultura e informazione del Medio Friuli - luglio/agosto 2017


CAMINO  AL T (UD)                    
A GLAUNICCO LE CAMPANE TORNERANNO A SUONARE GRAZIE AL QUADRO DI EMILIO SABATINI

Da mesi Glaunicco era orfano delle campane. Ciò procurava dispiacere agli abitanti che si sentivano privati del loro suono che conferiva ufficialità ai momenti chiave della giornata e delle cerimonie. I funerali erano ancora più tristi senza il loro suonare.  Saputo che servivano diecimila euro per la loro sistemazione, l’artista del rame Emilio sabatini, caminese,  ha tratto ispirazione per donare  un’opera alla chiesa e raccogliere la somma necessaria.  Non ha perso tempo e ha realizzato un busto di San Tommaso apostolo di 70 x 50 cm, dato che il santo è il patrono di Glaunicco e viene festeggiato il 3 luglio.   Dopo essere stato catalogato come sacro dal Vescovo di Udine, fa ora bella figura sull’altare della Madonna. Ma non basta. Per onorarlo degnamente, la comunità ha dato vita a una vera festa, con la benedizione ufficiale a cura di Don Maurizio Zanarola durante la Messa solenne con la cantoria di San Tommaso, cui è seguito un pranzo per ben 230 persone.  Il ricavato ha centrato l’obiettivo e presto Glaunicco avrà le campane nuove.  Sarà, infatti, rinforzata la “toresse” e cambiati tutti i componenti che sostengono le campane.

Un obiettivo raggiunto che inorgoglisce la comunità e  i tanti volontari, tra cui l’associazione “Notis tra lis calis” di Bugnins, che hanno operato con generosità per attuarlo.




LA CLAF DAL MISTERI... fortunato debutto del nuovo SPETTACOLO della Compagne "CLAR DI LUNE"


LA CLAF DAL MISTERI,  la chiave del mistero, è il  15mo debutto in 22 anni di attività del Clâr di Lune. 15 le opere messe in scena che hanno spaziato in tutti i generi teatrali. Mancava la suspense, un giallo. 
E la Clâf dal misteri lo è, con uno spazio per gli argomenti d'attualità, trattati con grande garbo da colei che, oltre che regista, è anche l'autrice del testo: LOREDANA FABBRO.  
 I personaggi, caratterizzati dalla fantasia dell'autrice,  trovano ispirazione da ciò che potrebbe  accadere in qualsiasi piazza friulana, con  il bar, la farmacia, la ferramenta, gli operatori ecologici, perfino il poliziotto e l'ispettrice triestina piuttosto saccente. 
 Si respira contemporaneità ma anche sentimenti.   
Di chi è solo, di chi vorrebbe avere una donna da amare, di chi ce l'ha con la suocera, di chi vuole sbarazzarsi del ricordo di un marito subìto, di chi sa tutto ma poi tutto ritrae, di chi nasconde la propria omosessualità per poi rivelarla, forte della legge che glielo consente. 
Un quadro ritrovato tra i bidoni della differenziata, uno straccio sporco di sangue e un coltello, un morto in discarica... una suspence che si dipana fino alla soluzione finale. Un teatro che fa ridere ma anche riflettere. Coerente con il DNA del "Clar di Lune".  
Il Sindaco Eleonora Viscardis e l'assessore alla cultura Luigina Iacuzzi hanno ringraziato la compagnia "Clar di Lune" perchè, e da 22 anni, a ogni debutto riempie il Teatro, perchè è una eccellenza che dà merito e visibilità al territorio.  "Grazie di esserci e di proporre testi contemporanei che possono essere ambientati ovunque, con un occhio di riguardo per i messaggi delicati eppure spesso poco recepiti. Siamo una amministrazione fortunata. 
Continuate così" ha salutato il sindaco.
                                                                                                                           
 CODROIPO  (UD)
Pattinaggio, danzando sulle ruote da Atene a Collodi

Il saggio di fine anno della sezione di pattinaggio della polisportiva Codroipo ha messo in luce quanto sia stato intenso l’anno accademico, ma ricco di successi, soddisfazioni e riconoscimenti.  Protagonisti ben 60 atleti, dai più piccoli di 4 anni fino ai ragazzi, che hanno accompagnato il pubblico nel magico mondo dei miti e delle favole, alternandosi in pista con brani di vario genere,  in un incalzare di emozioni.  Ad aprire la serata, presentata da Elisa Padovani,   sono stati gli allievi dei vari corsi che hanno interpretato i 5 cerchi olimpici.

Una sorta di salto indietro nel tempo. Ad Atene, nel 1896, quando vennero aperte le prime olimpiadi dell'età moderna, il cui motto era "Citius, Altius, Fortius" ovvero "Più veloce, più in alto, più forte".

Motto che dà ancora  valore allo sport inteso come qualità di vita,  scuola di vita che insegna a lottare per una giusta ricompensa, favorendo la socializzazione e il rispetto tra compagni e avversari.

A sancire ancor di più lo spirito di fratellanza delle olimpiadi, il barone francese Pierre de Cuobertein, ideò la bandiera che divenne il simbolo della manifestazione, i 5 cerchi olimpici, in cui a ogni colore corrisponde un continente: blu per l'Oceania, nero per l'Africa, rosso per le Americhe, verde per l'Europa e giallo per l'Asia, colori con i quali i nostri atleti si esibiranno a gruppi danzando leggiadri in onore della fratellanza fra i popoli.

Il gran finale dello spettacolo ha condotto fin dentro la favola di PINOCCHIO, che ha visto tutti gli atleti esibirsi insieme. La favola che tutti conoscono, la storia di un burattino un po' discolo, ingenuo e credulone che si fa abbindolare e portare fuori strada da loschi personaggi come Mangiafuoco, il gatto e La Volpe, Lucignolo, ma che poi, grazie all'aiuto dei buoni e saggi amici come il Grillo parlante e la fata Turchina  riesce a trasformarsi in un bambino vero.  
Pinocchio è lo specchio del nostro tempo, un personaggio attuale, nel quale ognuno di noi si può riconoscere, che vuole aiutare i nostri ragazzi a scoprire gli aspetti negativi e positivi che ruotano intorno a loro nell'odierna società.

Risultato eccellente di un progetto  ambizioso per la sua complessità, dovuto all'elevato numero degli atleti presenti contemporaneamente in pista, alle età diverse e al diverso grado di preparazione. Un musical realizzato con la collaborazione di Valentino, ballerino e insegnante di hip hop.

Un progetto bellissimo anche dal punto di vista della socializzazione degli atleti, perché hanno cooperato insieme, i grandi aiutando i piccoli, i piccoli fidandosi dell'insegnamento e della guida dei grandi, presentando un progetto comune fra tutti. Una squadra. La squadra della Polisportiva Codroipo.

Il proficuo anno di attività è stato capitanato dalle insegnanti  ARIANNA BRACELLI, DANILA TREZZA, MAURA MARSETTI, e dalle nuove insegnanti SERENA LUCIGRAI, ANDREINA TERENZI, VALENTINO VENIER e DANIELA BORTOLOSSI.

                                                                                                                                             

CODROIPO (UDINE)                         

A GUSTAVO ZANIN, MAESTRO ORGANARO,  LA PRIMA LAUREA HONORIS CAUSA IN STORIA DELL’ARTE E CONSERVAZIONE.
Una folta chioma d’argento a incorniciare il sapiente volto, la palpabile emozione leggibile negli occhi vivaci e svegli, forgiati da una storia lunga 87 anni, vissuti all’ennesima energia. Nella valigia un raro talento: fabbricare organi.

 Il suo nome è Gustavo Zanin, nato il 18 aprile 1930, alle ore 4.00, a Camino al Tagliamento. La sua qualifica è “Maestro Organaro”, titolo costruito pazientemente fin da quando aveva cinque anni e imparava dal padre Francesco a premere i tasti, attendendo con lui il momento in cui i suoni di tutte le canne raggiungevano l’accordatura. All’inizio era fastidiosa come mare in tempesta. Poi si placava e nasceva l'accordo. A sette comprendeva la divisione armonica e poi, man mano, le frequenze che intercorrono fra le note. In seguito affinava la preparazione presso gli istituti musicali e tecnici udinesi, continuando sempre a lavorare insieme al padre.  Oltre 400 gli organi realizzati in tutto il mondo e molti quelli restaurati in Friuli dopo il terremoto del 1976
Ben due fanno parte del patrimonio della Chiesa di San Quirino a Udine,  l’organo della chiesa antica di Francesco Zanin e la opus 837 di Gustavo. Proprio qui si è tenuta la cerimonia di conferimento del più alto titolo accademico, consegnato dal Rettore Alberto De Toni. Ben otto accademici, con la toga delle grandi cerimonie, e il parroco don Claudio Como che ha citato Martin Lutero e il  musicologo udinese Renato Della Torre “ Dopo la parola di Dio, solo la musica merita di essere lodata. Non cambierei con nient’altro la poca musica che so”. 
Per il rettore De Toni la massima onorificenza a Zanin nasce dalla grande considerazione per la sua persona e per la storia della sua famiglia, nel 40esimo dell’ateneo friulano. “ Egli  è uno dei friulano che ha saputo portare in tutto  il mondo la maestria della sua terra.    
Quando la  passione e il mestiere si accordano al senso di appartenenza si  raggiunge l’apice dell’ingegno imprenditoriale.   
Grande storia, creatività e innovazione trovano mirabilmente realizzazione nella bottega Zanin, dove la tecnica del suono è in connubio con la tecnologia. Un’ azienda che sfida il mercato lavorando in 5 continenti. La Laurea unisce all’ arte e alla creatività il saper fare impresa. Sei un vero maestro. Hai regalato una storia da raccontare. 
Un orgoglio che tu e la tua famiglia avete reso alla nostra terra”.   Anche il direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, Andrea Zanini, ha sottolineato l’eccezionalità del percorso artistico di Zanin che “rappresenta perfettamente ciò che l’università intende per patrimonio culturale e meritevole della prima laurea che l’ateneo rilascia.  Zanin  è patrimonio  culturale per la famiglia e il mestiere, nel significato di  servizio e aiuto.   
Sette generazioni di organari, insieme di arte, artigianato, filosofia, cultura, esperienza di vita, psicologia, liturgia, matematica, architettura, fisica dei suoni. La miscela armonica di tutti questi elementi è il mestiere dei  Zanin” .   
Il direttore del Conservatorio di Udine, Paolo Pellarin, nella Laudatio intitolata “Gustavo Zanin e la sua famiglia: sette generazioni di organari friulani” ne ha tracciato l’albero genealogico, partendo dal capostipite  Valentino, con 30 organi realizzati, Giuseppe e Beniamino con 350, Gustavo con oltre 400. D’epoca, elettrici, elettronici, in sintonia con l’invito di Giuseppe Verdi a “Tornare all’antico”.  Organi dal pulsante cuore antico e connessioni USB. 
In un ponte virtuale fra il bisnonno Giuseppe e fratello Pietro, i figli Giuseppe e Francesco e il cugino Franz a Camino.  Creare, ricreare, studiare, capire  sono i cardini dell’azienda.  Da qui gli innumerevoli riconoscimenti da parte di grandi personalità a Gustavo, fondatore dell’Associazione italiana organari, di cui il figlio Francesco è presidente. 

Un emozionato Gustavo ha tenuto la sua “Lectio magistralis” dedicata al suono dell’organo, partendo dall’invenzione, nel 275 a.C. ad Alessandria d’Egitto, di questo  strumento musicale della famiglia degli aerofoni. Attraverso  2300 anni di storia, è appartenuto a diversi popoli e culture. Furono i monaci a introdurlo  nella chiesa perché , oltre al suono, dà emozioni. “ A Camino, eravamo in otto cugini e, in cortile, durante le vacanze, ognuno suonava uno strumento. Era un piccolo conservatorio.  Non bastano le canne per fare un organo ma  il concorso di tutti gli elementi  umani che si tramandano di generazione in generazione.  
Così gli organi  parlano con accento friulano una lingua riconoscibile in tutto il mondo.  L’organo trasporta dal contingente al  trascendente e la musica dell’organista si adatta al nostro pensare portando  qualsiasi uomo, religioso o agnostico,  ad  avvertire il richiamo dell’infinito che vive in ognuno di noi. L’immensità delle onde sonore riesce perfino a far immaginare l’estasi”.  
 Grato per “il mestiere che gli ha permesso di costruire uno strumento che fa sentire la voce di Dio”  ha espresso  orgoglio per il fatto che il figlio Francesco e il nipote Carlo continuino l’attività, e rivolto con un mazzo di rose rosse il “Grazie” alla moglie, signora Marinella,  e  a tutte le spose. 

Dopo la “Toccata e fuga in re minore di Bach”, suonata all’organo dal Maestro Beppino Delle Vedove, il neo dottore, con la consueta e disarmante cordialità, ha accolto i complimenti delle tantissime persone che gli hanno attestato stima, in una cerimonia unica che rimarrà nella storia.  

lunedì 10 luglio 2017

UDINE: A GUSTAVO ZANIN, MAESTRO ORGANARO, LA PRIMA LAUREA HONORIS CAUSA 10 luglio 2017



 

Una folta chioma d’argento a incorniciare il sapiente volto, la palpabile emozione leggibile negli occhi vivaci e svegli, forgiati da una storia lunga 87 anni, vissuti all’ennesima energia. Nella valigia un raro talento: fabbricare organi.



Il suo nome è Gustavo Zanin, nato il 18 aprile 1930, alle ore 4.00, nella casa vicino al ponte del Municipio, a Camino al Tagliamento, all'epoca frazione di Codroipo.  La sua qualifica è “Maestro Organaro”, titolo costruito pazientemente fin da quando aveva cinque anni e imparava dal padre Francesco a premere i tasti, attendendo con lui il momento in cui i suoni di tutte le canne raggiungevano l’ accordatura. All’inizio era fastidiosa come mare in tempesta. Poi si placava e nasceva l'accordo. A sette comprendeva la divisione armonica e poi, man mano, le frequenze che intercorrono fra le note. In seguito affinava la preparazione presso gli istituti musicali e tecnici udinesi, continuando sempre a lavorare insieme al padre.  Oltre 400 gli organi realizzati in tutto il mondo e molti quelli restaurati in Friuli dopo il terremoto del 1976. Ben due fanno parte del patrimonio della Chiesa di San Quirino a Udine,  l’organo della chiesa antica di Francesco Zanin e la opus 837 di Gustavo. Proprio qui si è tenuta la cerimonia di conferimento del più alto titolo accademico, consegnato dal Rettore Alberto De Toni. Ben otto accademici, con la toga delle grandi cerimonie, e il parroco don Claudio Como che ha citato Martin Lutero e il  musicologo udinese Renato Della Torre “ Dopo la parola di Dio, solo la musica merita di essere lodata. Non cambierei con nient’altro la poca musica che so”. Per il rettore De Toni la massima onorificenza a Zanin nasce dalla grande considerazione per la sua persona e per la storia della sua famiglia, nel 40esimo dell’ateneo friulano. “ Egli  è uno dei friulani che ha saputo portare in tutto  il mondo la maestria della sua terra.   Quando la  passione e il mestiere si accordano al senso di appartenenza si  raggiunge l’apice dell’ingegno imprenditoriale.  Grande storia, creatività e innovazione trovano mirabilmente realizzazione nella bottega Zanin, dove la tecnica del suono è in connubio con la tecnologia. Un’ azienda che sfida il mercato lavorando in 5 continenti. La Laurea unisce all’ arte e alla creatività il saper fare impresa. Sei un vero maestro. Hai regalato una storia da raccontare. Un orgoglio che tu e la tua famiglia avete reso alla nostra terra”.



Anche il direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, Andrea Zanini, ha sottolineato l’eccezionalità del percorso artistico di Zanin che “rappresenta perfettamente ciò che l’università intende per patrimonio culturale e meritevole della prima laurea  in Storia dell'Arte e Conservazione dei beni storico-artistici che l’Ateneo udinese rilascia.  Zanin  è patrimonio  culturale per la famiglia e il mestiere, nel significato di  servizio e aiuto.  Sette generazioni di organari, insieme di arte, artigianato, filosofia, cultura, esperienza di vita, psicologia, liturgia, matematica, architettura, fisica dei suoni. La miscela armonica di tutti questi elementi è il mestiere dei  Zanin .




Il direttore del Conservatorio di Udine, Paolo Pellarin, nella Laudatio intitolata “Gustavo Zanin e la sua famiglia: sette generazioni di organari friulani” ne ha tracciato l’albero genealogico, partendo dal capostipite  Valentino, con 30 organi realizzati, Giuseppe e Beniamino con 350, Gustavo con oltre 400. D’epoca, elettrici, elettronici, in sintonia con l’invito di Giuseppe Verdi a “Tornare all’antico”.  Organi dal pulsante cuore antico e connessioni USB. In un ponte virtuale fra il bisnonno Giuseppe e fratello Pietro, i figli Giuseppe e Francesco e il cugino Franz a Camino.  Creare, ricreare, studiare, capire  sono i cardini dell’azienda.  Da qui gli innumerevoli riconoscimenti da parte di grandi personalità a Gustavo, fondatore dell’Associazione italiana organari, di cui il figlio Francesco è presidente. 

Un emozionato Gustavo ha tenuto la sua “Lectio magistralis” dedicata al suono dell’organo, partendo dall’invenzione, nel 275 a.C. ad Alessandria d’Egitto, di questo  strumento musicale della famiglia degli aerofoni. Attraverso  2300 anni di storia, è appartenuto a diversi popoli e culture. Furono i monaci a introdurlo  nella chiesa perché , oltre al suono, dà emozioni. “ A Camino, eravamo in otto cugini e, in cortile, durante le vacanze, ognuno suonava uno strumento. Era un piccolo conservatorio.  Non bastano le canne per fare un organo ma  il concorso di tutti gli elementi  umani che si tramandano di generazione in generazione. Così gli organi  parlano con accento friulano una lingua riconoscibile in tutto il mondo.  L’organo trasporta dal contingente al  trascendente e la musica dell’organista si adatta al nostro pensare portando  qualsiasi uomo, religioso o agnostico,  ad  avvertire il richiamo dell’infinito che vive in ognuno di noi. L’immensità delle onde sonore riesce perfino a far immaginare l’estasi”.




Grato per “il mestiere che gli ha permesso di costruire uno strumento che fa sentire la voce di Dio”  ha espresso  orgoglio per il fatto che il figlio Francesco e il nipote Carlo continuino l’attività, e rivolto con un mazzo di rose rosse il “Grazie” alla moglie, signora Marinella,  e  a tutte le spose. 
Dopo la “Toccata e fuga in re minore di Bach”, suonata all’organo dal Maestro Beppino Delle Vedove, il neo dottore, con la consueta e disarmante cordialità, ha accolto i complimenti delle tantissime persone che gli hanno attestato stima, in una cerimonia unica che rimarrà nella
storia.  


Lo scrittore Alberto Frappa e Cristina Pilutti, Assessore di Camino a T (UdIncontri: assessori e sindaci... , Bertiolo, Camino, CodroipoRenataCarla

Sono felice che sia stato reso il doveroso e giusto riconoscimento a Gustavo Zanin. 
Sono felicehe che fossero presenti le massime espressioni politiche, anche se a me ha fatto piacere incontrare Don Saverio Mauro, parroco di Camino al T per 28 anni e per me prezioso amico. 
Gustavo Zanin,  uomo di nobile fattura, ha l'immenso pregio di essere semplice, presente nel territorio, mai saccente nonostante sia nutrito da pregevole cultura in molti ambiti. 
La sua semplicità e spontanea cordialità gli fa onore. 
Io mi sento onorata del suo affetto e della sua stima, dimostratami in tante occasioni. 
Dut ricambiât Gustavo!