martedì 11 luglio 2017

IL PAESE - Magazine di cultura e informazione del Medio Friuli - luglio/agosto 2017


CAMINO  AL T (UD)                    
A GLAUNICCO LE CAMPANE TORNERANNO A SUONARE GRAZIE AL QUADRO DI EMILIO SABATINI

Da mesi Glaunicco era orfano delle campane. Ciò procurava dispiacere agli abitanti che si sentivano privati del loro suono che conferiva ufficialità ai momenti chiave della giornata e delle cerimonie. I funerali erano ancora più tristi senza il loro suonare.  Saputo che servivano diecimila euro per la loro sistemazione, l’artista del rame Emilio sabatini, caminese,  ha tratto ispirazione per donare  un’opera alla chiesa e raccogliere la somma necessaria.  Non ha perso tempo e ha realizzato un busto di San Tommaso apostolo di 70 x 50 cm, dato che il santo è il patrono di Glaunicco e viene festeggiato il 3 luglio.   Dopo essere stato catalogato come sacro dal Vescovo di Udine, fa ora bella figura sull’altare della Madonna. Ma non basta. Per onorarlo degnamente, la comunità ha dato vita a una vera festa, con la benedizione ufficiale a cura di Don Maurizio Zanarola durante la Messa solenne con la cantoria di San Tommaso, cui è seguito un pranzo per ben 230 persone.  Il ricavato ha centrato l’obiettivo e presto Glaunicco avrà le campane nuove.  Sarà, infatti, rinforzata la “toresse” e cambiati tutti i componenti che sostengono le campane.

Un obiettivo raggiunto che inorgoglisce la comunità e  i tanti volontari, tra cui l’associazione “Notis tra lis calis” di Bugnins, che hanno operato con generosità per attuarlo.




LA CLAF DAL MISTERI... fortunato debutto del nuovo SPETTACOLO della Compagne "CLAR DI LUNE"


LA CLAF DAL MISTERI,  la chiave del mistero, è il  15mo debutto in 22 anni di attività del Clâr di Lune. 15 le opere messe in scena che hanno spaziato in tutti i generi teatrali. Mancava la suspense, un giallo. 
E la Clâf dal misteri lo è, con uno spazio per gli argomenti d'attualità, trattati con grande garbo da colei che, oltre che regista, è anche l'autrice del testo: LOREDANA FABBRO.  
 I personaggi, caratterizzati dalla fantasia dell'autrice,  trovano ispirazione da ciò che potrebbe  accadere in qualsiasi piazza friulana, con  il bar, la farmacia, la ferramenta, gli operatori ecologici, perfino il poliziotto e l'ispettrice triestina piuttosto saccente. 
 Si respira contemporaneità ma anche sentimenti.   
Di chi è solo, di chi vorrebbe avere una donna da amare, di chi ce l'ha con la suocera, di chi vuole sbarazzarsi del ricordo di un marito subìto, di chi sa tutto ma poi tutto ritrae, di chi nasconde la propria omosessualità per poi rivelarla, forte della legge che glielo consente. 
Un quadro ritrovato tra i bidoni della differenziata, uno straccio sporco di sangue e un coltello, un morto in discarica... una suspence che si dipana fino alla soluzione finale. Un teatro che fa ridere ma anche riflettere. Coerente con il DNA del "Clar di Lune".  
Il Sindaco Eleonora Viscardis e l'assessore alla cultura Luigina Iacuzzi hanno ringraziato la compagnia "Clar di Lune" perchè, e da 22 anni, a ogni debutto riempie il Teatro, perchè è una eccellenza che dà merito e visibilità al territorio.  "Grazie di esserci e di proporre testi contemporanei che possono essere ambientati ovunque, con un occhio di riguardo per i messaggi delicati eppure spesso poco recepiti. Siamo una amministrazione fortunata. 
Continuate così" ha salutato il sindaco.
                                                                                                                           
 CODROIPO  (UD)
Pattinaggio, danzando sulle ruote da Atene a Collodi

Il saggio di fine anno della sezione di pattinaggio della polisportiva Codroipo ha messo in luce quanto sia stato intenso l’anno accademico, ma ricco di successi, soddisfazioni e riconoscimenti.  Protagonisti ben 60 atleti, dai più piccoli di 4 anni fino ai ragazzi, che hanno accompagnato il pubblico nel magico mondo dei miti e delle favole, alternandosi in pista con brani di vario genere,  in un incalzare di emozioni.  Ad aprire la serata, presentata da Elisa Padovani,   sono stati gli allievi dei vari corsi che hanno interpretato i 5 cerchi olimpici.

Una sorta di salto indietro nel tempo. Ad Atene, nel 1896, quando vennero aperte le prime olimpiadi dell'età moderna, il cui motto era "Citius, Altius, Fortius" ovvero "Più veloce, più in alto, più forte".

Motto che dà ancora  valore allo sport inteso come qualità di vita,  scuola di vita che insegna a lottare per una giusta ricompensa, favorendo la socializzazione e il rispetto tra compagni e avversari.

A sancire ancor di più lo spirito di fratellanza delle olimpiadi, il barone francese Pierre de Cuobertein, ideò la bandiera che divenne il simbolo della manifestazione, i 5 cerchi olimpici, in cui a ogni colore corrisponde un continente: blu per l'Oceania, nero per l'Africa, rosso per le Americhe, verde per l'Europa e giallo per l'Asia, colori con i quali i nostri atleti si esibiranno a gruppi danzando leggiadri in onore della fratellanza fra i popoli.

Il gran finale dello spettacolo ha condotto fin dentro la favola di PINOCCHIO, che ha visto tutti gli atleti esibirsi insieme. La favola che tutti conoscono, la storia di un burattino un po' discolo, ingenuo e credulone che si fa abbindolare e portare fuori strada da loschi personaggi come Mangiafuoco, il gatto e La Volpe, Lucignolo, ma che poi, grazie all'aiuto dei buoni e saggi amici come il Grillo parlante e la fata Turchina  riesce a trasformarsi in un bambino vero.  
Pinocchio è lo specchio del nostro tempo, un personaggio attuale, nel quale ognuno di noi si può riconoscere, che vuole aiutare i nostri ragazzi a scoprire gli aspetti negativi e positivi che ruotano intorno a loro nell'odierna società.

Risultato eccellente di un progetto  ambizioso per la sua complessità, dovuto all'elevato numero degli atleti presenti contemporaneamente in pista, alle età diverse e al diverso grado di preparazione. Un musical realizzato con la collaborazione di Valentino, ballerino e insegnante di hip hop.

Un progetto bellissimo anche dal punto di vista della socializzazione degli atleti, perché hanno cooperato insieme, i grandi aiutando i piccoli, i piccoli fidandosi dell'insegnamento e della guida dei grandi, presentando un progetto comune fra tutti. Una squadra. La squadra della Polisportiva Codroipo.

Il proficuo anno di attività è stato capitanato dalle insegnanti  ARIANNA BRACELLI, DANILA TREZZA, MAURA MARSETTI, e dalle nuove insegnanti SERENA LUCIGRAI, ANDREINA TERENZI, VALENTINO VENIER e DANIELA BORTOLOSSI.

                                                                                                                                             

CODROIPO (UDINE)                         

A GUSTAVO ZANIN, MAESTRO ORGANARO,  LA PRIMA LAUREA HONORIS CAUSA IN STORIA DELL’ARTE E CONSERVAZIONE.
Una folta chioma d’argento a incorniciare il sapiente volto, la palpabile emozione leggibile negli occhi vivaci e svegli, forgiati da una storia lunga 87 anni, vissuti all’ennesima energia. Nella valigia un raro talento: fabbricare organi.

 Il suo nome è Gustavo Zanin, nato il 18 aprile 1930, alle ore 4.00, a Camino al Tagliamento. La sua qualifica è “Maestro Organaro”, titolo costruito pazientemente fin da quando aveva cinque anni e imparava dal padre Francesco a premere i tasti, attendendo con lui il momento in cui i suoni di tutte le canne raggiungevano l’accordatura. All’inizio era fastidiosa come mare in tempesta. Poi si placava e nasceva l'accordo. A sette comprendeva la divisione armonica e poi, man mano, le frequenze che intercorrono fra le note. In seguito affinava la preparazione presso gli istituti musicali e tecnici udinesi, continuando sempre a lavorare insieme al padre.  Oltre 400 gli organi realizzati in tutto il mondo e molti quelli restaurati in Friuli dopo il terremoto del 1976
Ben due fanno parte del patrimonio della Chiesa di San Quirino a Udine,  l’organo della chiesa antica di Francesco Zanin e la opus 837 di Gustavo. Proprio qui si è tenuta la cerimonia di conferimento del più alto titolo accademico, consegnato dal Rettore Alberto De Toni. Ben otto accademici, con la toga delle grandi cerimonie, e il parroco don Claudio Como che ha citato Martin Lutero e il  musicologo udinese Renato Della Torre “ Dopo la parola di Dio, solo la musica merita di essere lodata. Non cambierei con nient’altro la poca musica che so”. 
Per il rettore De Toni la massima onorificenza a Zanin nasce dalla grande considerazione per la sua persona e per la storia della sua famiglia, nel 40esimo dell’ateneo friulano. “ Egli  è uno dei friulano che ha saputo portare in tutto  il mondo la maestria della sua terra.    
Quando la  passione e il mestiere si accordano al senso di appartenenza si  raggiunge l’apice dell’ingegno imprenditoriale.   
Grande storia, creatività e innovazione trovano mirabilmente realizzazione nella bottega Zanin, dove la tecnica del suono è in connubio con la tecnologia. Un’ azienda che sfida il mercato lavorando in 5 continenti. La Laurea unisce all’ arte e alla creatività il saper fare impresa. Sei un vero maestro. Hai regalato una storia da raccontare. 
Un orgoglio che tu e la tua famiglia avete reso alla nostra terra”.   Anche il direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, Andrea Zanini, ha sottolineato l’eccezionalità del percorso artistico di Zanin che “rappresenta perfettamente ciò che l’università intende per patrimonio culturale e meritevole della prima laurea che l’ateneo rilascia.  Zanin  è patrimonio  culturale per la famiglia e il mestiere, nel significato di  servizio e aiuto.   
Sette generazioni di organari, insieme di arte, artigianato, filosofia, cultura, esperienza di vita, psicologia, liturgia, matematica, architettura, fisica dei suoni. La miscela armonica di tutti questi elementi è il mestiere dei  Zanin” .   
Il direttore del Conservatorio di Udine, Paolo Pellarin, nella Laudatio intitolata “Gustavo Zanin e la sua famiglia: sette generazioni di organari friulani” ne ha tracciato l’albero genealogico, partendo dal capostipite  Valentino, con 30 organi realizzati, Giuseppe e Beniamino con 350, Gustavo con oltre 400. D’epoca, elettrici, elettronici, in sintonia con l’invito di Giuseppe Verdi a “Tornare all’antico”.  Organi dal pulsante cuore antico e connessioni USB. 
In un ponte virtuale fra il bisnonno Giuseppe e fratello Pietro, i figli Giuseppe e Francesco e il cugino Franz a Camino.  Creare, ricreare, studiare, capire  sono i cardini dell’azienda.  Da qui gli innumerevoli riconoscimenti da parte di grandi personalità a Gustavo, fondatore dell’Associazione italiana organari, di cui il figlio Francesco è presidente. 

Un emozionato Gustavo ha tenuto la sua “Lectio magistralis” dedicata al suono dell’organo, partendo dall’invenzione, nel 275 a.C. ad Alessandria d’Egitto, di questo  strumento musicale della famiglia degli aerofoni. Attraverso  2300 anni di storia, è appartenuto a diversi popoli e culture. Furono i monaci a introdurlo  nella chiesa perché , oltre al suono, dà emozioni. “ A Camino, eravamo in otto cugini e, in cortile, durante le vacanze, ognuno suonava uno strumento. Era un piccolo conservatorio.  Non bastano le canne per fare un organo ma  il concorso di tutti gli elementi  umani che si tramandano di generazione in generazione.  
Così gli organi  parlano con accento friulano una lingua riconoscibile in tutto il mondo.  L’organo trasporta dal contingente al  trascendente e la musica dell’organista si adatta al nostro pensare portando  qualsiasi uomo, religioso o agnostico,  ad  avvertire il richiamo dell’infinito che vive in ognuno di noi. L’immensità delle onde sonore riesce perfino a far immaginare l’estasi”.  
 Grato per “il mestiere che gli ha permesso di costruire uno strumento che fa sentire la voce di Dio”  ha espresso  orgoglio per il fatto che il figlio Francesco e il nipote Carlo continuino l’attività, e rivolto con un mazzo di rose rosse il “Grazie” alla moglie, signora Marinella,  e  a tutte le spose. 

Dopo la “Toccata e fuga in re minore di Bach”, suonata all’organo dal Maestro Beppino Delle Vedove, il neo dottore, con la consueta e disarmante cordialità, ha accolto i complimenti delle tantissime persone che gli hanno attestato stima, in una cerimonia unica che rimarrà nella storia.  

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