domenica 3 settembre 2017

FORTE & CHIARO, mensile del Medio Friuli - settembre 2017



S.O.S. per la chiesetta di San Rocco a Pozzo di Codroipo (Ud)

Adiacente  al cimitero di Pozzo, sorge la chiesetta di San Rocco che, ogni 16 agosto, accoglie anche gli abitanti di Rivis e Beano per la Messa, in onore di un voto che i due paesi fecero a San Rocco qualora li avesse salvati dalla peste e, in seguito, dalle orde di Napoleone.  
 Officiata da Don Fabio Varutti, accompagnata alla tastiera da Olindo Bosa, l'edizione 2017 ha visto la chiesetta affollarsi più di ogni anno, con il piacere di ritrovarsi tra persone che a Pozzo non venivano da molto tempo.  

Don Fabio ha narrato la storia del santo di cui si sa molto poco. 
Si sa solo che si chiamava Rocco da Monpellier, vissuto tra il 1350 e il 1379, originario della Lingua D'Oca in Francia, che era figlio di un ricco mercante e che aveva lasciato ogni ricchezza per fare il pellegrino.  Con il simbolo della conchiglia del cammino di Santiago de Compostela, egli aiutò i poveri, camminando ovunque finchè la saluto glielo permise.  Poi si ritirò a vita privata ma continuò ad aiutare chi era in difficoltà.

La chiesetta fu costruita intorno al 1400, nel punto dove si trovava un pozzo all’incrocio tra  due strade fiancheggiate dal Tagliamento. Qui i pellegrini sostavano, si dissetavano e si riposavano.    Intitolarla a San Rocco fu una scelta naturale, così come chiedergli la grazia e sceglierlo come patrono. 

Oggi, a Pozzo, la chiesetta di San Rocco ha bisogno di restauri urgenti. La piccola frazione di Codroipo e, in particolare, gli abitanti di Borgo  San Rocco, continuano a prendersene cura, con la pulizia, la manutenzione ordinaria, la celebrazione della Messa ogni 2° domenica di ogni mese. Ma non basta.

Il comitato spontaneo, promotore di lavori già effettuati con autofinanziamento, guidato da Angela Pevato e dal pittore Ennio Martinis, da tempo sottolinea che il pavimento si sta disgregando e l’umidità scolora gli affreschi. Manca la fonte battesimale, rubata negli anni 70. 12 statue degli  apostoli e due angeli sono conservati nel museo diocesano di Udine.  Furono ritrovate dopo un furto grazie alle foto scattate alle statue originali dal fotografo Luigino Zavagno.   
La statua della Madonna si trova nella parrocchiale di Pozzo, dopo un restauro conservativo.    Al posto delle statue trafugate ben due volte, si ammira la serie di tavole in legno raffiguranti la Via Crucis,opera dello scultore di Pozzo Galdino Tomini.



Le campane funzionano ancora e, campanara d'eccezione, è Angela Pevato, che ha molto a cuore le sorti della chiesetta, ed è anche informatrice del libro in lingua friulana "Glesiutis" realizzato da Antonella Ottogalli di Codroipo (Ud).

                                                                                                                                            



MITICI DOLOMITICI... MOSTRA d'ARTE e FOTOGRAFIA al Museo Carrozze di S. Martino di Codroipo (Ud)

 
Tre gli autori della mostra "Mitici Dolomitici, gli dei della montagna", aperta al pubblico dal 23 luglio al 21 agosto: Gino Maria Sambucco, Vanni De Conti e il pittore Nata. 
La Parola chiave che li unisce èla  Montagna. 
Ancor meglio, quel patrimonio mondiale dell'umanità chiamato Dolomiti oltre alla passione per la montagna, abbinata a quella della fotografia per Gino Sambucco, della pittura per Nata, per gli effetti tecnologici sulle immagini per Vanni De Conti.

Quadri dipinti su scatole di camicie, foto di montagne dai volti umani, effetti tecnologici quasi lunari, sono stati capaci di attrarre visitatori attenti a cogliere dentro ogni linea l'impulso della passione che anima i tre protagonisti. 
Alcuni noti, in quanto professionisti d'arte, altri assoluta rivelazione come Gino Maria Sambucco, meglio conosciuto come imprenditore nel settore dell'alimentazione. 
La sua attenzione alla montagna risale ai tempi del liceo e agli scioperi del 68. Marinando la scuola, ha scoperto luoghi che gli apparivano con fisionomie quasi umane. 
Unendo alla passione per la montagna quella per foto e video,  nel tempo  si è creato e continua a farlo un archivio visivo e fotografico di tutto rispetto.



Vanni De Conti, trevisano d'origine e friulano d'adozione, è giornalista, fotografo, digital painting ed esperto d'arte grafica. Vanta una quarantennale esperienza nella pubblicazione di libri e nel giornalismo culturale. Nella mostra, egli ha applicato le sue conoscenze digitali alle fotografie scattate da Gino Sambucco.

Nata, artista e professore, nasce e vive a Codroipo. Dopo varie esperienze artistiche e di studio a Milano, si dedica alla pittura, con impiego sempre più ampio di elementi eterogenei, come carta, stoffa, immagini fotografiche. E' protagonista di varie mostre in Italia e all'estero.

La mostra ha delineato fisionomie inedite delle alte cime, espresse con varie tecniche ma con il medesimo attaccamento.

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