mercoledì 29 novembre 2017

CODROIPO (UD) Lo scrittore MAURO CORONA parla del SENSO DELLA VITA all’U.T.E. - 28 novembre 2017



Fisico atletico, da eterno ragazzo, bandana nera sulla chioma incolta, barba e baffi ispidi, bottiglietta di birra in mano e giubbino créme annodato. 
Così, con quel sorriso sornione che lo rende
personaggio, un “alcolista neanche più anonimo, con le utopie provocatorie e le filosofie strampalate”,  si è presentato al gremito pubblico, nella sede dell’Ute. Nessun discorso fedele a scaletta ma ruota libera, apparentemente senza capo né coda, dispensatrice di sofferta serenità e ruspante saggezza. Esploratore della vita, commovente a tratti, come quando ha detto che il padre, dalla barba lunga un metro, ha mandato in coma tre volte la madre Lucia. Grande lettrice, ha dovuto abbandonare la famiglia quando lui, Mauro, aveva solo sei anni. 
“La violenza sulle donne c’è sempre stata. Le donne avrebbero diritto a un punto in più rispetto alla parità ma non la otterranno mai se prima non avranno la dignità”.   
 “Bisogna lasciare traccia di noi” ha ribadito con forza, “se non ci interessa la memoria è l’inizio della fine. Bisogna scrivere per imbalsamare la memoria e accontentare la curiosità. Scrivere è un dovere. Macedonio Fernandez,  maestro di Borges, diceva che “bisogna scrivere per lottare l'oblio che cancella gli ultimi dalla terra, per non finire nelle discariche del tempo”. 
Bisogna creare un progetto per il futuro e, oggi, i giovani non hanno progetti e ciò farà danni enormi. Ognuno di noi è un albero. Se uno è carpino non può essere una betulla. Il nichilismo odierno, il disinteresse personale del terzo millennio è tragico. 
Oggi si hanno troppe cose, troppo cibo. I nuovi faraoni pensano solo ai soldi ma, se ha troppo olio, la lampada si spegne. 
I giovani hanno paura della fatica, sono drogati di cose, si sentono defraudati se non hanno il tale oggetto. Io sono stato sempre essenziale.   
Ho visto giovani d'estate che vanno in giro con magliette con la scritta Oxford University ma io non ho mai visto un inglese con la maglietta dell’Università di Udine. 
Bisogna educare la nuova civiltà, partendo dai bambini, da zero, insegnando loro la fatica, la sofferenza, a guadagnare le cose per apprezzarle. 
Perché i bambini non sono mica buoni, ma la colpa è dei genitori. I bambini andrebbero tolti a certi genitori, subito, appena nati. 
La miseria crea opere d’arte come la solitudine, che dà piacere e non deve fare paura. 
Oggi si comprano perfino le lauree.  Ma chi dà la laurea ai buoni a nulla? 
Noi italiani siamo i tecnici del cordolo, grandi fantasisti ma poi paga la gente. Noi dovremmo vivere di rendita con le opere d'arte e i prodotti terra. E invece…
I politici: Dovrebbero superare un esame prima di candidarsi, per vedere se sanno i congiuntivi, se hanno letto Dickens e se sanno qualcosa di politica. Sono dei buoni a nulla e io sogno che, un giorno, gli italiani non vadano più a votare.

La Vita:  E’come una scultura. Il tempo che ci resta dobbiamo viverlo bene perché una vita è un romanzo. C’è chi ha solo la copertina, chi ha 100 pagine. Ma nessuna casa editrice fa la seconda ristampa. Chi può, deve vivere di essenziale, stare con i figli. Cercare l’oggetto in più crea ansia. L’orologio mi serve a misurare il tempo ma se è di valore mi crea problemi. La libertà è non avere cose di valore. Togliendo apprezzi e gusti di più se togli. Meglio non farsi domande perché danneggia la Vita, che accade e basta.

L’Amore: E’come una fisarmonica. Devi allontanare altrimenti stanca. L’amore è un dono ma abbiamo dimenticato le parole dono e perdono. La gente non si parla, non siamo buoni. La guerra siamo noi, con molte eccezioni di bontà. Permalosità e invidia distruggono l'umanità.

La lettura: Leggere salva la vita. Grama quella casa dove non entra mai un libro.  Leggere crea uno stile. Non serve andare in India a meditare. Meglio entrare in un libro.

Il rammarico: Il Friuli sta dimenticando ignobilmente Carlo Sgorlon. 


Una cascata di pillole di saggezza dispensata da un uomo di 67 anni, nato su un carretto in Trentino nel 1950, residente a Erto e Casso, in provincia di Pordenone.   
Un’infanzia difficile la sua, dura, incisa da dispiaceri, vissuta con il nonno di un metro e 96, la nonna e la zia sordomuta ma veri intellettuali analfabeti che gli raccontavano storie e gli hanno insegnato tutto ciò che sapevano.

Uomo di montagna, cacciatore, arrampicatore al limite delle capacità umane, Mauro Corona ha coltivato le espressioni artistiche, manuali, letterarie. Racconta storie e le scrive.  Infatti, è autore di svariati libri, alcuni dei quali bestseller.

Con “Noi siamo antichi come la terra ma giovani come le stagioni” ha salutato il pubblico che lo ha ringraziato con un lunghissimo applauso e si è messo in coda per stringergli la mano.

Sulla foto: con Nello Baruzzini, presidente U.T.E. del codroipese e Amilcare Casarotto, Direttore dei corsi U.T.E.

sabato 25 novembre 2017

CODROIPO (UD) Convegno IL FARMACO MOVIMENTO: ISTRUZIONI PER L’USO con CIRO FRANCESCUTTO 27 novembre 2017





IL FARMACO MOVIMENTO: ISTRUZIONI PER L’USO  - se ne è parlato in un convegno con il dottor Ciro Francescutto, promotore dei gruppi di cammino, diabetologo, medico dello sport. 

Anche a Codroipo è attivo il gruppo “Chei di Codroip”,  camminatori e corridori di ogni età che si ritrovano ogni giovedì mattina e sera e il primo sabato del mese.  

Tutti con le magliette gialle, a sottolineare un traguardo in continua crescita, portato avanti da 27 volontari che gestiscono con entusiasmo e ammirevole spirito di squadra l’associazione spontanea.    
Tutti uniti dal valore del movimento  come antidoto all’obesità, diabete, ipertensione, con il piacere della socializzazione e dello stare in compagnia.  

 Anche a Codroipo, dunque,  camminare e correre sono diventati una sorta di virus che genera epidemia positiva, salutare e gratuita,  sulle orme dell'esperienza di S. Giovanni di Casarsa dove il Dottor Ciro Francescutto, ha da tempo promosso il primo gruppo notturno di cammino e corsa. 

Egli ha l'esperienza e la ricetta per la salute, che passa attraverso il movimento e la socialità.

La serata è stata ideata dal gruppo “Chei di Codroip”, in collaborazione della Sezione comunale AFDS, presieduta da Mauro Ciani,  e con il patrocinio del Comune di Codroipo

Dopo il saluto dell'Assessore alla cultura di Codroipo, Dott.ssa Tiziana Cividini, il dottor Ciro Francescutto ha parlato della propria esperienza e del progetto "Cura la tua salute con stile", definendosi un medico sulla strada dei cambiamenti.  
"Con poche modifiche si può essere artefici della propria sorte. Si può fare di più di ciò che di crede"
Da cosa dipende la nostra salute? I fattori sono:  20% genetica, fattore immodificabile - 20% ambiente e le opportunità che offre. 10% i medici, i farmaci, gli ospedali -  50% lo stile di vita. 
Cosa chiedono, dunque,  i geni? Movimento, per rispondere al progetto evolutivo.  
Sia l'Italia che il Friuli sono gli ultimi per investimento in prevenzione.  
Curare lo stile di vita non assicura una lunga vita ma la diminuzione dei rischi.  
Nell'alimentazione abbiamo svenduto il sano col buono, aumentando zuccheri, sale, grassi, farina  raffinata, privata della parte preziosa e sana. 
Il pane fatto in casa con farina integrale cambia il profilo della salute insieme a ciò che prevede la piramide alimentare  ovvero 5 porzioni di frutta e verdura al giorno.  
Dunque, colazione da re, pranzo da principe, cena da povero. In realtà la mattina si metabolizza e a cena si accumula. 
I 9 fattori di rischio per la salute sono: età, sesso, familiarità ,colesterolo, ipertensione, diabete, obesità addominale, fumo, sedentarietà, che però non è percepita come problema. 
Invece causa 9% delle morti premature e vari tumori. 
Sono raccomandati almeno 30 minuti al giorno di attività motoria moderata. L'Oms raccomanda di spegnere la tv e di fare esercizio fisico, almeno 10mila passi al giorno. Il farmaco movimento comporta meno infarti, meno ictus,  meno tumori.  
L'abitudine al movimento produce un impatto economico, di salute e di vita in più



 Un esempio di cambiamento stabile a zero spese è il camminare e correre insieme, come fanno "Quelli della notte" che, da San Giovanni di Casarsa, paese di residenza del dottor Ciro, si sono espansi a ben 38 comuni in provincia di Udine  e Pordenone, con 40mila persone mobilitate. "Se puoi sognarlo, puoi farlo" . 
La Vita è un miracolo e a volte ci si stupisce che ci sia la salute ovvero quello stato di completo benessere fisico e psichico più che la semplice assenza di malattia. 
La salute si costruisce con il movimento che può diventare un gradevole gioco di squadra. Gratuito, gioioso, salutare. 


CODROIPO NEL TEMPO: IMMAGINI degli ANNI 30 - 19 novembre 2017

Un Auditorium gremito ha reso degno plauso ai due ricercatori di Codroipo nel tempo: Egidio Moro e Maurizio Zorzini, cui va il merito di dar luce e valore alla storia della nostra città. 

Muniti di pass con tanto di nome e cognome, hanno trovato posto, e con orgoglio, tanti codroipesi che si sono perfino commossi nel vedere personaggi, ville, palazzi, gente comune che dal 1930 al 1939 ha scritto la storia di Codroipo.

 
Lo storico Pierino Donada ha riportato alla realtà degli anni 30, momento emblematico dato che, dal 1918 in poi nulla fu come prima. 

Cambiarono i parametri economici e professionali, i politici, l'Italia che, da paese liberale passò al fascismo. 

Anche a Codroipo l'ascesa del fascismo ha cambiato le istituzioni, perfino nelle immagini. Nel  1923 appeso alle pareti delle scuole c'era il ritratto del re. Nel  1924- 25 il ritratto del re e del primo ministro. Nel 1925-26, il ritratto del re e del duce. 

Cambiamenti rapidissimi e il compattamento territoriale di Codroipo con Rivolto e Camino insieme. Dal sindaco si passò al podestà del governo.  

Arrivò la radio rurale. 
La gente andava in piazza ad ascoltare i discorsi del duce. Arrivò il cinema. L'espansione portò alla guerra di Etiopia nel 1936 con la conquista di Addis Abeba. 
Il re divenne imperatore. 
Con la Guerra di Spagna combattuta dai volontari si assistette a cambiamenti psicologici, tra cui l'idea di uno che comanda. 
Cambiò anche il modo di insegnare.  
Nel registro del 1936 della classe prima di Biauzzo di Codroipo si legge la relazione dell'insegnante su come trattare il numero 1.   1 solo Dio, 1 solo re, 1 duce.   

All'epoca nascevano le strutture pubbliche per i giovani, la  Gil, i  campi sportivi, il  sabato fascista. 
Nel 1937, in Germania, dal consistente debito di guerra, andò al potere Hitler, la Polonia venne invasa, l'Italia entrò  in guerra il 10 giugno 1940.  

Il prof. Donada ha suggerito di non  giudicare mai il passato in base alle  categorie di oggi.   

Le imagini, poi, hanno  parlato da sole.   
  

Egidio Moro  e Maurizio Zorzini,  dopo aver ringraziato chi ha dato le immagini, il gruppo alpini e la compagnia teatrale Agnul di Spere per la sicurezza, hanno  inquadrato con le immagini il decennio 1930- 1939 di CODROIPO: all'epoca Provincia del FRIULI










 





E' seguita la relazione dettagliata del recupero dell'ex forte di Beano da parte degli alpini, curata da Giorgio della Longa e Adriano Morettuzzo.  

Il Vice sindaco di Codroipo, Antonio  Zoratti, ha ringraziato per il consistente lavoro di volontariato  affinchè non venga dimenticata la storia di Codroipo e per far conoscere ciò che questa città ha rappresentato in passato. nello specifico, negli anni 30. L'appuntamento a primavera per la proiezione di immagini degli anni 40.