venerdì 30 marzo 2018

IL PONTE, periodico del Medio Friuli - aprile 2018


SEDEGLIANO - CODERNO (Ud)



SARA MARIGO e la passione per la Divina Commedia

Il prossimo 9 agosto compirà novant’anni. 
Sta in casa di riposo di Codroipo, al primo piano. 
Troneggia sulla sua carrozzina che spinge sgambettando con velocissimi piedi. 
Troneggia per la candida chioma che spicca al primo giro di sguardo. 
La amano tutti, anche se brontola perché non andrebbe mai a dormire e si sveglierebbe all’alba. Le notti sono eterne per lei che vorrebbe coricarsi a mezzanotte e alzarsi alle cinque, come ha sempre fatto. 
Per lavorare, certamente, come era abituata a fare nella sua lunga vita vissuta a Coderno il “Paese più bello del mondo”. 
Vita meravigliosa, per sua stessa definizione, fatta di lavoro nei campi e mungitrice provetta. 
Si è sposata a 37 anni, Sara, per aiutare il marito Vincenzo a tirar su i figli, dopo che era rimasto vedovo, e lo era da nove anni, e l’anziana madre. Non pensava al matrimonio lei, impegnata ad assistere madre e padre, da sola, e con tanta dedizione. 
Quell’amore la accompagna ancora e si commuove pensando a loro, alle cinque sorelle, ai due fratelli, al figlio mancato giovane, e si illumina pensando che la stanno aspettando tutti in Paradiso.  “Ma non vado volontaria” dice commuovendosi.

La conosco da due anni e a lei dedico questa dichiarazione di immenso affetto.

Ammiro la sua intelligente saggezza, l’umiltà, la cultura fatta di memoria del passato, di Padre David Maria Turoldo di cui sa tutto, il piacere del canto, la lettura, l’attenzione all’attualità e alla sua grande passione: la Divina Commedia.   
Ricorda molti versi imparati ascoltando il fidanzato di sua sorella che ne era appassionato e portava il libro con sé quando veniva a “morosare”. Sara, all’epoca, era molto piccola e, in un cantuccio, ascoltava e imparava.   
Non ha potuto studiare nonostante lo desiderasse tanto. Ma, dopo la seconda elementare, 43 in classe, dovette abbandonare. Amava la maestra che “piangeva sempre perché litigava con il fidanzato, ma poi l’aveva sposata”.

Lei recita versi imparati in quei due anni, lamentandosi ogni tanto di non ricordarli tutti. In realtà li ricorda, eccome.  
 Le ho regalato il libro della Divina Commedia ed è l’unico dono che abbia accettato perché lei “ ha sempre avuto tutto dalla sua vita meravigliosa, perché non ha mai chiesto niente. Ha avuto tre paia di scarpe in tutta la sua vita e sono state anche troppe.”  

Ha gradito quel libro dalle scritte fitte fitte come la più bella cosa che avessi potuto darle. Ha iniziato subito a leggerlo dicendomi che, però, non riusciva a capirci nulla.  E io le rispondevo “Eeh! Sara, nemmeno io capirei”. Si è accorta poi da sola che leggeva all’incontrario. 
Da sola, ha imparato che ogni riga va letta da sinistra a destra e non viceversa. Dopo trent’anni senza leggere, passo dopo passo, Sara ha posato gli occhi e il cuore su quei versi per ben cinque volte e continua a farlo. 
Ogni giorno e ogni sera prima di coricarsi.   “Mi clopin i voi” dice qualche volta, ma va avanti, anche se vede nebbiolina al posto delle righe.   

Felicità per lei è farmi ascoltare quanto sia diventata brava e desiderosa perfino di contestare qualche verso al sommo Dante.

Sara ha un portamento da regina e vedersi seduta sulla sedia a rotelle proprio non le piace. In palestra riesce a passeggiare, sfoggiando la sua alta figura, e vorrebbe riuscire a farlo sempre. Questo è il suo obiettivo: camminare da sola. 

Quanta saggezza in Sara, meravigliosa donna che teme soltanto una cosa: la solitudine.

La compagnia per lei è tutto, anche nel “deposito ruderi” come definisce la Casa di Riposo.

E’ felice quando il figlio la accompagna  a Coderno “dove c’è tutto” o a Rivignano, in visita ad alcuni parenti. E’ felice quando riceve visite. Quando mi vede si illumina e mi dice “Perle rare. Setu rivade? Jo no capis parceche tu mi volis ben”.

Ebbene sì, voglio un mondo di bene a Sara perché è così luminosa e così dolcemente malinconica. Così bambina e così straordinariamente saggia. 
Così capace di osservare e nutrirsi di ricordi e persone, di cultura vera, quella che la vita non le ha consentito di avere. Così capace di vedermi dentro.

Mi nutro della sua grandezza lontana dalle distrazioni, in un luogo dove so di trovarla sempre ad aspettarmi e felice di vedermi, in un tempo lento dove la vita scorre ugualmente.

E’ un patrimonio Sara, perla racchiusa tra le pareti di una conchiglia chiamata Casa di Riposo.

Un luogo non ai margini, ma biblioteca viva di romanzi tutti da ascoltare, da scrivere e da cui trarre lezioni dal valore inestimabile.


CODROIPO(Ud)
Bis da tutto esaurito per lo  Spettacolo con i GeniAttori della Scuola Infanzia "Stella del Mattino”   La Vera Storia della SPADA NELLA ROCCIA


Che si siano divertiti come matti i GeniAttori della Scuola Infanzia "Stella del mattino" lo hanno ampiamente dimostrato sia l’11 marzo nello spettacolo dedicato ai loro bambini che alla replica del 18 marzo, dedicata al Gruppo Volontari Codroipesi. 
 Divertimento assicurato grazie anche alla sapiente sceneggiatura, con cambi dinamici e intermezzi frizzanti, poco coerenti con la storia ma molto divertenti. 
I personaggi della famosa fiaba c'erano tutti ma, a far loro compagnia, ecco arrivare perfino "Mauro Corona", i Flinstones con Wilma e Fred, la topa innamorata di Ridge di Beautiful, il trio pigiamino sempre pronto a ballare e ad aggiustare le situazioni complicate.   
Naturalmente, a farla da padroni, Mago Merlino con il fedele Anacleto, impegnato a sfidare la mitica Maga Magò a suon di pedalate su bici in miniatura,  il bonaccione Caio, il papà Ser Ettore e il simpatico Semola, ignaro di essere Artù e di possedere il potere di estrarre la spada dalla roccia, contrariamente a chiunque altro. 
A fargli festa prima e dopo l’incoronazione a Re, i cortigiani, gli scoiattoli, la cuoca, e la spada sempre ferma accanto all'inseparabile roccia. 
Finale allegro grazie al ballo dei GeniAttori contornati dai loro bambini, in un'atmosfera  contagiosa che testimonia quanto l'amicizia tra genitori - attori per gioia - possa dar vita a coinvolgenti spettacoli e solide amicizie.
                                                                                                          

CODROIPO (Ud)
I NONNI E  L’ARTE DI LUCIDARE GLI INGRANAGGI DELLA VITA a SpazioFareInsieme 

Cosa significa essere nonni oggi, nell'era digitale?  Molti di noi, già Figli dei fiori,  abbiamo assistito al cambio quasi totale della società.   Noi,  che dal boom economico siamo passati alla precarietà del lavoro.  Ebbene noi, ora siamo Nonni. Grandi mamme, grandi papà.   Fortunati in quanto tali, perchè "Per fare un nonno ci vuole un nipote". Noi che ci troviamo al bivio tra "Amore e affettuosa invadenza", tra "Saggezza e modernità", tra "Piacere e dovere". Noi, che vogliamo essere "Nonni di successo” ovvero essere ricordati con stima e affetto dai nostri nipoti e anche oltre. 
Noi ci siamo trovati a parlare … di noi. 
Definendo il tema che ci riguarda "I Nonni e l'Arte di crescere con i propri nipoti... il cerchio della Vita nell'era digitale".  
Dei nonni contemporanei quasi nessuno parla. Di queste nostre figure, spesso architravi delle famiglie, la cronaca si cura poco.

Tra i presenti, le parole più sentite per definirci sono state “Dono, grazia, fortuna, gioia”.   
Nonni con i nipoti vicini ma, più numerosi di ciò che si pensi,  i “Nonni con la valigia”, perchè molti sono i figli che formano una famiglia all'estero, per ragioni di scelta o di lavoro.
Nonni che vedono crescere i loro nipoti attraverso il cellulare, con la WhatsApp gratuita, Skipe, Webcam e altri mezzi di sofisticata tecnologia. 
Che avvicina i nipoti ai nonni lontani e viceversa, mette in comunicazione in tempo reale e rende meno dolorosa la distanza. "Stranamente" ha detto una nonna con "mezza valigia" "sono più attaccati a noi i nipoti lontani che quelli vicini".
Nonni che, anche oltre l'ottantina, continuano a salire sugli aerei per andare a trovare, più che i figli, i nipoti.
In 90 minuti, carichi di attenzione ed emozione, si è parlato dei nuovi nonni e dei nuovi nipoti, del miracolo di essere nonni, della nonna materna, dei nonni materni e paterni, diversamente uguali, dei nipoti che crescono, dell’amorevole condizionamento,
delle separazioni e dei “Nipoti a pezzettini”, di come essere nonni al Top con un decalogo apposito, come essere i nonni giusti per ciascun nipote, comprendendone le intelligenze. Senza scordare l’autorevole figura dei Bisnonni, genitori tre volte.              
L’argomento non si è certo esaurito in un incontro. Molto c’è ancora da dire e riferire. Sia tra i partecipanti che a  SpazioFareInsieme con Emanuela ed Elena, è nata l’intenzione di continuare a parlare di noi nonni e di consolidare riflessioni e scambi di esperienze.



 Musica


Sono cinque giovanissimi portabandiera della musica rock. Una cantante, Linda  Zamparo, 17 anni, un  chitarrista Mattia Zamparo 15, un bassista Matteo Cordovado 15, un pianista Denis  Milan, 17, un batterista Alessandro Frappa, 14.  Alessandro e Matteo sono di Codroipo, il resto del gruppo proviene da Muzzana del Turgnano. Mattia, Alessandro, Matteo e Linda sono allievi della Scuola di Musica "Città di Codroipo", Denis e Linda dell'Acem, Scuola di Musica di Muzzana.
Insieme formano il gruppo dei  MadSaturdays. 
La loro è musica rock dei migliori testimonial, come “House of the rising Sun”, portato al successo nel 1964 dai The Animals, oltre a molti altri pezzi forti che hanno fatto la storia del genere rock nel mondo.
Sentirli cantare anche queste canzoni fa convincere che la musica, davvero, azzeri l’anagrafe.  
Sono già molto apprezzati per la loro freschezza e i brani che propongono, sia strumentali sia interpretati dalla giovanissima Linda Zamparo che, insieme al fratello Mattia, è la voce del gruppo. Perfettamente a loro agio,  i Madsaturdays si sono esibiti anche al Wine Bar da Sbaiz a Glaunicco di Camino al T,  in un evento promosso da 7 Days Weekend, con trenta minuti continuativi di musica molto coinvolgente e gradevole.
Un piacere ascoltarli e condividerne l'entusiasmo, sapendo bene quanta dedizione ci sia voluta per arrivare fin qui, quante ore di prove, di discussione per la scelta dei brani.  
 Il tutto affiancato allo studio sia della musica che delle materie scolastiche.  
Al pubblico però è arrivato solo il loro orgoglio di presentare il risultato di tanto impegno e la coesione della loro amicizia, per un fatto di vita e di musica.
Per il bis, hanno voluto come loro compagno il chitarrista Nicholas Nicoletti di Muzzana. Di sicuro avremo modo di sentir parlare, e molto bene, di loro e della loro musica. 
Quella rock dei MadSaturdays, di Codroipo e Muzzana del Turgnano.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               MERETO DI TOMBA (Ud)
  La Poetessa  IACUZZI ELVIA di SAN MARCO DI MERETO DI TOMBA


“Una donna, una madre, una moglie, una nonna e un'amica unica, che vive con la poesia nel cuore, donando le sue forti e profonde rime a coloro che la conoscono e amano.

Con tanto affetto”   


Le fortunate ascoltatrici Simona,  Melissa, Clara,  il gruppo volontari della biblioteca di Mereto e l'insostituibile Mario.






Un viaç clamât Vite


Il viaç al comence in chê dì che si nas,
zuiant e cressint, di fantasie ognidun si pas. 
Lis stagjons a àn puartât burlaçs di ogni sorte,
ma il biel timp, al è simpri tornât a plene sporte.
Se a voltis la strade e jere complicade e dissestade,
cun passion e amôr e je stade indreçade e justade.
Cence scjas e cence nissun clamôr
al è stât vivût cun sudôr, rigôr, onôr e amôr.
Un grum si à viazât e un grum al è stât masanât,
dal timp passât dut al è lât e nuie al è plui tornât.
Par dut il ben e il bon che al è stât fat e semenât,
ae fin si è rivâts, se pûr stracs, inte serenitât.
Cun cheste biele e lungje cjaminade,
sglonfe di ricuarts, la valîs si je jemplade.
Se tal timp che al vignarà, cualchidun le vierzarà,
un lunc viaç, clamât Vite, dentri al cjatarà.




ABACO VIAGGI TOUR OPERATOR e la filosofia del  TRAVEL ENJOY RESPECT, il Turismo responsabile nel rispetto per l’ambiente.





Sono come te. Sei come me. E insieme possiamo cambiare il mondo. Siamo viaggiatori ”. 
Così il Travel Enjoy respect, la campagna dell’organizzazione Mondiale del Turismo, si rivolge direttamente ai viaggiatori di tutto il mondo per sottolineare come un turismo responsabile, rispettoso di persone e ambiente, possa portare benessere alle comunità locali senza compromettere gli ecosistemi.  Turismo sostenibile, con rispetto per l’ambiente mondiale  è anche la filosofia di Abaco Viaggi Tour Operator che ha sede a Codroipo, in Via Italia, 34. 
Che porta avanti un progetto per onorare il nostro patrimonio, rispettando il pianeta che ci ospita, avvicinando culture e persone per diffondere valori di pace e apertura, sostenendo gli abitanti, per un  cambiamento sostenibile e positivo nel settore del turismo.
La prova sta anche nel Catalogo n° 28 per la primavera estate e nei 187  tour CREATI e SVILUPPATI in proprio, nati dalla passione e dall’esperienza pluriventennale.  Le destinazioni  riguardano tutta l’Europa e l’area del Mediterraneo con proposte anche oltre oceano.
Perché l’Europa?  Perché il 67% dei beni ambientali e culturali del mondo sta lì e noi ce l’abbiamo a portata di week-end.  Il target dei viaggiatori, la cui fidelizzazione è del 78%,  comprende le coppie che lavorano, anche abbastanza giovani, che vogliono andare nelle città, fare dei tour culturali, ambientali, le famiglie, i single, i professionisti, i pensionati e i gruppi di amici o colleghi.
Il bacino di utenza va da Trieste fino a Padova, comprese le province di Vicenza e Rovigo, con  180 agenzie Abaco Point  che partecipano alla continua formazione e ai corsi di varie tipologie, dal marketing alla psicologia della vendita, alla comunicazione efficace.
Anche la gestione logistica, gli aeroporti vicini, le maggiori compagnie di trasporto sia terrestre sia aereo,  pullman gran turismo da tutte le principali località del Friuli-Venezia Giulia e del Veneto, consentono di  movimentare 40.000 persone l’anno senza perdite di tempo.
Molteplici gli eventi in questo periodo dell’anno tra cui due in Villa Manin, per l’Abaco Day e per   la presentazione del nuovo catalogo a una novantina di agenzie del Friuli, replicata a  Treviso per quelle del  Veneto. Trenta serate tra Friuli e Veneto, in ville, teatri, location di prestigio per incontrare i viaggiatori viso a viso e farli partecipi delle opportunità in catalogo. A Udine, per esempio, in Sala Ajace, a Treviso al “Cà dei Carraresi”.
Formazione continua, quindi assistenza, con l’equipe di Abaco Viaggi che è composta di quarantanove dipendenti, quasi tutte giovani donne,  e ottanta accompagnatori, dei quali cinquanta lavorano in esclusiva. Dà lavoro ad aziende di pullman da Udine a Belluno, a navette, guide, ristoranti, hotel ai cui titolari viene data la mano.
Tre le linee nuovissime in catalogo: “Capitali A’ la carte” con vacanze personalizzabili a scelta,  “Abaco Click”, con  destinazioni particolari pensate per gli amanti della fotografia, a immortalare luoghi altrimenti irraggiungibili, accompagnati da un fotografo professionista.  “NatourAbaco”,   per un eco-turismo sostenibile, alla ricerca delle aree ancora incontaminate.  
Sostenibilità, passione, umiltà e serietà costituiscono i cardini di Abaco Viaggi,  un tour operator tutto friulano. Anzi, di Codroipo.  Tra i più importanti dell’Italia settentrionale. Pluripremiato da aziende internazionali del settore viaggi, primo in Italia per l’innovazione per Costa Crociere 2017, oggetto di tesi di laurea, invitato  in convegni internazionali come relatore e modello di azienda familiare che funziona. Senza sovvenzioni né aiuti dallo stato.


 

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