lunedì 12 marzo 2018

TOUR Festa della donna al castello Giol - 11 marzo 2018 con Abaco Viaggi

Giove Pluvio inclemente non ha scalfito la voglia di stare bene insieme delle 110 donne provenienti da Trieste, Udine, Mestre, Padova, Belluno riunitesi a Oderzo per la visita guidata e poi al Castello Papadopoli Giol di San Polo di Piave per una elegante e allegra giornata.                             Servite e riverite come autentiche castellane.
La giornata è iniziata con la visita di Oderzo, la seconda città più porticata d'Italia, dopo Bologna.  20mila abitanti, è città d'arte e archeologica. 
Il  nome deriva dal latino Opitergium che a sua volta deriva dal venetico Opterg, ovvero "Piazza del mercato".
Importante, infatti,  è Piazza Grande, già intitolata a Vittorio Emanuele II,  una delle più famose piazze del Veneto per la particolare forma a palcoscenico, e fa da sfondo a numerose iniziative culturali: tra queste anche la prima puntata del Maurizio Costanzo Show registrata all'esterno del Teatro Parioli nel 1997. Nella parte orientale della piazza è tracciata una curva a forma di otto: comunemente chiamata "la meridiana",  in realtà funge da calendario grazie all'ombra del pinnacolo centrale del Duomo. Su Piazza Grande si affacciano il Duomo di san Giovanni Battista, il Torresin, la Loggia Comunale, il Torresòn ed altri edifici storici, tra cui il Palazzo Saccomani e lo storico Caffè Commercio.

San Polo di Piave (Tv) 
San Polo di Piave  ha 5mila abitanti. La Pieve di San Polo rappresentò un'isola territoriale soggetta al patriarca di Aquileia, in quanto localizzata lungo il tragitto che egli  percorreva per raggiungere Pavia, capitale del regno Longobardo.
Nel 1388  passò stabilmente sotto la Repubblica di Venezia.

Nel  1452 il paese divenne sede di un piccolo feudo assegnato a un capitano di ventura marchigiano, Cristoforo da Tolentino,  che combatté sotto la Serenissima. Estintasi la sua discendenza, nel 1506 la contea fu assegnata ai Gabrieli, i quali vi rimasero  per 300 anni. Fu acquistato dapprima dai Vivante, banchieri veneziani di stirpe ebraica, quindi dai Papadopoli e, dopo la grande guerra, tutte le proprietà vennero acquistate dai Giol . Solo nel 1971 la vasta proprietà venne smembrata tra gli ex mezzadri.
                                                               CASTELLO GIOL

Può sembrare una vera bizzarria, un angolo di vecchia Inghilterra nella campagna trevigiana. Villa Papadopoli Giol, infatti, è una originale costruzione in stile neogotico, che si può ammirare anche dalla strada.

La villa è intitolata ai precedenti proprietari. I Papadopoli erano dei ricchi commercianti di Corfù che alla fine del 1700 si trasferirono a Venezia, dove in breve tempo diventarono tra i
personaggi più ricchi e influenti.  In terraferma si resero protagonisti di molti investimenti tra cui il feudo di San Polo di Piave, dove iniziarono a ristrutturare un palazzo preesistente, per loro di modeste dimensioni. Si trattava di una rocca del 1400.  

Una prima modifica dell’edificio avvenne nel 1865, ma il vero e proprio restyling e ampliamento in chiave neogotica del palazzo risale al periodo tra il 1880 e il 1890. Diversi architetti e progettisti vennero interpellati per la ristrutturazione tra cui anche Giuseppe Jappelli, l’autore del caffè Pedrocchi a Padova.  Alla fine però il progetto più convincente fu quello del torinese Giovan Battista Ferrante che propose un radicale adattamento in stile neogotico, in quel momento era di gran moda in tutta Europa il gotic revival.  L’interno del palazzo venne decorato con sfarzosi arredi, numerose opere d’arte e all’esterno venne realizzato un grandioso parco con laghetti, peschiere e cascatelle d’acqua.  Nel 1902 Villa Papadopoli Giol fu la location da favola per il matrimonio di Clotilde Vera Papadopoli con il conte Gilberto Arrivabene Valenti Gonzaga, uno spettacolare matrimonio con invitati illustri da tutta Italia, tra cui anche la regina Margherita di Savoia.
Ma pochi anni dopo la situazione economica della famiglia Papadopoli peggiorò notevolmente, scoppiò la prima guerra mondiale e Villa Papadopoli Giol venne usata come caserma dagli austriaci e bombardata dagli italiani.  Nel 1919 i Papadopoli, a causa dei debiti, furono costretti a vedere e il palazzo che venne acquistato da Giovanni Giol. Figlio di contadini, partito poverissimo da
Vigonovo di Fontanafredda, aveva fatto fortuna in Argentina diventando uno dei più grandi produttori di vino. Finita la prima guerra mondiale, tornò in Italia e acquistò numerosi terreni e anche Villa Papadopoli che sistemò dai danni che aveva subito durante la guerra per farne la sua residenza.  Negli anni ’20 e ’30 Giovanni Giol fu un fervente sostenitore del fascismo, podestà locale e organizzò proprio a villa Papadopoli un grande raduno fascista il 14 settembre del 1927.
Oggi la villa è usata come location per matrimoni ed eventi. Dall’esterno si può ammirare quello che è il retro del palazzo, il vero ingresso è dalla parte del giardino.

E’ comunque molto affascinante con i finestroni gotici, gli alti pinnacoli, le due torri quadrate, le finestre all’inglese bow window.  

                                            
CANTINA del 1427, la più antica d’Italia
 
Le Antiche Cantine Giol sono un luogo di straordinario impatto emotivo, collocato nel cuore del paese.   
L'architettura, le dimensioni, i particolari ornamentali, le tecniche di costruzione, tutto questo si colloca all'interno di una cornice di tigli e glicini secolari costeggiati da un ruscello d'acqua sorgiva in cui trovano il loro habitat trote e gamberi di fiume. 

Un complesso non intaccato dal tempo che custodisce interni sorprendenti e suggestivi. 

La spiegazione appassionata del proprietario, Vittorio Carraro, figlio di Luisa Giol,  ha reso l'idea di ciò che ci vuole per produrre un vino biologico e lavorarlo secondo la tradizione pluricentenaria. 
Dalle sue parole è emersa la passione e l'amore della sua famiglia per l'azienda e la storia che ne racconta le vicende. 




IL PRANZO ... non poteva essere migliore. Bellissimo tovagliato bianco, sedie rivestite, centrotavola con fiori gialli e nastro di raso giallo, anche a rifinire i tovaglioli e il rivestimento delle sedie. Uno spettacolo da vivere. Una signora mi ha detto, con gli occhi luccicanti "Mi fate vivere una favola. Sono emozionata". Parole più belle di queste non le avrei immaginate!

Il pranzo da "Castellane", con le note di Lucio e Francesco, l'amabile  coordinamento di Corrado, Gabriella per il catering, lo storico Vinicio, la scrittrice Nadia Chinellato.  A ciascuno un meritato Grazie. E in più, i premi per sei fortunatissime...

Festa della Donna - edizione n° 33 - ha salutato le signore e signorine che ne hanno fatto parte con l'emozione di un incontro atteso. 
 
Con il "Grazie" a:
Irene, Chiara, Mariangela, collaboratrici Abaco, 
Corrado, motore entusiasta e amorevole del Castello Giol, 
Lucio e Francesco, voci e note di fisarmonica donate a ugole spiegate, come felici vele sul mare, in un giorno di vento gentile.   

 E a tutte le meravigliose donne che ne hanno firmato la storia.


Video

                                           

  Tu sei Bella, Donna

                                                       Tu sei bella, Donna,
sei bella davvero,
quando il tuo corpo
è pieno di botte,
peggio di un armadio
buttato in discarica,
che ormai non ha valore
perché è stato di tutti
e non merita più l'amore.

Tu sei bella,
sei bella davvero,
   quando speri una carezza,
tutta sola,
rannicchiata
come fossi 
nel ventre di tua madre.

                                                         E piangi ridendo,                                        
                                                  davanti alle pantere umane
                                           che entrano, entrano, entrano
                                              e tu vorresti chiuderti a chiave
                                                   e aspettare qualcuno
                                             che chiedesse almeno permesso.
          
Tu sei bella,
Donna,
con pochi giorni davanti
e la paura e la voglia
di essere portata via,
dove c'è sempre luce,
dove il lupo non ti giudica,
e non ti dice più
che non vali niente.

Tu sei bella,
sei bella davvero
quando
tra le fessure della paura
riesci perfino a inventare
una virgola di sole.



Pierina
Festa della Donna 2018












Nessun commento:

Posta un commento