mercoledì 25 aprile 2018

Presentazione del Libro "Il volo perfetto di Massimo il folletto" in Biblioteca a Codroipo (Ud) 20 aprile 2018

Biblioteca civica, sezione ragazzi, coordinata da Paola Bidoli, Comune  e Associazioni codroipesi hanno risposto con un sì compatto alla richiesta dell’Amministrazione comunale di ricordare Max Tiburzio di Rivolto, scomparso a 45 anni il 14 dicembre scorso, unendo forze e  idee. 

Ecco, dunque, un fiorire di iniziative che copriranno  l’intero 2018, con l’intenzione di continuarle anche in futuro.  


A dare il via ci ha pensato il libro “Il volo perfetto di Massimo il folletto”  presentato in biblioteca  alla presenza della famiglia di Max, del gruppo Teatrando della scuola di Musica “Città di Codroipo” , degli autori, dei pagliacci Nanerottola e Glulu e del Circo Frico. 
Una serata a tutto cuore che ha divertito e coinvolto emotivamente sia i bambini che i grandi. Le donazioni del libro sono state e continueranno a essere devolute alla famiglia Tiburzio, fino a esaurimento copie.





I pagliacci Gluglu e Nanerottola 
Vanessa Padovani spiega la tecnica di realizzazione delle illustrazioni


               CIRCO FRICO con Mattia Comisso e Klara Haiadinova, artisti internazionali


Il primo obiettivo concreto è stato già realizzato anche grazie a: Compagnia Teatrale Agnul di Spere di Codroipo, Compagnie di Teatri “Clar di Lune” di Bertiolo, GeniAttori della Scuola Infanzia “Stella del mattino” di Codroipo,  Rugby Codroipo, Genitori Scuola Infanzia di Teor, Biblioteca Civica.


E’ possibile fare una donazione al libro, ritirandolo presso:  a Codroipo:  Cartoleria “L’angolo della scuola” in via Piave -  Libreria “Trovatempo” in via Circonvallazione Sud - Abaco Viaggi, in Piazza Garibaldi - Supermercato SuperOne in Viale Duodo, Caffi.  A Camino al T: Az. Agricola Ferrin.   A Varmo, Supermercato A&O. A Rivignano: Panificio Pancor Via Umberto 1 – Fam. D’Alvise Luciano Via Don Sturzo, 15   - E mail: padovani@qnet.it    ferdellevedove@gmail.com
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martedì 24 aprile 2018

Sc. INFANZIA TEOR (Ud) - 13 aprile 2018 "La Fata e la nuvola dispettosa"


Diventare una "Fata" e sentire il calore di bambini sconosciuti che mi aspettano e accolgono come e meglio di una regina... è esperienza tra le più felici che ci possano vivere. 

E a me è successo di nuovo, in una scuola che sa di buono, dove c'è armonia e amore per la natura e tutti i suoi componenti, animali e vegetali. 

Orto sinergico, la gallina "Giovannina" nel pollaio, gli abbinamenti giusti dei fiori... tutto da imparare.  
Per loro ho inventato la storia della "Nuvola dispettosa" e, con il paracadute li ho portati fino in cielo. 
Nulla di più magico!

Filastrocca di TEOR


Vicino lontano,

di sopra di sotto,  qui dentro nel cuore,

teniamo TEOR. Perché TEOR è sempre più blu,

sempre più blu…sempre più blu.

Lì c'è l'allegria  e un po' di pazzia

ma anche la voglia di riderci su.

Perché TEOR è sempre più blu.

Ci puoi venire anche tu.

Io ci sono stata, mi sono incantata.

Lì mi sono fermata perché…

Perché TEOR è sempre più blu.

Dai, ci puoi venire anche tu.
    




FATA PIERINA E LA NUVOLA DEI DISPETTI… TRA TERRA E CIELO

Ciao bambini…  sono tanto felice di essere qui...

Eeh! sempre detto io che voi siete i bambini più belli del mondo e avete le maestre più brave del mondo.

Eh si, io lo so, perché io ho visto tanti bambini e tante maestre. Ne ho visti con la pelle nera, gialla, rosa. Anche a pois. E gli occhietti neri, azzurri, marroncini. E i capelli pure marroncini e gialli, bianchi,  neri.  

Ho  fatto tanta strada, ma tanta tanta, per arrivare qui da voi.

La strada che ho fatto era lunga lunghissima. Andava dalla terra al cielo.

E sempre con la mia valingira  che gira che gira, che va di qua e di là, per paesi e per città.

Città col mare e città con troppo sole, città con la neve che scende lieve lieve, città con tanta pioggia e tanti ombrelli che sembrano uccelli di tutti i colori.

Un giorno stavo proprio li. E pioveva, oh! bambini come pioveva.

Gocce grandi come BOLLE DI SAPONE e, allora,  ho aperto il mio OMBRELLO  D’ORO e... e... ho iniziato a salire... Salire... Su su, l'ombrello andava su e io mi tenevo nel manico  e andavo su.

Anch'io. Con l’ombrello. Ooooooh... Avevo il vestito che si alzava e ho perso anche una scarpa rossa. L’ho vista cadere e ho detto  “ombrello fermati, mi è caduta la scarpa”. Ma lui… niente.  L'ombrello andava su su su e io vedevo le case sempre più piccole e le gocce di pioggia mi salutavano e mi dicevano “ciao fata Pierina. Ciao, vieni su con noi dove ci sono le nuvole,  la luna, le stelle... “

Io veramente non avevo tanta voglia di andare su nel cielo perché io volevo tornare da voi che siete i miei bambini preferiti e anche le maestre eh…  No, non volevo proprio andarci. Pensavo... Chissà se fanno la pizza lassù.

Mica lo sapevo io e poi avevo una fame. Mi sarei mangiata dieci panini con la nutella e quattro pizze senza formaggio. Già già…  Intanto però andavo su, là, in altoooooo

“Fata  Pierina   fata Pierina” “Chi è che mi chiama… Quassù non mi conosce nessuno. Non sono mai salita, qua io... Si, sono stata via con l'aereo ma nessuno mi ha chiamato e per nome.”   Guardavo in giro ma dovevo stare attenta perché ormai stavo volandoooo...  Intorno a me solo nuvole e cielo e gocce di pioggia. Ma io avevo l'ombrello d'oro. E guardavo le nuvole. Da vicino. Mica da lontano come facevo dalla terra. Quando mi piaceva sdraiarmi per terra e guardare lassù le nuvole se era giorno.  Se era notte mi piaceva guardare la luna e le stelle. Si, mi piaceva proprio tanto.

E adesso le nuvole erano così vicine che potevo toccarle ma non lo facevo perché dovevo tenermi duro all'ombrello.

Non so perché ma le nuvole mi sembravano come facce, si come visi di persone o animali come beeeeh pecore, come miao gatti come bauuu cagnolini come bambole. Si. Una mi sembrava proprio  una... bambola, no una Bambina.

Ma era una bambina.  “Ciao fata Pierina”. “Chi mi chiama?” “ Ti parlo dalla nuvola rosa. Sono una piccola principessa che sta costruendo un regno incantato quassù. Ero una bambina sai sulla terra e sognavo un mondo di magiche nuvole e allora sono venuta a farlo.   Ma… le nuvole spariscono in fretta e quando arriva il signor vento le porta via. Uffa. E poi vorrei che tutte le nuvole fossero amiche. Invece c'è una nuvola dispettosa, una nuvola  dove ci sono maghetti che si fanno sempre dispetti. E c'è troppa confusione. Puoi andare a vedere tu per piacere?”  

Come potevo dire di no a una principessa...

“Dimmi dov’è che ci vado subito”. “E’ laggiù vedi quella nuvola grigia che ride e fa ahahaha e si muove tutta?”.

Sul momento non la vedevo ma poi ho guardato ben bene, ho aperto le orecchie e sì che ho sentito una gran confusione.  



Allora ho detto al mio ombrello d'oro di portarmi laggiù e ho visto cosa stava succedendo. 

Sulla nuvola dispettosa vivevano maghetto Pieretto e maghessa Olghessa, con Maguccio Guiduccio e Maguccio Nelluccio, tutti  molto dispettosi.  A loro piaceva fare dispetti ai bambini sulla terra. Prima mandavano il sole così loro uscivano a giocare col pallone o le palline colorate e le bici e poi, all'improvviso, mandava la pioggia.

E allora, ridevano nel vederli scappare tutti bagnati  chiamando la mamma. “Mammaaaa piove” “Ma come se c'è il sole.” 

Intanto Maguccio  Guiduccio e Maguccio Nelluccio si davano calci,  ginocchiate, gomitate, ceffoni  e  la nuvola  dispettosa  faceva le sue risate  malvagie. “Uahhh uahahaha”. 

Allora io ho avuto un'idea. Sono salita sulla luna di giorno che stava lì vicino. Anche lei mi ha detto che era stufa arci stufa di tutta quella confusione.   Mi sono attaccata alla sua punta e mi dondolavo.

Allora ho chiuso l'ombrello, l’ho messo sotto il mio sederino e ho cominciato a dondolare e il mio vestito sembrava un ombrello rosso che andava di qua e di là... Oh bambini, non so dirvi quanto bello era stare lassù. 



Ma subito ho sentito la voce della principessa che si chiamava Flora “ Fata Pierina, fata Pierina, sgrida la nuvola dispettosa. Ti dondoli dopo. Io non riesco a costruire il mio regno finché la nuvola fa i dispetti.”

Ma io non sapevo come fare. Però sapevo che sulla luna c'erano tante casette e in ogni casetta viveva una fata. Ogni  fata era bravissima a fare qualcosa. Una per esempio faceva delle torte buonissime, un’altra faceva delle tendine di pizzo, un’altra una andava sempre a camminare, un'altra raccoglieva i fiori, ma ce n'era una che sapeva fare le magie, quelle buone e belle. 

Assomigliava  a me… ah già ero proprio io.  E cantavo “che bello essere felici”. Ma quel giorno lì non potevo cantare perchè c’era un problema nella nuvola dispettosa.  Quando i Maghetti si davano calci pugni e ceffoni  anche sulla terra tanti bambini facevano queste brutte cose e anche gli uomini. Quelli facevano addirittura la guerra, si sparavano si uccidevano e i bambini con la pelle di cioccolata morivano dentro il mare, non avevano niente da mangiare e altri bambini con la pelle color rosa e la pancia sempre piena dicevano “che schifo” alle cose da mangiare.

Mi veniva da piangere sapete bambini?

Allora ho deciso di fare la mia magia più bella, quella che non avevo mai osato fare perché io facevo magie piccoline tipo far fiorire dei fiori in inverno oppure far fare gli ovetti ai galli e non alle galline, e altre magie un po’ strambe.

Ma questa volta volevo fare una magia  di quelle che fanno bene e allora ho  fatto un salto e sono andata sulla nuvola dispettosa e ho detto ai Maghetti “ se non smettete di dargli calci, sberle, ceffoni, ginocchiate, gomitate,  io vi trasformerò in tanti diavoletti e così su questa nuvoletta ci sarà sempre il fuoco e voi non potrete più spegnerlo”. “No no no no, non farlo. Noi ti obbediremo d'ora in poi, diventeremo amici, non faremo più i dispetti ai bambini sulla terra e nemmeno tra di noi”. Promesso col giurin giuretto “ Va bene. Allora vi trasformo in angioletti, e vi lascio andare sulla luna di giorno a dondolarvi e di notte a dormire. Però dovete stare sempre attenti ai bambini sulla terra.



Ed ecco la Principessa Flora, tutta contenta, è venuta a dirmi Grazie perché adesso che la nuvola dispettosa era diventata rosa, lei sarebbe diventata  la regina del cielo.

Sapete che voleva che restassi lassù con lei? Ma io ho detto di no perché volevo venire a salutarvi. Allora, la principessa Flora mi ha regalato un sasso della luna per Voi, dei fiori per il vostro orto. Mi ha detto di dirvi che non ha mai visto un orto e un giardino così belli. Però io avevo paura di fare un salto dal cielo alla terra, la strada è taaanto lunga. Ma lei mi ha prestato un paracadute così sono scesa volando, senza neanche cadere. 

Volete provare anche voi a volare come ho fatto io? Sììììììììììììììììì 

E allora mettetevi  tutti vicini vicini… piccoli piccoli… pronti per volare lassù nel cielo blu?

Chiudete gli occhietti e….   VOLARE  OH OH CANTARE OH OH OH