domenica 3 giugno 2018

CODROIPO (UD) REGINA CRISTOFOLI premiata a San Vito T. come testimone del primo voto alle donne, 2 giugno 1946


 E’ di Codroipo Regina Cristofoli, classe 1925, ed è stata premiata al Teatro Arrigoni di San Vito al T. (Pn)  nell'ambito del progetto “ Le donne e il segreto delle urne” riservato ai ricordi delle donne della zona che avevano  votato per la prima volta il 2 giugno 1946. 
  
Regina aveva 21 anni e, come tutte le altre ragazze e donne da quell’età in su, aveva fatto la famosa croce sulla scheda elettorale, con il senso del diritto, del dovere e della responsabilità di scegliere il futuro per la Repubblica e l’Italia.  

A San Vito, per volere dell’Assessorato alle pari opportunità, due anni fa era partito un progetto di valorizzazione e ricerca delle fonti orali sull’evento storico del primo voto alle donne, con l’intento di valorizzare il gesto e la svolta storica che ne fu la conseguenza.  



25 signore intervistate per tre ore ciascuna, un video e un libro sono il risultato della raccolta orale di testimonianze
sul significato del voto, della democrazia e del fatto che le donne “con la testa uguale agli uomini” avevano potuto dire la loro, andando alle urne, sulla fine del regno e anche sui partiti del nuovo governo.    

Grandi donne, ricche di miseria e coraggio, che anche dopo la grande sconfitta continuarono a salvare tanti ragazzi senza armi e senza più una linea da seguire dopo la caduta del fascismo. Infatti, tanti furono gli uomini salvati da madri, sorelle, fidanzate e mogli. Per andare a votare per la prima volta molte  donne si erano fatte un vestito nuovo tanto l’occasione era importante. 

Alcune ci andavano con il marito e, da come uscivano dall'urna, si capiva se avevano obbedito all’ordine ricevuto  o se avevano deciso di testa propria. Sguardo fiero nel primo caso, testa bassa nel secondo.  
 Spezzoni di vita autentica che non si legge sui libri ma si apprende solo ascoltando sono emersi dal video  "Le donne e il segreto dell'urna" realizzato dai ragazzi dei Licei "Le Filandiere" nel percorso di alternanza scuola lavoro e curato dalla regista Marta Pasqualini. 
Il Sindaco Antonio Bisceglie,  la Vice Sindaco Federica Fogolin, il prof. Alessandro Casellato, docente di  storia orale all’università di Venezia,  Martina Cecone, redattrice delle interviste, hanno condiviso l’emozione per le storie ascoltate e l’alto valore che esse rappresentano anche per le generazioni future. Le eleganti signore hanno regalato la grande serenità che deriva dall' aver sofferto tanto ma anche dalla gioia del ballo appena finita la guerra e la meraviglia di quando gli americano raccontavano loro della televisione che porta il film in casa e della macchina che lava i panni. Donne che sono passate dalla miseria all'abbondanza materiale e di opportunità dell'era moderna, non ultime il cellulare e il computer.
I ricordi di queste donne, infatti, sono indispensabili per capire la storia e la dimensione del racconto riesce a trasmettere e avvicinare le distanze temporali.  Fanno capire come le donne abbiano dato un’impronta alla storia con atteggiamenti di coraggio e amore che hanno consentito loro di superare grandi ostacoli. Le parole chiave emerse dal video sono libertà e felicità. Se si è liberi si è più felici”. 
Il video e il libro sono stati donati alla biblioteca civica di San Vito nelle mani del sindaco affinchè gli storici, i nipoti e pronipoti delle protagoniste possano accedervi.   
Nell’antico Teatro Arrigoni, sedute in prima fila, le donne intervistate, tra cui una signora di 103 anni, orgogliose e felici per il riconoscimento al loro valore, sono state premiate con un attestato di ringraziamento e un mazzo di rose rosa. Con la loro presenza hanno avvalorato l’evento, anzi, la festa a loro dedicata e la storia che, se si incarna con le istituzioni, diventa patrimonio di tutti, e direzione per il futuro.
 Vera e genuina la loro gioia. Orgogliose di esserci a raccontare e testimoniare ciò che hanno vissuto, definendo belli quei periodi di gioventù, si sono salutate come  amiche, alcune si sono abbracciate e si sono fatte gli auguri. Gina, per esempio, ha conosciuto Eleonora Fantin di Vissignano (Pn) , classe 1925, che le ha raccontato in un diluvio di parole la sua vita. 65 anni emigrata in Francia e poi tornata in Friuli senza riconoscere nulla del paese lasciato tanti anni prima, da giovanissima era andata in treno a Torino impiegandoci tre giorni e senza perdersi.   

"Tutto cambia - le ha risposto Gina - non possiamo pretendere che il mondo stia fermo". 
I loro discorsi emanavno un forte orgoglio per quello che sono state e una certa tristezza per i tempi di oggi, perchè i giovani non possono capire. 

Eleonora, pittrice, ha mostrato con orgoglio la sua sciarpina di seta firmata e stampata da lei e ha detto con un sorriso da premio "Io vado avanti con la mia pittura. Sono senza marito che mi è mancato all'improvviso ma sono felice di essere ancora qui e sono orgogliosamente del 1925".
Gina con la figlia Gabriella e il figlio Carlo a San Vito in fiore.

Immagini degli anni 40

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