giovedì 5 luglio 2018

LIBRO "LO SREGNO BARDO" di ELIA FERANDINO


È di sicuro il libro dal titolo più strano che abbia letto “ LO SREGNO BARDO” ma, per sapere cosa vuol dire, bisogna  arrivare a pagina 139.   
Non ci vuole molto per giungere fino lì perché la lettura è agile e i contenuti accattivanti.   
Vi si legge la storia di un uomo e di un asino che, insieme, affrontano uno strano viaggio fatto di avventure molto particolari e fotografie umane dalle più svariate sembianze.
L’autore, nativo di Galleriano di Lestizza (Ud)  ma residente a Torlano di Sopra, un paesino friulano ai piedi delle Alpi Giulie, sul confine sloveno, narra la vera, commovente e terapeutica storia del suo viaggio tra le montagne in compagnia di un asino battezzato Ernesto, nato a Sofia in Bulgaria e ghiotto di caramelle alla menta.   
 Storia particolare la loro, sfociata in una amicizia dal sapore quasi umano.   
In questo libro tutto è strano, a  cominciare dall'idea di un fotografo di quarant’anni,  padre di due figli e con la moglie all’ottavo mese di gravidanza, di fare un viaggio da solo, a piedi, tra montagne alpine disabitate o quasi, mosso dal  desiderio di scoprirne segreti, genti, luoghi  e usanze. 
Ma non sa come portare i bagagli, i viveri e l’attrezzatura fotografica. Il consiglio di portare con sé un asino si rivela vincente. 
Ma quale asino? 
Non certo un’asina incinta né un asino docile. 
Elia, autore e protagonista, sceglie  un asino ribelle che, nel proseguire del libro,  si rivelerà  un buon amico dotato perfino della parola, della paura e dei sentimenti umani, con il sogno di vedere l’Oriente dove splende  la luce della libertà.   
 Insieme, Elia ed Ernesto, a incontrare uomini già sepolti, danzanti streghe solitarie e senza occhi, cani neri dalle sembianze mostruose, orsi bruni e strani  esemplari umani, fino a scomodare Sant'Antonio Abate.
In questo libro ogni sensazione umana è concessa. 
La più forte è la paura di morire, dell’ignoto, della fame. 
La più dolce è una sorta di amore tra un uomo e un asino parlante che, alla fine del viaggio,  si confidano la voglia di casa.  
 Per entrambi si compie la commozione del saluto, con la promessa della reciproca libertà. Ognuno per la propria strada ma  con l'altro nel cuore e il ricordo delle incredibili avventure vissute fra i monti.
E della felicità nuova, mai provata, che veniva da dentro, da un posto molto lontano, che evocava la parola “libertà”, in  un luogo dall’influenza benefica, dove entrambi si sentivano in totale armonia con ciò che li circondava. 
Era forse lo Sregno Bardo?  
 Per scoprirlo bisogna leggere il libro e andarci quasi fino in fondo, aprendo il varco a  una domanda che sorge istintiva: “ Ma ci sarà qualcosa di vero in tutta questa storia?” 
Di sicuro una cosa sì, l'autore Elia Ferandino, alpinista della domenica e fotografo di mestiere,  cresciuto in un piccolo paese della pianura friulana, tra i campi di pannocchie e le grinfie delle tre sorelle maggiori. 
E di un asino dal bel caratterino, testardo eppure dolce, Ernesto.

Info: www.eliaferandino.it
                                                                                                 

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