domenica 26 agosto 2018

ANITA GARIBALDI, pronipote di GIUSEPPE con il suo libro "Un Garibaldi contro il Patto d'Acciaio" - Da Ferrin a BUGNINS di CAMINO AL T (UD) 25 agosto 2018





    
Ha 5 figli e  24 nipoti, la pronipote dell'Eroe dei due mondi, nipote di Ricciotti, figlia di Ezio: la Dott.ssa ANITA GARIBALDI.                                              87 anni di raffinata cultura internazionale, scrittura, giornalismo, ricerca storica...  nella  cantina Ferrin, lancia un appello per la giovane Europa, ricordando un discorso del 1860 a Salerno, in cui il bisnonno Giuseppe  diceva " Mettiamoci tutti insieme. Unendo le forze si può creare l'Italia e l'Europa, dall'Atlantico agli Urali, comprendendo la Russia. Cari amici, voi che siete principi e duchi, ricordatevi che dovete costruire strade, scuole, ponti,  aziende in Italia e fare gli italiani".                                                      Lui aveva capito ciò che sta accadendo adesso. Solo con l'unione si possono battere gli enormi poteri di India e Cina.  Oggi Garibaldi è il futuro. 
Non metteva  limiti per costruire un mondo migliore.                                                     Una nazione piccola come l'Italia non ha forza e ancora non ha capito l'importanza di essere unita.  E' troppo divisa.          Oggi i popoli sono senza patria e libertà.                      



L'evento è stato promosso dal Somsi di Codroipo e dal suo Presidente Giuseppe Sartorello.  Il 19 marzo 1878 avvenne il battesimo della  Società Operaia, settima in Friuli, con Daniele Moro presidente. 

 Egli aveva tra i suoi amici molti garibaldini, tra cui Benedetto Cairoli ed Enrico Matteo Zuzzi.

                                       Chi era  Giuseppe Garibaldi?  
Interessato a molteplici campi d'azione in molte regioni del mondo, in nome della libertà tra i popoli, è definito da alcuni storici "Rivoluzionario disciplinato". Da repubblicano consegna l' Italia, sentendo gli umori popolari e le  trasformazioni  della società. Seguito da volontari non violenti,  diffonde la scuola laica e gratuita. Con Mazzini caldeggia i moti friulani per liberare il Friuli e il Veneto all'epoca sotto l'Austria.                                                                      

La presentazione del libro di Anita Garibaldi "Un Garibaldi contro il patto d'acciaio"  è stata affidata a Paolo Gaspari, editore, sociologo,  studioso e scrittore. "Le donne nella storia d'Italia non esistono anche se hanno fatto tanto. La storia è tutta al maschile ma solo sui  libri.                                                                                 
 Qual è la nostra identità di Italiani?
 E'  tutta nel Risorgimento con  i ventenni che si sono immolati. La patria per gli italiani è carica di  umanità e il libro le dà il senso di continuità.  Narra di Ezio Garibaldi, padre di Anita, massone e ufficiale della  brigata Alpi che combatte sul Col di Lana, tra la Marmolada e le Tofane, guidata da Beppino Garibaldi.   
Ezio Garibaldi  è ferito in gola ma di salva grazie a un  tubo d'argento inserito in gola, che terrà tutta la vita.   
Il fratello Beppino Garibaldi rifiuta il fascismo e va in America.  Ezio, repubblicano, rimane ma  non è ben visto. Fonda la rivista Camicia Rossa.  
Forte della sua posizione di politico in Parlamento e coerente con la sua ideologia contro il fascismo e le leggi razziali,  cerca di comportarsi di conseguenza  anche quando viene mandato dal Duce a Londra a cercare di convincere gli inglesi a rinforzare i rapporti con Italia. 
Se solo ci fosse riuscito... avrebbe salvato l'Italia dalla seconda guerra mondiale. Il Fascismo rovescia l' idea del Risorgimento ma Ezio mantine la sua idea di base: la libertà.  Ezio viene emarginato, gli viene tolto il passaporto, negato il lavoro e poi internato nel campo di concentramento di Padula, dopo aver dato uno schiaffo a Roberto Farinacci, gerarca del fascismo, in Parlamento                        
Di cosa possiamo essere orgogliosi noi italiani?                                                                                                  Della nostra storia.  Della nostra capacità di sacrificio immensa.   Il libro aiuta a capire come certe scelte siano nefaste.  E' un commovente romanzo storico- sentimentale delle relazioni tra i membri dei Garibaldi e delle mogli che hanno avuto gran peso nelle loro vite. Consente di capire il mutamento epocale di un'Italia che perde la libertà e si schiera con le dittature.              
Come ha vissuto la pesante eredità di Garibaldi? 

Anita... "I Garibaldi discendono dai Longobardi e sono molto diffusi in Liguria. Il nome attira odio, cattiveria che non sarebbe espressa senza quel nome che è un peso. Io sto cercando di creare la storia vera degli anni 30 quando l' Italia poteva essere salvata dalla guerra.   
E' duro essere mogli e madri dei Garibaldi. 
Mia madre fu lasciata perchè non aveva avuto un figlio maschio, perso in Messico. 
Mia nonna ha avuto 15 figli.  Negli anni 80 il Presidente aveva invitato a pranzo in Quirinale tutte le Anite Garibaldi.  Ci andarono in 12. Io no. Ad Anita, mia bisnonna, nata  in Brasile nel 1821,  il cui nome originario era Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva, è dedicata la tomba e la statua bronzea al Gianicolo a Roma (pagata dalla Massoneria e da Rutelli). Il libro contiene una rarissima foto di Anita vestita da maschio del 1848, un anno prima della morte". 

            

Una serata storica, di affascinante attualità, partendo dall'erore dei due mondi, Giuseppe Garibaldi che, con Anita 1821 -1849)  ebbe 4 figli Menotti, Ricciotti, Rosa e Teresa.  Con Francesca  Armosino a Caprera, Clelia, Rosita e Manlio. 

Continuando fino ad Anita Garibaldi,  appassionata ricercatrice della storia d'Italia, concatenata a quella dei suoi avi e ave. Perchè la storia l'hanno fatta anche le donne dei Garibaldi, anche se non appaiono sui libri di storia.   

"Io la scrivo perchè non vada dimenticata" asserisce Anita. 


sabato 25 agosto 2018

BERTIOLO – VIRCO (UD) 67 terne alla Gara Triveneta Bocce, tra le più grandi del Triveneto. 24 agosto 2018


Ben 67 terne (numero grandioso che colloca la Gara Triveneta Bocce tra le più importanti del Triveneto) hanno partecipato alla Gara di bocce promossa dalla Società Bocciofila di Virco nella sua sede, il Bar Primavera, in Piazza del Popolo.


Sul podio, la squadra della Spilimberghese,  con il sindaco Enrico Sarcinelli in veste di bocciofilo,  la Sanmartinese, 2° classificata, la squadra dell’Orsago, 3° pari merito con la Spilimberghese.  I complimenti e un premio speciale sono stati riservati all’arbitro Caterina Venturini. 
Nonostante la pioggia che ha imposto lo spostamento alla bocciofila di Codroipo per le partite, ben 67 terne hanno aderito alla Gara, con partecipanti provenienti da ogni dove.   
La Gara è il fiore all’occhiello della Società bocciofila di Virco, nata nel 1971, presieduta da Dino Schiavo, nativo di Virco ma residente a Pordenone, autentica e instancabile anima  del sodalizio.   
Ma la Bocciofila gode della collaborazione di tutte le associziaoni del territorio e del generoso supporto di Ennio Lant,  gestore insieme alla moglie, dell’unico Bar di Virco, e promotore di attività sociali che convogliano centinaia di persone  aderenti ai vari tornei proposti, dalla briscola alle bocce alle grigliate per mille a un prezzo.  “ La gara è tra le più grandi del Triveneto e il numero di partecipanti non ha eguali”. 
L’anno scorso, abbiamo ospitato ben due campionati nazionali di bocce e siamo candidati a ospitare  anche quello del 2019” dichiara.   
La grande partecipazione è stata sottolineata dal plauso del sindaco di Bertiolo, Eleonora Viscardis,  del Presidente del Consiglio Regionale Zanin, del Presidente  della Società Bocciofila di Pordenone Zambon, del Presidente provinciale Venturini  e di molti altri. 

 



Per le tante autorità presenti, vanno premiati i valori della solidarietà, dell’amicizia, dell’investimento sul cuore di tutti i volontari che rendono possibili queste manifestazioni.



mercoledì 22 agosto 2018

CAMINO T (UD) ROSANNA PERESSINI: UN ROMANZO DI VITA LUNGO 104 ANNI - 22 agosto 2018


Ha il portamento nobile Rosanna Peressini, per tutti semplicemente Osane. Minuscolo e  fragile solo in apparenza. In realtà, regna sovrana dalla sua carrozzina che manovra con autorevolezza.   Lei accoglie chiunque con un sorriso magico e appare bella dimostrando, al massimo, un’ ottantina d’anni. Nulla a che vedere con i suoi 104, compiuti con quella dignità che solo il tempo sa conferire. Nativa di Bugnins Vecchio, minuscola frazione di Camino al Tagliamento, sta in Casa di Riposo “D. Moro” di Codroipo dove è la seconda ultracentenaria, dopo un’ospite di 107 anni. Figlia di Ines Liani e di Francesco Peressini,  cresce  in una famiglia allargata, dove il vecchio nonno fa le veci di suo padre, sempre “Pa lis merichis”.

Anche con sua madre il suocero

Francesco fa la parte del marito, e la aiuta a tirar su  i tre figli. Lei,  Osane,  del 1914, Maria del 16 e Valentino del 20. I suoi parenti e amici di Straccis e di Bugnins, le nipoti Diva, Francesca e Mirella, figlie della sorella Maria di 102 anni, e il personale della casa di Riposo sono accorsi ieri a salutarla e a farle festa.  Rosanna ha vissuto momenti di vera gioia per gli auguri inaspettati e molto graditi. Parole di augurio e di felicitazioni per il notevole traguardo sono state espresse, a nome di tutta la comunità caminese, dall’assessore Cristina Pilutti. “Tutti siamo orgogliosi di una donna che è memoria storica e sapiente narratrice di vita vissuta con grinta e coraggio. In 104 anni sono successe tante cose che hanno cambiato il mondo.”

Alla domanda “Che effetto ti fa avere  centoquattro  anni? “  risponde, con estrema gentilezza.
“ No pensi nuje. Jo i domandi al Signôr di fami cressi la fede e tignimi la man sul cjâf. Fin che al è chel chi – toccandosi la fronte – e po' si saludin”. "Non penso niente. Io chiedo al Signore di farmi crescere la fede e tenermi la mano sulla testa. Fin che c’è questa e poi ci salutiamo".













E sorride, con la serenità di chi ha tutto e si affida al Signore.  Il viso sembra incipriato, in tinta con il golfino rosa  di morbida lana.

Attorniata dalle sue amiche del cuore, prima fra tutte Gelmina, Rosanna ha ringraziato tutti per la festa che "Non si sarebbe proprio aspettata".