venerdì 28 dicembre 2018

CODROIPO (UD) CIRCOLO FOTOGRAFICO A GONFIE VELE TRA PREMI E MOSTRE

Nel 1985 la città di Codroipo aveva il suo Circolo Fotografico e ne andava fiera. 

Nel febbraio del 2018,  un gruppo di appassionati di fotografia ha voluto ripercorrerne le orme, decidendo di costituirsi in associazione vera e propria, presieduta da Paola Toniutti.  
 Il nuovo Circolo si propone di  approfondire  e stimolare lo studio della fotografia. Grazie alla passione dei nuovi soci fondatori, il Circolo Fotografico  accoglie  iscritti di tutte le fasce di età, mescolando la saggezza dei fotografi più esperti all’energia e all’estro dei più giovani, avvalendosi  anche dell'ausilio di internet e dei social network. 
In questo modo, il Circolo si pone come un laboratorio sempre aperto e in costante evoluzione. In quasi un anno di attività ha realizzato gite, corsi di fotografia sia di base che di genere, calendario 2019 Abaco Viaggi, partecipazioni a concorsi fotografici,  fino all'organizzazione della mostra “Il paesaggio: un mondo da scoprire” visitabile nella Sala Banca Ter, in Piazza Giardini, 91 a Codroipo. Il paesaggio è uno dei primi approcci istintivi alla fotografia che ne conserva il ricordo e lo dona agli altri e, fin dall’inaugurazione, moltissime persone l’hanno visitata dando risonanza all’evento. 
La mostra dà la possibilità, attraverso gli occhi e gli obiettivi degli autori, di fare il giro del mondo. Infatti, partendo dalla Cina, arrivando in America e passando per il parco delle risorgive, il visitatore si trasformerà in viaggiatore grazie alla capacità delle opere di coinvolgere e trasmettere emozioni al punto  di far dire al fruitore finale “ecco un luogo che vorrei visitare.” 
Il Sindaco di Codroipo Fabio Marchetti e l'assessore alla Cultura Tiziana Cividini, all’inaugurazione,   hanno ribadito l'importanza di iniziative culturali nel territorio anche attraverso il mezzo visivo. 
La mostra sarà visitabile fino al 13 gennaio 2019 di  venerdì, sabato e domenica, dalle 09.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30 con libero ingresso.
 Il Circolo Fotografico Codroipese si riunisce tutti i mercoledì nella sede di Via Friuli 3 a Codroipo ed è presente su Facebook con l'omonimo gruppo. Info e contatti: cfcodroipese@gmail.com.

Da Messaggero veneto 9 gennaio 2019

GRANDE SUCCESSO PER LA PRIMA MOSTRA DEL CIRCOLO FOTOGRAFICO CODROIPESE


Nella sala espositiva della Banca Ter, da dicembre 18 al 13  gennaio 19,  sono state in mostra ben 40 fotografie d’autore dall’unico tema: Il paesaggio: un mondo da scoprire”.  
 Perché il paesaggio è uno dei primi approcci istintivi alla fotografia che ne conserva il ricordo e lo dona agli altri. 40 immagini narranti atmosfere e storie, dalla lontana Cina a Fusine, dal Perù a Morsano al Tagliamento, dall’ Etiopia al Parco delle Risorgive, dall’America a Barcellona. A dimostrare che non importa il dove per il click fortunato, quello che ferma l’attimo in cui un particolare di neve sembra un seno offerto al gelo, un albero spezzato grida disperazione inascoltata, un covone rotolante scappa dalla campagna friulana. 
Così, 40 immagini hanno potuto regalare 40 opportunità di dialogo senza filtri, lasciando al visitatore la libertà di rispondere o il tempo per riflettere e interpretare.  La mostra, dove la passione per la fotografia ha trovato il senso compiuto,  è stata ideata dal nuovo Circolo Fotografico codroipese, nato nel febbraio  2018, per volontà di un gruppo di appassionati di fotografia. 
Presieduto da Paola Toniutti, si propone di approfondire lo studio della fotografia, accogliendo  iscritti di tutte le fasce di età, mescolando la saggezza dei fotografi più esperti all’energia e all’estro dei più giovani, avvalendosi  anche dell'ausilio di internet e dei social network, ponendosi come laboratorio n costante evoluzione. In quasi un anno di attività ha realizzato gite, corsi di fotografia, calendario 2019 Abaco Viaggi, partecipazioni a concorsi fotografici, mostra “Il paesaggio: un mondo da scoprire”.

domenica 23 dicembre 2018

CLASSE 1952 di CODROIPO (UD) in TOUR a BRESCELLO e MUSEO CERVI

Tradizionale incontro  dei coscritti di Codroipo (UD) e simpatizzanti in forma di Tour, per un'intera domenica insieme.
Il 6 ottobre 2018 eccoli a  BRESCELLO perchè nel 1952 iniziarono qui le riprese del celebre film "DON CAMILLO" con Gino Cervi e Fernandel. La giornata piovosa non ha smorzato il nostro entusiasmo ed eccoci, in posa, nella celebre piazza, tra il municipio e la chiesa. E poi al Museo di DON Camillo e Peppone, ricco di cimeli storici. Brescello ... MONDO PICCOLO DI CELLULOIDE, dove tutto è rimasto fermo al 1952.
 














Abbiamo visitato anche il Museo CERVI, la casa colonica dove vivevano i 7 fratelli Cervi, uccisi dai fascisti  nel 1943, durante la seconda guerra mondiale.  La casa Cervi è un museo ricavato nella casa colonica abitata dai fratelli Cervi. Si trova in provincia di Reggio Emilia, a Gattatico, in località Campi Rossi.
È un museo della Resistenza e della storia del movimento contadino, allestito nella casa dove i Cervi arrivarono nel 1934. 
L'idea di un museo della Resistenza e della storia del movimento contadino era già presente negli anni '60 quando Alcide Cervi, padre dei sette fratelli fucilati dai fascisti per rappresaglia all'alba del 28 dicembre 1943, decideva di donare al Comune di Gattatico e alla Provincia di Reggio Emilia la raccolta dei ricordi e delle testimonianze del sacrificio dei suoi figli.
E' un luogo davvero interessante e ricco di storia vissuta da dentro. Un museo che si visita e si legge come un LIBRO DI STORIA, terribilmente VERA. 

FORTE E CHIARO mensile del MEDIO FRIULI - Dicembre 2018


GIOVANI TALENTI DI CASA NOSTRA
DANIELA MORETTI o DAZ, ARTISTA PER NECESSITA’ ESISTENZIALE    con il sogno di
provocare, con le sue opere, il desiderio di una profonda meditazione.  

Vive a Codroipo ma si è spostata fin dalla più tenera età tra tanti luoghi, senza mettere radici in alcuno. Le sue uniche basi saranno sempre e solo gli affetti. E l’Arte. Daniela, classe 1978, infatti, si dedica alla pittura e alla scultura, dopo aver capito che la poesia e le parole non le bastano per esprimere il suo “essere”. Alla realtà che la circonda, da sempre, ha dato un suo filtro personale, che ritorna costantemente nelle sue opere.  E’ un’artista in continua evoluzione. Non può dire di essersi fermata né in luogo, né nell’espressione e tantomeno in una cifra stilistica. Nel nome, forse sì, o meglio nel soprannome che lei stessa si è coniata, Daz.
Chi è l’artista DAZ?
25 anni fa, ho deciso che mi sarei ribattezzata da sola con un nome nuovo, che potesse definirmi.
Ho sempre amato l’arte in tutte le sue forme espressive, abbinata all’amore per la filosofia, intesa come ricerca costante dei perché dell’essere umano, del suo agire, dei suoi impulsi e dei suoi limiti. Mi sono allora affidata all’arte visiva, all'immagine, ai suoi pieni di forma e di colore.
Cosa significa la parola Arte nella tua vita?
L’arte è la mia vita: vivo, penso e mi esprimo attraverso questa dimensione. Ogni mia opera parte da una ricerca, un pensiero, un oggetto mentale e ragionato che poi diventerà forma visiva, che sia pittorica o scultorea.

A cosa ti ispiri nelle tue opere?
Tutto ciò che mi circonda può diventare uno stimolo, un'urgenza, una possibile via da percorrere.
Mi lascio affascinare dai chopper o l’amigdala in mano ai primi uomini che utilizzarono queste pietre, da principio come utensili necessari che poi, nel tempo, trasformarono in espressione artistica. Tra i pittori amo Giotto, i Fiamminghi, lo Jugendstil, l’Espressionismo tedesco, il Cubismo e sino all’Astrattismo. Ogni artista, anche se sconosciuto, quando mi lascia una forte impressione.

C’è un’opera che ti rappresenta?

No, perché in ognuna di esse c’è qualcosa di molto personale che ho deciso di rendere manifesto.
 
Quali sono le modalità espressive che prediligi e in che modo sono associate ai tuoi stati d’animo?
Amo spaziare con tecniche e modalità diverse, perché ogni idea che esprimo ha bisogno di una manifestazione coerente con quello che sento.  Nei miei quadri le figure sono sempre in primo piano e a tutto campo, l’utilizzo di linee verticali mi aiuta a creare la compostezza che cerco di esprimere. La composizione cromatica piuttosto scura, fatta visibile attraverso una assenza di luce ben definita, mi permette di mantenere un ritmo cadenzato, quasi come una marcia trionfale.
Ogni volta che creo il bozzetto di una scultura o di un'opera pittorica, è una storia che prende a raccontarsi.
 
Ti interessi alla ricerca dell’amigdala. Cos’è?
È curiosamente intrigante come questo termine identifichi sia un utensile, una pietra scheggiata attribuita all’homo erectus (mezzo milione di anni fa), sia quella parte del cervello umano che coordina le paure. E’ una sorta di viaggio nella genesi della creatività.  Io cerco di scavare nell’essenzialità più profonda dell’oggetto tecnico per analizzarne la sua essenzialità strutturale e intravedere l’equivoco che da una scheggiatura della pietra dà origine a un’immagine rappresentativa: un volto, una forma o altro. Un sasso diventa uno strumento attraverso cui scatenare un mondo immaginario.

Qual è la tua massima gratificazione come artista?   In una società dove le immagini si sovrappongono a una velocità elevata sento spesso venire meno la fiducia nei benefici dell'arte, ma non posso esimermi da ciò che faccio, perché questo è ciò che mi realizza, che mi compie nel mondo. Mi piace che lo spettatore si ponga delle domande.  Il mio invito è di non costruire confini intorno alle mie opere, a non sforzarsi di riconoscerle.  Vorrei far emergere nelle opere il bandolo di un filo che conduca al mondo con un nuovo modo di sentire. Trovo interessante che a ogni mia mostra o presentazione di un nuovo progetto le persone si chiedano il perché delle mie scelte espressive, che rimangano incuriosite e abbiano bisogno di tempo da dedicare all'elaborazione delle mie creazioni. Credo che l’arte debba provocare il desiderio di una profonda meditazione.

Parlaci della tua recente mostra al Museo Archeologico di Codroipo “Olduvai” 
La mostra al Museo Archeologico è nata grazie alla relazione tra le mie opere e i reperti ospitati all’interno del Museo. E personalmente trovo sia stata un’idea vincente perché le mie opere sembravano perfettamente connaturate al luogo.
Ci tengo a ringraziare l’assessore alla cultura Tiziana Cividini che ha colto al volo l’idea e mi ha dato questa opportunità e anche a Costanza Brancolini per il supporto e la comprensione entusiasta del mio lavoro.
Una sinergia tra donne che ha dato a me e a Codroipo la possibilità di aprire il museo archeologico a una mostra d’ arte contemporanea, la prima in questo contesto.

                                                                                                             
CODROIPO
FESTA DEL RINGRAZIAMENTO DELLA COLDIRETTI MANDAMENTALE 

Sei sono le sezioni della Coldiretti che formano il mandamento codroipese, Bertiolo, Camino, Codroipo, Sedegliano, Talmassons e Varmo.  Insieme, hanno promosso la Festa del ringraziamento con la S. Messa, la benedizione delle macchine agricole accanto alla chiesa e il convivio a base di prodotti locali.
Per Monsignor Iva Bettuzzi, la Coldiretti rappresenta i custodi dell’ambiente e della terra, coloro che portano avanti la salvaguardia del Made in Italy con i prodotti a filiera corta. 
Dal sindaco di Codroipo, Fabio Marchetti, è arrivata la rassicurazione  di disponibilità e di appoggio alle varie iniziative, tra cui ’etichettatura dei prodotti tipici avvalorata dalla delibera di giunta.
Soddisfazione anche per Gino Vendrame, presidente provinciale Coldiretti, al secondo mandato, per Luisella Bertolini, presidente della consulta Coldiretti di Codroipo e per Rosanna Clocchiatti, Presidente de Consorzio Bonifica Pianura Friulana.  
                                                                                                                                                                            
  
CAMINO al Tagliamento (UD)

IL CORO SAN FRANCESCO IN UDIENZA DAL PAPA E IN CONCERTO IN VATICANO

Diretto da Eliana Gallai, il Coro San Francesco della Pieve arcipretale di S. M. di Pieve di Rosa ha avuto l’onore di interpretare, insieme a ottomila cantori di tutto il mondo, l’Inno Pontificio al  terzo incontro internazionale delle Corali per la Festa di Santa Cecilia, patrona della musica e dei musicisti. 
L’evento si è svolto interamente nella Città del Vaticano, da venerdì 23 a sabato 24 novembre in Aula Paolo VI e domenica 25 nella Basilica di San Pietro. Il Coro San Francesco, nato nel 2014 con lo scopo di dare spazio ai giovani nella liturgia, ha avuto la rara opportunità di incontrare Papa Francesco  e di cantare insieme  alle centinaia di corali provenienti da tutto il mondo, in una maratona di musica, canto e condivisione.
Insieme ai colleghi coristi del Bearzi di Udine, i cantori del  San Francesco hanno rappresentato la provincia di Udine nel grande coro polifonico, unendo le proprie  voci a quelle dei cori di  Spagna, Portogallo, Indonesia, Brasile, Colombia, Stati Uniti e molti altri Paesi.  Inoltre hanno potuto ammirare l’albero di Natale che il Friuli ha donato al papa. 
L’incontro, promosso da Nova Opera Onlus in sinergia con il Pontificio Consiglio per la Promozione della nuova Evangelizzazione,  ha visto incontrarsi le cappelle musicali, le corali diocesane e parrocchiali, i musicisti, gli organisti, i direttori di coro e degli uffici liturgici di tutto il mondo.