domenica 13 ottobre 2019

LIBRO "PANE E FERRO" di MASSIMILIANO SANTAROSSA Il 1900 in FRIULI e VENETO 12 ottobre 2019




Il libro è stato presentato il 12 ottobre presso la sala degustazione della Ferrin Vini a Bugnins di Camino al T. (Ud) con la moderazione di Fabiola Tilatti, padrona di casa,  e Paola Tantulli, della casa editrice Edizioni Biblioteca dell'Immagine.  


Dopo aver raccolto tanto "affetto", come piace dire a Santarossa, a Pordenone Legge e a vari festival quali "Canta carbone" a Treviso, il libro è stato inserito negli Itinerari Culturali dell’Associazione Ermes di Colloredo 1692, presieduta da Corrado Liani. Si tratta di 6 incontri che quest'autunno caratterizzeranno la stagione culturale dell'Azienda Ferrin e a cui "Pane e ferro" ha fatto da apripista. 
Il libro chiama il lettore fin dalla copertina. 
Calda, vera, dove la casa rossa ha la porta narrante, così come il salice a destra e il fiume davanti. Poi si legge il nome dell’autore, Massimiliano Santarossa, di Villanova di Pordenone, dove è nato nel 1974.  
Dopo otto libri che gli hanno conferito notorietà, ha voluto imboccare la svolta e narrare ciò che nessuno aveva mai detto sull’epopea contadina, familiare e sociale del Novecento veneto e friulano, dove la terra è stata solcata dalla grande storia che si studia sui libri di scuola o di chi si occupa di ricerca.  
Nessuno aveva mai ripreso la narrazione orale, purtroppo scomparsa oggi nelle famiglie e altrove, trasformandola in epica letteraria, quella che sa trasmettere emozione e affetto. 
 Santarossa ci è riuscito, mettendoci tutto l’amore per le storie minime degli ultimi, che hanno vissuto in silenzio e con i calli nelle mani il cambiamento epocale che li ha visti passare dalla terra alle fabbriche, con l’etichetta di “metalmezzadri”.  
Donne, uomini, famiglie, sfiorate dagli eventi importanti ma con il peso sulle spalle dell’emigrazione, delle guerre, delle fatiche e delle conquiste di cui la storia si è dimenticata. Donne, uomini e famiglie senza diritti, con la schiena piegata sulla terra da coltivare e i corpi nel ferro da costruire. Pane e Ferro, dunque, elementi di contrasto tra dolcezza e crudità tagliente capaci di dare voce a chi non l’ha mai avuta. Persone normali, famiglie normali, di cui ognuno ha fatto e fa ancora parte con ricordi vissuti o ascoltati, quando la narrazione era un rituale benefico.

Protagonista dell’opera storica e letteraria è il Novecento, il secolo “breve” vissuto e accettato qui, da noi, in Friuli e Veneto, tramite l’epopea di una famiglia dall’alba del 1895 al tramonto del 1999, a Paesenovo.  Dal nonno fascista, vecchio patriarca, che nei due conflitti familiari vive la tragedia di quel tempo, fino al figlio Enea, nato nel 1955, e al nipote, chiamati a ripercorrere la loro storia nei ricordi e sulla pelle, in modo da lasciarne traccia, quasi fosse un testamento. Che non esisteva fino a questo libro.
Santarossa ci è riuscito, mettendoci tutto l’amore per le storie minime degli ultimi, che hanno vissuto in silenzio e con i calli nelle mani il cambiamento epocale che li ha visti passare dalla terra alle fabbriche, con l’etichetta di “metalmezzadri”.  
Donne, uomini, famiglie, sfiorate dagli eventi importanti ma con il peso sulle spalle dell’emigrazione, delle guerre, delle fatiche e delle conquiste di cui la storia si è dimenticata. Donne, uomini e famiglie senza diritti, con la schiena piegata sulla terra da coltivare e i corpi nel ferro da costruire. Pane e Ferro, dunque, elementi di contrasto tra dolcezza e crudità tagliente capaci di dare voce a chi non l’ha mai avuta. Persone normali, famiglie normali, di cui ognuno ha fatto e fa ancora parte con ricordi vissuti o ascoltati, quando la narrazione era un rituale benefico.

Protagonista dell’opera storica e letteraria è il Novecento, il secolo “breve” vissuto e accettato qui, da noi, in Friuli e Veneto, tramite l’epopea di una famiglia dall’alba del 1895 al tramonto del 1999, a Paesenovo.  Dal nonno fascista, vecchio patriarca, che nei due conflitti familiari vive la tragedia di quel tempo, fino al figlio Enea, nato nel 1955, e al nipote, chiamati a ripercorrere la loro storia nei ricordi e sulla pelle, in modo da lasciarne traccia, quasi fosse un testamento. Che non esisteva fino a questo libro.


 



Ecco la sfida di Santarossa.  Raccontare in forma letteraria verità che fanno riflettere chi ne ha ricordo e che si svelano a chi non ne ha la più pallida idea. 
 Un libro importante per tutti ma, in particolare, per i giovani che non conoscono la magia della narrazione orale né gli effetti che la grande storia ha avuto sulle famiglie come quella dei protagonisti. 
Un libro dalla coinvolgente musica linguistica di fondo, dalle pagine vive e toccanti che dipingono un mondo ormai lontano, che ha visto morire di fatica o vivere come fil di ferro attorno alla vita uomini e donne cui restituisce la dignità da loro mai nemmeno immaginata. 
Un libro che supera il concetto di romanzo perché è un corpo, una struttura in movimento, dove gli arti sono visioni, esperienze, studi, immagini, ma anche memorie dirette, di persone davvero incontrate dall’autore, come partigiani, operai, preti, padroni, donne e uomini. 
Tutti legati alla Storia con filo grezzo ma robusto, che accomuna la Grande alla Minima, dove il Pane è figlio del lavoro dei contadini e il Ferro è figlio del lavoro degli operai. Dove si muovono i veri protagonisti del secolo passato, gli infaticabili servitori del mais di cui cibarsi e del metallo con cui mantenersi. 
Di giorno nelle fabbriche e di notte nei campi. A loro insaputa, essi hanno contribuito, nel bene e ne male, e questo lo dirà il tempo, ma sicuramente nel sacrificio, allo sviluppo industriale italiano, il più impetuoso dell’intero continente europeo, dagli anni Cinquanta e Sessanta.

Leggere  Pane e Ferro significa mettersi in viaggio tra gli avvenimenti, le tensioni, i drammi ma anche le speranze di quel Secolo Breve, il 1900 appunto, la cui eco risuona ancora tra noi, qui, in Friuli e Veneto. Come monito forse o come memoria storica cui guardare per non perderci.



In copertina:  “Sul lungo Sile” di Alda Buzzetto, acrilico  50 x 70.

giovedì 10 ottobre 2019

IL PONTE - periodico del MEDIO FRIULI - Ottobre 2019


CODROIPO (UD)



DOPO 40 ANNI, I BAMBINI DELL’ULTIMO ANNO NEL VECCHIO ASILO DI RIVOLTO SI SONO RITROVATI.



Chi era allieva e allievo nel vecchio asilo di Rivolto, in Via del Ponte, nell’anno scolastico 1979/80  ovvero i nati nel 1974,75,76 di Rivolto,  hanno colto l’occasione per ritrovarsi e trascorrere una serata insieme. Hanno ricordato marachelle e giochi di bimbi in un edificio scarno ma ricco di topolini e di tanta allegria. Di quell’anno sono poche le foto ma ben nitidi i ricordi che è stato emozionante per tutti condividere. Con il saluto del sindaco Marchetti e la presenza di Milena e Pisto, vicini di casa.    




CODROIPO - POZZO           
 SOS PER LA CHIESETTA DI SAN ROCCO 



E’ l’ennesimo grido di aiuto di un’intera comunità, piccola ma non per questo debole. Le circa 600 anime di Pozzo di Codroipo sono addolorate nel vedere alcuni beni sgretolarsi davanti ai loro occhi. Uno di questi è la chiesetta di San Rocco, adiacente il locale cimitero. Datata 1400, ha il pavimento che si sfalda letteralmente sotto i piedi così come i muri. In più, pure una campana è fuori uso. Come ogni 16 agosto, anche quest’anno ha accolto anche gli abitanti di Rivis e Beano per la Messa, in onore di un voto che i tre paesi fecero a San Rocco qualora li avesse salvati dalla peste e, in seguito, dalle orde di Napoleone. Don Fabio Varutti l’ha officiata e Olindo Bosa l’ha accompagnata alla tastiera.  Che la chiesetta di San Rocco abbia bisogno di restauri urgenti oggi  è parso in tutta la reale gravità.   La piccola frazione di Codroipo e, in particolare, gli abitanti di Borgo  San Rocco, continuano a prendersene cura, con la pulizia, la manutenzione ordinaria, la celebrazione della Messa ogni 2° domenica di ogni mese ma non basta. Il comitato spontaneo, promotore di lavori già effettuati con autofinanziamento, guidato dalla sacrestana  Angela Pevato e dal pittore Ennio Martinis, da tempo sottolinea che il pavimento si sta disgregando e l’umidità scolora gli affreschi, praticamente spariti.  Il volontariato fa molto ma non può affrontare le ingenti spese che il restauro richiede. Le promesse delle varie amministrazioni  non sono mai state mantenute e la sfiducia è palese.  La novità di quest’anno sono due opere lignee donate dall’artista di Pozzo Galdino Tomini. Egli, infatti, ha realizzato un alto leggìo e la parte frontale dell’altare in legno di abete invecchiato, regalato da Luigino Piccini. 

Tomini aveva già donato alla chiesetta la serie di tavole in legno raffiguranti la Via Crucis, che sostituiscono le statue trafugate. Ma la devozione non basta. Si sta perdendo una chiesetta votiva che, pur senza pretese di fama, è testimone della storia friulana ed espressione dell’antica civiltà locale.  Un luogo sacro,  bene di tutti, ricco di valori immortali,  forte legame con un passato che pretende dignità, purtroppo abbandonato all’ingiuria del tempo.

                                                                                                                     


CODROIPO

SATURDAY MAGIC SHOW: MAGIA DA TEATRO ESAURITO PER SEI MAGHI

 

La magia come antidoto alla tecnologia esasperata? Una speranza viene dalla presenza di tanti ragazzi e giovani arrivati a Codroipo per lo  spettacolo “Saturday Magic Show” di sabato 14 settembre al Teatro Benois, tutto esaurito. Un pubblico estremamente attento e caloroso proveniente anche da oltre regione, ha fatto capire quanto la magia sappia incantare a ogni età e come i social influenzino positivamente le passioni delle nuove generazioni. Tantissimi i giovani con i libri dei maghi in mano pronti per l’autografo, con i mazzi di carte in tasca pronti per sfogliarli con maestria. Moltissimi i genitori che affidano il tempo e la mente dei loro figli ai maghi come Jack Nobile, Youtuber che conta 800.000 follower ed è stato premiato per il messaggio educativo e contro il cyberbullismo. In ben tre ore di spettacolo si sono alternati sul palco del Benois sei maghi straordinari, provenienti da varie province d’Italia, eccezionalmente insieme. Gianfranco Preverino l’esperto di magiche truffe ai giochi d’azzardo, Jack Nobile, il più famoso giovane mago d’Italia,  Hyde, campione di virtuosismi magici con il Cubik, Diego Allegri, il mago fuoriclasse e “signore” delle ombre cinesi create solo con le mani,  Amerigo Della Vedova, fantasioso e abile giocoliere e Aurelio Paviato, l’artigiano delle illusioni e prestigiatore dei programmi Buona Domenica e di Maurizio Costanzo, Matteo Ballarati, illusionista e performer. Sei personaggi molto diversi tra loro hanno stuzzicato fantasia e curiosità, facendo volare il tempo delle loro esibizioni in cui hanno saputo coinvolgere e portare sul palco alcune persone del pubblico.

Il Saturday Magic Show si è rivelato una sfida che i promotori, Codroipo C’è, presieduta da Antonio Ferraioli, e Michele Di Mario, della cartolibreria L’Angolo della scuola, hanno vinto, dimostrando che Codroipo è in grado di ospitare spettacoli di spessore e a pagamento.  Per due anni hanno corteggiato questa possibilità e, credendoci, sono riusciti a realizzarla, siglando un tutto esaurito che fa ben sperare in altre iniziative di successo e di portata nazionale. L’appuntamento con la magia, a grande richiesta del pubblico, sarà di nuovo con la magia il prossimo anno, perché tutti abbiamo bisogno di momenti magici per stare bene. 
FOTO DI EROLA' di ERMES PANDOLFO e PAOLA BARACETTI

                                                                                                                              

   


CODROIPO

 SETTEMBRE AD ALTO TASSO DI UMANITA’ NEL NOME DELL’ALZHEIMER



Dal 16 settembre al 1 ottobre Codroipo ha vissuto una delle sue esperienze umane più importanti, unica in Friuli e riconosciuta dalla Federazione Italiana Alzheimer. Infatti, la rassegna di eventi “ Alzheimer, la Comunità che sostiene” dedicata alla sensibilizzazione sulla malattia e all’impegno a essere a fianco di chi ne soffre e dei suoi familiari.  L’ASP Daniele Moro, presieduta da Cristian Molaro,  ha attivato un variegato focus su una malattia che sta crescendo vorticosamente,  conta in Italia un 1.200.000 malati censiti e vede il Friuli al top delle classifiche nazionali,  in età sempre più giovane.  L’ASP è riuscita a coinvolgere molte associazioni locali, luminari ed esperti che hanno dato  risposte ai tanti quesiti irrisolti e supportato gli operatori. Purtroppo la malattia di Alzheimer è ancora sottovalutata, come ha dichiarato il sindaco di Codroipo, Marchetti.  Infatti, nonostante gli sforzi, ancora oggi molti operatori istituzionali confondono la prevenzione con l’Alzheimer che invece non si può prevenire né guarire, al massimo può essere oggetto di sensibilizzazione.  Ma è sottovalutata anche l’Azienda ASP D. Moro che ha operato bene e ha prodotto questa pregevole iniziativa patrocinata anche dal Ministero della Salute.  Sottovalutata la sinergia di un territorio unito in una rara, ampia e pregnante opera di sensibilizzazione e collaborazione. Non tutti sanno che, a Codroipo, è operativo il Centro Diurno per 15 e un Centro Alzheimer per 10 persone, all’avanguardia sia per tecnologia che per la qualità di terapie e interventi degli operatori. Unico esempio da qui alla Lombardia, eccellenza per il territorio e fiore all’occhiello per il territorio.  E che è imminente l’inaugurazione del nucleo protetto Alzheimer all’interno della Casa di riposo locale.

Per la Direttrice ASP Valentina Battiston la bontà dell’iniziativa sta nelle oltre 500 adesioni ricevute e nel coinvolgimento di bambini, studenti, commercianti, operatori di tutta Italia e dell’intera comunità del Medio Friuli. “ Si fa fatica a parlare  di demenza, c’è stigma, vergogna. Per questo è importante che tutti sostengano la persona malata e la famiglia.”

Per la Dott ssa Anna Catelani, responsabile dei comuni dell’ambito di Codroipo,”è fondamentale sì formare gli operatori ma in un territorio dove mettersi insieme e affrontare la tematica. Dobbiamo leggere il mondo insieme, anche se rovesciato.”

I tanti eventi in programma sono  iniziati  con l’Aperitivo con l’autore  del 16 settembre, continuando con tre cinema a tema,  attività con i bambini nelle varie biblioteche,  eventi di formazione esperienziali, workshop formativi e laboratori per operatori e famiglie e sono terminati  con il convegno a Villa Manin “Persona, non malattia” del 1 ottobre, corredato dalla mostra “Scatti della quotidianità” a cura del Circolo fotografico Codroipese, nella Sala Ludovico Dorigny.

Tutti gli eventi hanno accompagnato fin nel cuore della malattia di cui non esiste percezione né campanello di allarme ma arriva all’improvviso, portando con sé un drastico cambio di vita.

“Ma la vita non finisce con la diagnosi” – sostiene la Dott.ssa Lina Fiume, coordinatore infermieristico. “ ogni giorno troviamo nei nostri ospiti e nei loro familiari persone che vivono una quotidianità serena”.

Dopo tante informazioni fornite nei vari eventi realizzati, la comunità dispone di maggiore consapevolezza su una malattia sempre in agguato ed è in grado di convivere con persone che, nonostante la malattia, non perdono le emozioni e il sorriso. 






CODROIPO PIU’ BELLA CON I MURALES DI “AMO CODROIPO”     




Ancora “Amo Codroipo” impegnata a migliorare la qualità della vita nel più grande comune della provincia di Udine.  Come? Con i murales, affinchè i muri, i luoghi imbrattati, sporchi e disadorni ritrovino dignità e bellezza.  Il suo portavoce, Antony Santelia, si sta impegnando molto in tal senso. I suoi non sono più progetti ma realtà visibili e creative, frutto anche della generosità di artisti e promotori. Si possono, infatti, ammirare i murales realizzati da Simone Fantini ai campetti e in Piazza Giardini oltre che in Viale Vittoria. Ebbene, proprio qui, i murales continueranno grazie all’arte di “AnimeBiancheArts” di Chiara Castellani.  Proprio l’artista, che risiede a San Lorenzo di Sedegliano e ha un ventennio d’esperienza artistica alle spalle, realizzerà il completamento dei murales sulla strada che, dal sottopasso proveniente da Goricizza, porta a Codroipo, in Viale Vittoria, appunto. Il tema che sarà raffigurato  riguarda l’acqua che coinvolge tanti personaggi e poi torna al colore, in un cerchio che si chiude, dove non conta la forma ma l'essenza. In Sala Abaco, ha presentato anche il progetto che intende coprire di colore le pensiline di 24 metri in plexiglass di otto pannelli da tre metri, oggi totalmente imbrattate di scritte, davanti alle Scuole Superiori di Codroipo.  I lavori sono già iniziati con accurata e faticosa rimozione delle scritte imbrattanti, copertura con aggrappante bianco, verniciatura in verde con la scritta “Sii la versione migliore di te stesso”. Il progetto prevede il completamento di un pannello al mese, caldeggiando la collaborazione degli studenti da cui ricevere proposte e la promessa di non imbrattare di nuovo le pensiline. Altri progetti di riqualificazione artistica riguardano l’ex pesa non agibile dei giardini, la parete verso la stazione in Viale Vittoria, il muro di Via Foro Boario. Inoltre il recupero di tre cabine telefoniche, l’attivazione con “Codroipo nel tempo” di un archivio digitale dove cercare fotografie con la parola chiave, la sterilizzazione dei gatti e l’oasi felina, la Libreria Libera  di strada con libri di crescita personale.  

Tante idee ma anche realizzazioni curate da “Amo Codroipo”, associazione nata per il benessere personale e collettivo in città, aperta a proposte e collaborazioni.

                                                                                              

          



CODROIPO - PASSARIANO

FESTA CON IL GESU’ FANCIULLO IN PROCESSIONE



Anche quest’anno, la terza domenica di settembre, la  tradizione che si ripete dal 1200 è stata rispettata. Il paese di Passariano, in sinergia con la locale Pro Loco,  presieduta da Guerrino Puzzoli, ne ha rispettato ogni dettaglio.

La secolare Festa ha visto protagonisti i bambini che, seduti sul carretto addobbato, hanno contornato la statua lignea del Gesù Bambino fanciullo con la croce in mano e l'indice della mano destra alzato verso l'alto, portata in processione. 

La statua era un dono della famiglia Manin a protezione dei bambini di Passariano, figli di tutti coloro che, numerosi, lavoravano per la conosciuta e potente famiglia. 

Dagli anni 60 agli 80, la tradizione si era persa e la festa dimenticata. 

A fine anni 80, con l’arrivo di Don Oreste Rosso, le statue furono riportate in chiesa dalla sacrestia insieme agli apparati sacri e anche il Gesù Fanciullo fu festeggiato di nuovo. 

L’edizione 2019 ha visto una grande partecipazione alla festa, alla S. Messa celebrata da Don Pasquale Didonna, cappellano militare dell’Aerobase  di Rivolto, con i canti del Coro di Lonca, e alla processione, accompagnata dalla Banda “La prime Lus” di Bertiolo.

                                                                                                             



LIBRI





 




 
TI PIACE IL MOJITO?  O, MEGLIO, IL SENOR MOJITO? ALLORA…QUESTO LIBRO E’ PER TE

Sarà presentato in Sala Abaco a Codroipo, in Corte Italia, domenica 20 ottobre alle ore 20, con ingresso libero, il libro di  Michele Piagno, un po’ di  Codroipo e un po’ di San Vito al T. dove è nato nel 1981.  Il libro El Señor Mojito  eleva  a ”signore”  il cocktail cubano più noto al mondo cui l’autore aggiunge una collana di  personali segreti oltre alla passione di barman esperto, tra l’altro, di mixlogia molecolare.  Michele si è cucito addosso quella verve di chi sa il fatto suo ma con la naturale timidezza di fondo che lo qualifica come bravo ragazzo. Aveva un sogno, quello di lasciar nero su bianco la sua vocazione di “barista di eccellenza e qualità italiana per la Federazione Baristi Italiani” fino a che, per quello che potrebbe essere scambiato per un caso, ha incontrato la scrittrice Cinzia Lacalamita cui, con il fluire dialettico tipico di chi sta dietro il bancone, ha raccontato per filo e per segno ma senza intenzione alcuna, il suo progetto letterario.  Evidentemente deve aver toccato il tasto giusto ovvero il cuore di Cinzia che, qualche giorno dopo, gli ha chiesto un incontro per dirgli che lei avrebbe realizzato il  libro riposto nel cassetto delle speranze. Detto, fatto. Dallo scorso  aprile “El Señor Mojito ha arricchito la vetrina della casa editrice Corsiero e ha riempito pagine di giornali regionali e nazionali come Vip, Corriere della Sera e molte riviste di settore. Il volume, curato da Igor Damilano e Cinzia La Calamita, in  86 pagine  racchiude la storia leggendaria di un cocktail, con la vera ricetta, alcuni segreti e 50 varianti speciali da provare subito. Lette, bevute. Dalla ricetta originale al “Mojito sbagliato”, dal “Mojito N. 5” a quello con lo champagne. C’è un mondo attorno al cocktail cubano che si svela senza veli nel libro, attraente e fresco, a partire dal titolo. E Michele è felice di lasciare una testimonianza della sua passione a chi vorrà leggerlo e, perché no, mettere in pratica le sue ricette sfiziose e creative. Virgin ovvero mojito senza alcool, compreso. Le altre ricette prevedono ingredienti fantasiosi, perfino il miele in sostituzione dello zucchero e la curcuma, di indiana natura. Che tutto ciò sia interessante l’ha capito non solo Cinzia,  ma chiunque legge o leggerà “El Señor Mojito”  perché l’autore narra anche il suo percorso di vita, scrivendo in terza persona, facendo parlare nientemeno che lui, il Mojito. “Dunque mi presento: sono il Señor Mojito. Su di me sono stati spesi ettolitri d’acqua, per l’appunto, ma anche fiumi di inchiostro nel tentativo di capire da quale mente io sia nato” così comincia il libro, che parla della genesi di un cocktail, racconta dell’ “antenato preparato con aguardiente”, fra pirati e incantesimi, e della paternità contesa dai due barman, Attilio De La Fuenze e Angel Martinez, al lavoro nel leggendario bar “La Bodeguita del Medio” a Cuba, resa celebre dallo scrittore Ernest Hemingway.  Così si presenta, Michele. “I cocktail sono il mio mondo, quel mondo che avevo il sogno di far conoscere alle persone: oltre ai bar, oltre alle discoteche, portandolo nelle case dove esiste il vissuto intimo, familiare. Ho raccolto, perciò, 50 ricette replicabili tra le mura domestiche sia per la facile reperibilità degli ingredienti da utilizzare sia perché non necessitano di strumenti professionali per la loro realizzazione”. Ecco allora tante varianti: il Branca Mojito, con Branca menta, il Mojito Italiano, con grappa morbida e prosecco, il Jamaican Mojito, come la bandiera jamaicana, il Royal Mojito, con champagne, il Mojito n. 5 con frutto della passione e succo di melograno, il Mojito alla rosa, quello al cioccolato e quello allo zenzero. Fino alla variante più strana, dedicata all’italiana patria. Ma, per conoscerla, sarà meglio leggere il libro o chiedere direttamente a lui, a Michele, “Canbassador Italia Red Bull e Brand Ambassador Mixò Italy”.  Conoscendolo, sarà facile capire perché sia stato in grado di registrare  il brevetto mondiale di uno “sweet & sour liofilizzato” capace di rendere i drink fluorescenti quando sottoposti alle luci wood viola, nera e blu da discoteca, il “Glow sweet & sour mix  testato da chimici e tecnologi alimentare. E perché  vanti numerose collaborazioni con svariati brand internazionali  e con  Claudio Burdi, giornalista del Corriere della sera, alla realizzazione del libro 100 cocktail light e contemporanei.

Alla salute… si può dire con il Mojito?


domenica 6 ottobre 2019

SEDEGLIANO (UD): ORCHESTRA FIL(M)ARMONICA di Mossa (Go) in Concerto con le musiche da Film 6 ottobre 2019



MUSICHE DA FILM con l’ORCHESTRA FIL(M)ARMONICA PER RICORDARE IL CANTANTE LIRICO PLINIO CLABASSI



Domenica 6 ottobre,  nel teatro P. Clabassi si è fatta molto apprezzare l’orchestra Fil(m)armonica di Mossa (Go), diretta da Fabio Persoglia, con la partecipazione del soprano Daniela Donaggio. Occasione preziosa per apprezzare la musica dei grandi film, spaziando dalle colonne sonore del famosissimo Titanic  a Music from Evita, dal Re Leone ai Pirati dei Caraibi, fino al notissimo “Un poco di zucchero”.

Assieme all'Orchestra si è esibito il Soprano Daniela Donaggio che svolge intensa attività artistica in Italia e all’estero, tra cui Giappone, Cina, Stati Uniti, Ungheria, ricevendo ovunque attestati di stima e apprezzamento da pubblico e critica. In vetta alle classifiche di vari concorsi nazionali e internazionali,  ha vinto il premio quale migliore voce in onore del soprano Mafalda Favero.

Il concerto, patrocinato dal Comune di Sedegliano, dall'Ass. Polse Olavina Halli, Club Unesco di Udine, è stato promosso dall’associazione “Amici del Teatro P. Clabassi”, presieduto dalla signora Gianna Clabassi, per ricordare la figura di Plinio, famoso Basso, nato nel 1920 a Gradisca di Sedegliano (Ud).
Con un vasto repertorio, in un trentennio di carriera, il cantante lirico  ha solcato i teatri  più importanti in Italia e nel mondo, esibendosi con le più grandi star del momento e con i maggiori direttori d’orchestra.

Come da tradizione, il concerto ha inteso dar risalto anche a Suor Amelia Cimolino, nata a  Carpacco nel 1912, e ai suoi  85 anni di inizio della missione che la condusse in India, dove  diede vita al Villaggio dell’Amore, a Ollavina Halli, che ancora continua l’attività.  Qui lei accolse e accudì  i lebbrosi e gli abbandonati, in particolare le bambine destinate alla morte o ai matrimoni infantili.









Gustavo Zanin e Gianna Cuberli Clabassi





                                          Video        Basta un poco di zucchero - Meri Poppins
                                           Video L'estasi dell'oro

         




da Vita Cattolica4 ottobre 2019