venerdì 6 dicembre 2019

LA VERA STORIA DEL P.I.C. - PROGETTO INTEGRATO CULTURA per 15 COMUNI del MEDIO FRIULI

BERTIOLO-CAMINO-CODROIPO-MERETO DI TOMBA-SEDEGLIANO-VARMO
                                                    
                   SEI PAESI PER UN UNICO PROGETTO CULTURALE LUNGO 25 ANNI


Era il 1993, fine estate. 
Nulla di straordinario se non che in tre comuni del Medio Friuli, Bertiolo, Camino e Codroipo, iniziava a prendere forma qualcosa di nuovo. Si chiamava collaborazione. 
I protagonisti erano tre giovani assessori alla cultura, Mario Battistutta di Bertiolo, Pierina Gallina di Camino e Vittorino Boem di Codroipo.   
Si erano conosciuti da poco ma in loro era nata la stessa idea e l’avevano condivisa.  
 “Perché non organizzare qualcosa insieme, anziché ognuno nel proprio comune?” “Perché no?” si sono detti e subito hanno voluto dar ali alla loro comune idea. 
Dopo alcune riunioni informali, sempre con il benestare dei rispettivi sindaci  Luigi Lant, Primo Marinig e Giancarlo Tonutti, nell’autunno del 1993 ecco il primo teatro organizzato insieme, con il supporto di Claudio Moretti. 
Non avevano soldi nemmeno per la locandina, realizzata in proprio in un colore giallo tenue, testimone dell’economicità in atto. Le tre serate con il Teatro Incerto, a Camino,  a Codroipo e poi a Bertiolo, furono premiate dal consenso del pubblico e dei colleghi amministratori.    
I tre assessori continuarono la strada intrapresa incontrandosi più spesso, coinvolgendo anche gli assessori alla cultura dei comuni vicini. 
A rinforzare il trio arrivarono Rosanna Darù di Sedegliano, Loredana Calligaro di Varmo e Loreto Mestroni di Mereto di Tomba, avvalorati dal sì dei rispettivi sindaci Corrado Olivo, Graziano Vatri e Gilberto De Marco. 
L’entusiasmo andava  a braccetto con la loro voglia di fare e, soprattutto, di seminare cultura insieme, coinvolgendo anche i presidenti delle rispettive biblioteche.  Alla fine del 1993, il sindaco di Camino, Primo Marinig, lasciò la carica di sindaco a Emilio Gregoris per approdare in Provincia di Udine con il ruolo di Assessore alla Cultura. 
L’uomo giusto al posto giusto che, con la lungimiranza che gli era congeniale, sposò l’operato dei sei assessori, distribuendo in modo oculato e mirato i contributi culturali. Anche il suo motto era  “Bessoi no si va di nissune bande”.  
 Avanti tutta, dunque. 
Le riunioni si infittirono, aprendo le porte alle associazioni dei sei comuni. Le prime ad aderire furono il Circolo Fotografico Codroipese, il Circolo Plinio Clabassi e il Circul Pre Checo Placerean.  
 La prima idea fu quella di pubblicare un calendario unico delle manifestazioni culturali dei sei comuni. La finalità era” il miglioramento della comunicazione intercomunale tesa a far conoscere  le opportunità culturali e le entità pubbliche o private che le promuovono” (dal Ponte giugno 1994, pag. 22). 
Ormai, la validità dell’aggregazione era confermata.   
Per la prima volta gli assessori avevano la delega totale per gestire il nuovo progetto in autonomia
Le riunioni non erano più esplorative ma programmatiche e ben presto convolarono alla stesura della convenzione, firmata nel giugno 1994.  
Spetta all’allora assessore Vittorino Boem  la paternità del nome P.I.C., abbreviazione di Progetto Integrato Cultura,  coniato nel momento della firma, presenti  Arduino Bacchin, dirigente di settore, il funzionario per la cultura Sandro Bressanutti e Giancarlo Venuto, autore del logo, dal font grafico originale.  
 Con la sottoscrizione dei sei comuni Bertiolo, Camino, Codroipo, Mereto Di Tomba, Sedegliano e Varmo, nasceva ufficialmente il P.I.C.  
 Tra le varie iniziative realizzate in quel periodo,  spiccano  Musicamino 94,  nel parco di Turrida,  Un viaggio lungo un anno”, il progetto di rilettura delle opere di Pier Paolo Pasolini, realizzato l’anno successivo a Camino in aprile e maggio 1995, “Teatriator”, una rassegna di musica friulana dalle origini a oggi, la pubblicazione di un libro sulla Prima Guerra Mondiale, “Nature e storie de nestre lenghe”, conferenze sulla lingua friulana tenute da Angelo Maria Pittana, approfondimenti sulla vita di Padre David M. Turoldo, il comune patrocinio al concerto in memoria di Plinio Clabassi a Villa Manin. 
Su  Vita Cattolica 30 aprile 94 si legge “ Dobbiamo stimolare le forze culturali presenti sul territorio che, nel passato, hanno dato unità alla nostra gente. Le Associazioni, i giovani, sono i luoghi del  futuro, le entità che non debbono essere trascurate” (Vittorino Boem).   
Ai sei comuni, via via se ne sono uniti altri fino ad arrivare a 15, dando  senso all’aggregazione concepita da giovani assessori con il benestare dei rispettivi sindaci, di  Primo Marinig, Assessore provinciale dal 1994 al 1995 e dai suoi successori.   
Da 25 anni il P.I.C. continua la sua attività  avvallata dagli amministratori, seminando entusiasmo e coltivando cultura in un paesaggio unico e meritevole di valorizzazione come il Medio Friuli.   
Perché la cultura, a braccetto, sta meglio.

IL PONTE Periodico del Medio Friuli dicembre 2019


LA PRINCIPESSA TIC E IL PIRATA TAC NEL PIANETA FIFABLU… 

Il libro che fa passare le paure ai bambini







 E’ un libro-fiaba  di pregio per bambini sotto i sei anni ma capace di attrarre anche i più grandi.: 

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PANE E FERRO di MASSIMILIANO SANTAROSSA






 Ilromanzo storico è scritto da Massimiliano Santarossa, di Villanova di Pordenone, dove è nato nel 1974.  Dopo otto libri che gli hanno conferito notorietà, ha voluto imboccare la svolta e narrare ciò che nessuno aveva mai detto sull’epopea contadina, familiare e sociale del Novecento veneto e friulano, dove la terra è stata solcata dalla grande storia che si studia sui libri di scuola o di chi si occupa di ricerca.  Nessuno aveva mai ripreso la narrazione orale, purtroppo scomparsa oggi nelle famiglie e altrove, trasformandola in epica letteraria, quella che sa trasmettere emozione e affetto.  Santarossa ci è riuscito, mettendoci tutto l’amore per le storie minime degli ultimi, che hanno vissuto in silenzio e con i calli nelle mani il cambiamento epocale che li ha visti passare dalla terra alle fabbriche, con l’etichetta di “metalmezzadri”.   
Donne, uomini, famiglie, sfiorate dagli eventi importanti ma con il peso sulle spalle dell’emigrazione, delle guerre, delle fatiche e delle conquiste di cui la storia si è dimenticata. Donne, uomini e famiglie senza diritti, con la schiena piegata sulla terra da coltivare e i corpi nel ferro da costruire. 
Pane e Ferro, dunque, elementi di contrasto tra dolcezza e crudità tagliente capaci di dare voce a chi non l’ha mai avuta. Persone normali, famiglie normali, di cui ognuno ha fatto e fa ancora parte con ricordi vissuti o ascoltati, quando la narrazione era un rituale benefico.

Protagonista dell’opera storica e letteraria è il Novecento, il secolo “breve” vissuto e accettato qui, da noi, in Friuli e Veneto, tramite l’epopea di una famiglia dall’alba del 1895 al tramonto del 1999, a Paesenovo.  Dal nonno fascista, vecchio patriarca, che nei due conflitti familiari vive la tragedia di quel tempo, fino al figlio Enea, nato nel 1955, e al nipote, chiamati a ripercorrere la loro storia nei ricordi e sulla pelle, in modo da lasciarne traccia, quasi fosse un testamento. Che non esisteva fino a questo libro.

Ecco la sfida di Santarossa.  Raccontare in forma letteraria verità che fanno riflettere chi ne ha ricordo e che si svelano a chi non ne ha la più pallida idea. Un libro importante per tutti ma, in particolare, per i giovani che non conoscono la magia della narrazione orale né gli effetti che la grande storia ha avuto sulle famiglie come quella dei protagonisti. Un libro dalla coinvolgente musica linguistica di fondo, dalle pagine vive e toccanti che dipingono un mondo ormai lontano, che ha visto morire di fatica o vivere come fil di ferro attorno alla vita uomini e donne cui restituisce la dignità da loro mai nemmeno immaginata. Un libro che supera il concetto di romanzo perché è un corpo, una struttura in movimento, dove gli arti sono visioni, esperienze, studi, immagini, ma anche memorie dirette, di persone davvero incontrate dall’autore, come partigiani, operai, preti, padroni, donne e uomini. Tutti legati alla Storia con filo grezzo ma robusto, che accomuna la Grande alla Minima, dove il Pane è figlio del lavoro dei contadini e il Ferro è figlio del lavoro degli operai. Dove si muovono i veri protagonisti del secolo passato, gli infaticabili servitori del mais di cui cibarsi e del metallo con cui mantenersi. Di giorno nelle fabbriche e di notte nei campi. A loro insaputa, essi hanno contribuito, nel bene e nel male, e questo lo dirà il tempo, ma sicuramente nel sacrificio, allo sviluppo industriale italiano, il più impetuoso dell’intero continente europeo, dagli anni Cinquanta e Sessanta.
Il romanzo sarà presentato in Abaco a Codroipo, Corte Italia, 24, con ingresso su prenotazione  3357736968          0432 900119

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          BERTIOLO-CAMINO-CODROIPO-MERETO DI TOMBA-SEDEGLIANO-VARMO
                                          LA  VERA STORIA  DEL P.I.C. 
           SEI PAESI PER UN UNICO PROGETTO CULTURALE LUNGO 25 ANNI

Era il 1993, fine estate. Nulla di straordinario se non che in tre comuni del Medio Friuli, Bertiolo, Camino e Codroipo, iniziava a prendere forma qualcosa di nuovo. Si chiamava collaborazione. I protagonisti erano tre giovani assessori alla cultura, Mario Battistutta di Bertiolo, Pierina Gallina di Camino e Vittorino Boem di Codroipo.  Si erano conosciuti da poco ma in loro era nata la stessa idea e l’avevano condivisa.   “Perché non organizzare qualcosa insieme, anziché ognuno nel proprio comune?” “Perché no?” si sono detti e subito hanno voluto dar ali alla loro comune idea. Dopo alcune riunioni informali, sempre con il benestare dei rispettivi sindaci  Luigi Lant, Primo Marinig e Giancarlo Tonutti, nell’autunno del 1993 ecco il primo teatro organizzato insieme, con il supporto di Claudio Moretti. Non avevano soldi nemmeno per la locandina, realizzata in proprio in un colore giallo tenue, testimone dell’economicità in atto. Le tre serate con il Teatro Incerto, a Camino,  a Codroipo e poi a Bertiolo, furono premiate dal consenso del pubblico e dei colleghi amministratori.   I tre assessori continuarono la strada intrapresa incontrandosi più spesso, coinvolgendo anche gli assessori alla cultura dei comuni vicini. A rinforzare il trio arrivarono Rosanna Darù di Sedegliano, Loredana Calligaro di Varmo e Loreto Mestroni di Mereto di Tomba, avvalorati dal sì dei rispettivi sindaci Corrado Olivo, Graziano Vatri e Gilberto De Marco. L’entusiasmo andava  a braccetto con la loro voglia di fare e, soprattutto, di seminare cultura insieme, coinvolgendo anche i presidenti delle rispettive biblioteche.  Alla fine del 1993, il sindaco di Camino, Primo Marinig, lasciò la carica di sindaco a Emilio Gregoris per approdare in Provincia di Udine con il ruolo di Assessore alla Cultura. L’uomo giusto al posto giusto che, con la lungimiranza che gli era congeniale, sposò l’operato dei sei assessori, distribuendo in modo oculato e mirato i contributi culturali. Anche il suo motto era  “Bessoi no si va di nissune bande”.  Avanti tutta, dunque. 
Le riunioni si infittirono, aprendo le porte alle associazioni dei sei comuni. Le prime ad aderire furono il Circolo Fotografico Codroipese, il Circolo Plinio Clabassi e il Circul Pre Checo Placerean.  La prima idea fu quella di pubblicare un calendario unico delle manifestazioni culturali dei sei comuni. La finalità era” il miglioramento della comunicazione intercomunale tesa a far conoscere  le opportunità culturali e le entità pubbliche o private che le promuovono” (dal Ponte giugno 1994, pag. 22). 
Ormai, la validità dell’aggregazione era confermata.  Per la prima volta gli assessori avevano la delega totale per gestire il nuovo progetto in autonomia. Le riunioni non erano più esplorative ma programmatiche e ben presto convolarono alla stesura della convenzione, firmata nel giugno 1994.  Spetta all’allora assessore Vittorino Boem  la paternità del nome P.I.C., abbreviazione di Progetto Integrato Cultura,  coniato nel momento della firma, presenti  Arduino Bacchin, dirigente di settore, il funzionario per la cultura Sandro Bressanutti e Giancarlo Venuto, autore del logo, dal font grafico originale.  
 Con la sottoscrizione dei sei comuni Bertiolo, Camino, Codroipo, Mereto Di Tomba, Sedegliano e Varmo, nasceva ufficialmente il P.I.C.  Tra le varie iniziative realizzate in quel periodo,  spiccano  Musicamino 94,  nel parco di Turrida,  “Un viaggio lungo un anno”, il progetto di rilettura delle opere di Pier Paolo Pasolini, realizzato l’anno successivo a Camino in aprile e maggio 1995, “Teatriator”, una rassegna di musica friulana dalle origini a oggi, la pubblicazione di un libro sulla Prima Guerra Mondiale, “Nature e storie de nestre lenghe”, conferenze sulla lingua friulana tenute da Angelo Maria Pittana, approfondimenti sulla vita di Padre David M. Turoldo, il comune patrocinio al concerto in memoria di Plinio Clabassi a Villa Manin. Su  Vita Cattolica 30 aprile 94 si legge “ Dobbiamo stimolare le forze culturali presenti sul territorio che, nel passato, hanno dato unità alla nostra gente. Le Associazioni, i giovani, sono i luoghi del  futuro, le entità che non debbono essere trascurate” (Vittorino Boem).   
 Ai sei comuni, via via se ne sono uniti altri fino ad arrivare a 15, dando  senso all’aggregazione concepita da giovani assessori con il benestare dei rispettivi sindaci, di  Primo Marinig, Assessore provinciale dal 1994 al 1995 e dai suoi successori.  Da 25 anni il P.I.C. continua la sua attività  avvallata dagli amministratori, seminando entusiasmo e coltivando cultura in un paesaggio unico e meritevole di valorizzazione come il Medio Friuli.  Perché la cultura, a braccetto, sta meglio.
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CAMINO

MOSTRA FOTOGRAFICA “VIN DI BEVI” da FERRIN



Dopo l'affollata inaugurazione, la mostra fotografica   "Vin di Bevi. Dalla vigna al calice, uno sguardo obiettivo attraverso le stagioni”, curata dal Circolo Fotografico Codroipese, presieduta da Paola Toniutti, saràvisitabile fino al 7 gennaio 2020. 

 Dal lunedì al sabato, dalle ore 10.00 alle 19.30, sarà possibile ammirare le fotografie espose nella Sala degustazione dell’Azienda Ferrin, a Bugnins di Camino al T.

   
FESTA DELL’AFDS CON IL GRAZIE A  ILLARIO DANUSSI, PRESIDENTE PER 20 ANNI


In occasione della tradizionale cena sociale di fine anno, la sezione AFDS di Camino, presieduta da Monica Della Siega, con il Consiglio Direttivo al completo,  ha donato a Illario Danussi  un’opera di Mauro Corona in legno come ringraziamento per l’impegno profuso in 20 anni alla guida del sodalizio.  Danussi non ha però esaurito il suo compito perché, con dedizione ed entusiasmo, continuerà la ricerca di nuovi donatori, credendo nel valore del dono, della sezione AFDS e del nuovo gruppo dirigente, motivato nel continuare la benefica attività sociale.
                                                    
 SUCCESSO ANNUNCIATO PER "SALVO COMPLICAZIONI MORIRO'"

Continua a mietere successi la commedia brillante liberamente tratta dal “Malato immaginario” di Moliére. Per l’11° volta Gruppo Senior di Teatrando, il dipartimento di Teatro della Scuola Di Musica di Codroipo, con la collaborazione della Compagnia Agnul di Spere ha portato in scena la pièce per la regia di Monica Aguzzi e per l’ennesima volta tanti applausi da un pubblico coinvolto in momenti di ilarità con sonore risate ed altri di riflessione e, perfino, di una sorta di accennata malinconia.
La commedia, adattata e certamente personalizzata, è stata presa molto sul serio ed interpretata con piglio autorevole dai quasi professionisti di 16-17 anni che hanno dato prova di grande competenza scenica, dialettica e interpretativa.
Quando ci si ammala della paura di ammalarsi si finisce per assomigliare al protagonista, Argante, che fa girare la sua vita intorno alle malattie, come si conviene al perfetto ipocondriaco ovvero colui che vuole a tutti i costi essere ammalato. In pratica, l'ipocondriaco non affronta mai il vero problema che sta nel senso di fragilità personale, ma ha bisogno di trovare malattie anche dove non ci sono. 
Questo aspetto influisce anche la famiglia e il personale di Argante. Come la domestica, Tonia, che lo asseconda in ogni richiesta, a volte crudele ed egoista. O la figlia maggiore Angelica, che si trova costretta a convolare a nozze con la persona scelta dal padre perché figlio del Dottor Purgon. nonostante ella sia innamorata di Cleante. 
A riportare la speranza sarà il ritrovamento di un referto medico sbadatamente o volutamente dimenticato dalla domestica. Finirà così il sottile gioco di potere del Dottor Purgon e di Belina, la seconda moglie di Argante, lui realizzerà che l’importante è vivere circondati dalle persone che ci amano e arriverà il lieto fine di uno spettacolo coinvolgente e davvero ben strutturato.
Dopo tanti successi e tante fatiche, Monica Aguzzi è stata omaggiata sul palco di un grande pacco dono che conteneva una sedia da regista con megafono. 
E lei non si è fatta pregare… “e adesso vedrete!” 
Chissà cosa ha in serbo questa creativa “dal cuore buono” come l’ha descritta l’Assessore di Camino Cristina Pilutti che ha aperto la serata insieme a Sandra Zanini, Presidente della Compagnia Sot la Nape che ha organizzato la Rassegna teatrale d’autunno in collaborazione con il Comune.

CODROIPO

1° EDIZIONE DI SAN SIMONE IN CORTE ITALIA, TRASFORMATA IN CORTE DELLE SPEZIE



Per SanSimone2019 “Corte Italia” a Codroipo è diventata “Corte delle Spezie” voluta dai commercianti che qui abitano,  Abaco Viaggi Tour Operator, La Vite e il Legno e Caffetteria Gelateria Moroso, in sinergia con  L’Orto delle Api,  Scuola Di Musica “Città Di Codroipo”, Associazione Culturale Ottagono, Circolo Fotografico Codroipese  e il barman Michele Piagno.
A braccetto con la Fiera, per due fine settimana di ottobre, ha registrato notevole afflusso di persone iniziando dallo Spettacolo di Presentazione con brindisi inaugurale e dipanandosi poi tra i tanti eventi legati al tema delle spezie. Dai “viaggi virtuali” alle “palestre olfattive”, dalla  “cerimonia del tè giapponese” alle degustazioni di caffè pregiati, tè cinesi e giapponesi, la “Corte delle spezie” ha rivelato il suo volto della Festa, dimostrando come le sinergie possano dar vita a coraggiosi progetti.

CODROIPO

 


CONTEST SAN SIMONE 2019: IL PODIO AL CIRCOLO FOTOGRAFICO CODROIPESE

Ben tre premi sono stati conferiti al Circolo fotografico Codroipese nell’ambito del Contest della Fiera San Simone. Gennj Ridolfo ha vinto per il tema Poesie,  Francesca Tonasso si è classificata al secondo posto per il tema paesaggio e la presidente, Paola Toniutti,  si è meritata il terzo posto per il  tema Incontri & Incroci. Promosso dal Comune di Codroipo, il Photo Contest ha voluto  valorizzare e diffondere, nell’interesse della collettività, il patrimonio artistico, naturale e paesaggistico del Friuli Venezia Giulia. CODROIPO


CODROIPO:           INAUGURATI I MURALES DELL' EX PESA DI PIAZZA GIARDINI
Che “Amo Codroipo “riesca davvero ad abbellire la città con l’arte dei murales è sotto gli occhi di tutti.
Ben quattro in Piazza Giardini sono realizzati dal pittore Simone Fantini, classe 1974.
Dopo il grande murale realizzato lo scorso anno, in un centinaio di ore di lavoro ha ridato dignità alla fatiscente ex pesa, sempre in Piazza Giardini, inaugurata nella sua nuova veste.
“Ogni murales è un'occasione per portare l'arte nelle strade in modo da colpire tutti indistintamente. Anche chi di solito non è interessato all'arte. Ma questi schiaffi in faccia a chi passa hanno lo scopo nobile di togliervi le preoccupazioni per alcuni istanti e portarvi nel mondo del silenzio, di cui tanto abbiamo bisogno. Urla per farsi sentire, ma raramente ascoltiamo quel silenzio che ci fa stare bene” sostiene Antony Santelia, portavoce di Amo Codroipo.
Con l’arte e tante altre iniziative sociali potrebbero, dunque, diventare tradizione solo con una minima partecipazione economica dei cittadini. 

L’ex pesa, infatti, ha ritrovato dignità grazie agli  sponsor TecnoCell Riparazioni Cellulari e Tablet di Massimo Burba Ceramiche Artistiche L. Della Mora concessionario Fiat Scodellaro Auto, Ideacolor Modesto Colori. Per l’Assessore Graziano Ganzit  l’arte dà fiducia e il fatto che nessun murales sia stato finora imbrattato è  ottimo segnale di una nuova civiltà e rispetto.” 
Per i murales dell’ex pesa, il pittore Simone Fantini  ha scelto lo stile campestre  che ben la rappresenta e in memoria  della realtà contadina che va sparendo, cui ha aggiunto la Dea Giustizia con la bilancia in mano e la frase “Non è mai troppo tardi per far la cosa giusta”, affinchè sia oggetto di riflessione da parte di chi la leggerà.


CODROIPO: IL CORO 5  INVITA A CANTARE INSIEME CON GIOIA

Da due anni affiliato all’Associazione “Sante Sabide” di Goricizza, il Coro 5 è nato come Coro all’interno di un corso corale della Scuola di Musica “Città di Codroipo” dove continua  a fare le prove, il giovedì, dalle 19.00 alle 20.30, da settembre a giugno, con la direzione della Maestra Elena Blessano, anche Direttrice della scuola.  Il nome gli deriva dal fatto che i promotori erano cinque ed era il mese di maggio, quindi il quinto dell’anno. Le coriste e i coristi lanciano un invito a entrare nel Coro, il cui repertorio è molto godibile, con canzoni quali “La vita è bella”, “Guantanamera”, “Laila”  e molte altre, incluse quelle legate al Natale, in questo periodo dell’anno. Farne parte è molto semplice. Non è richiesta una preparazione musicale né la classica "bella voce" di cui tutti credono di essere sprovvisti. L'esibizione pubblica avviene nell'ambito dei saggi corali della scuola di Musica  e dell'Associazione Sante Sabide o di eventi programmati in comune accordo.  
Per saperne di più, basta venire alla Scuola di Musica, in Via 4 novembre, un qualsiasi giovedì alle ore 19.00 per provare o ascoltare senza impegno oppure telefonare allo 0432 901062 per ogni informazione.
 



SEDEGLIANO
CONCERTO DELL’ORCHESTRA FIL(M)ARMONICA di Mossa (Go) per ricordare Plinio Clabassi e Suor Amelia Cimolino

 

Nel teatro P. Clabassi si è fatta molto apprezzare l’orchestra Fil(m)armonica di Mossa (Go), diretta da Fabio Persoglia. 
Occasione preziosa per apprezzare la musica dei grandi film, dalle colonne sonore del famosissimo Titanic  a Music from Evita, dal Re Leone ai Pirati dei Caraibi, fino al notissimo “Un poco di zucchero”.

 Assieme all'Orchestra si è esibito il Soprano Daniela Donaggio che svolge intensa attività artistica in Italia e all’estero, tra cui Giappone, Cina, Stati Uniti, Ungheria, ricevendo ovunque attestati di stima e apprezzamento da pubblico e critica. In vetta alle classifiche di vari concorsi nazionali e internazionali,  ha vinto il premio quale migliore voce in onore del soprano Mafalda Favero.

Il concerto, patrocinato dal Comune di Sedegliano, dall'Ass. Polse Olavina Halli, Club Unesco di Udine, è stato promosso dall’associazione “Amici del Teatro P. Clabassi”, presieduto dalla signora Gianna Clabassi, per ricordare la figura di Plinio, famoso Basso, nato nel 1920 a Gradisca di Sedegliano.
Con un vasto repertorio, in un trentennio di carriera, il cantante lirico  ha solcato i teatri  più importanti in Italia e nel mondo, esibendosi con le più grandi star del momento e con i maggiori direttori d’orchestra.
Come da tradizione, il concerto ha inteso dar risalto anche a Suor Amelia Cimolino, nata a  Carpacco nel 1912, e ai suoi  85 anni di inizio della missione che la condusse in India, dove  diede vita al Villaggio dell’Amore, a Ollavina Halli, che ancora continua l’attività.  Qui lei accolse e accudì  i lebbrosi e gli abbandonati, in particolare le bambine destinate alla morte o ai matrimoni infantili. L’appuntamento è per il prossimo anno per festeggiare il secolo dalla nascita di Plinio Clabassi.

SPORT - RIVOLTO 






     Rivolto e Ovaro, squadre gemellate

Per ricordare Matteo Boldarino, ventenne promessa del calcio, a 13 anni dalla prematura scomparsa avvenuta l’8 febbraio 2006 per incidente stradale, da  nove anni viene organizzato il Memorial, con un torneo calcistico a 15 squadre “pulcini”,  per il trofeo Abaco Viaggi, negli impianti sportivi di Rivolto. 

Nel mese di settembre, la giornata di sport, divertimento e amicizia,  riservata alla categoria “Pulcini”, viene promossa dall’Associazione Sportiva dilettantistica di Rivolto, presieduta da Alessandro Grillo, con il patrocinio del Comune di Codroipo, Coni,  F.I.G.C. Quest’anno ha visto scendere in campo quindici  squadre:  Donatello A e B, Varmese,  San Luigi, Cometa Azzurra, Amici Visco, Tarcentina A e B, Union Martignacco A e B, Cjarlins M, Ovarese, Flaibano e Rivolto. 

Sul podio, al terzo posto  la squadra di Varmo, al secondo Donatello A e al primo Rivolto, premiata da Manuela, mamma di Matteo, e da Abaco Viaggi. 

Presente alla premiazione l'Assessore Antonio Zoratti che, oltre al grazie alle squadre, ai loro allenatori, ai dirigenti e genitori, ha sottolineato l'importanza del volontariato nella promozione dello sport e delle manifestazioni collegate. L'ASD Rivolto sta progettando di dare carattere internazionale al Memorial, estendendo l'invito a squadre della Slovenia e Austria, a partire dalla decima edizione 2020.“Ormai è una tradizione impegnarci nel Memorial perché Matteo era ed è uno di noi. La manifestazione vuol far capire che l’ASD Rivolto lavora molto anche nel settore dei più giovani - dichiara il dirigente dell’ASD Daniele Pandolfo – ed è giunto il momento di aprire le porte a piccoli calciatori d'oltre confine".