domenica 31 marzo 2019

LIBRO "IL VENTO TRA GLI ALBERI" di PIERO VIGUTTO presentato da Ferrin a Camino al T (UD) 30 marzo 2019


Edito dall'Orto della Cultura,  il secondo libro di Piero Vigutto, è un romanzo d'azione tratteggiato da una matita di calda umanità.                                                            Non ha la pretesa di essere un romanzo storico anche se fornisce precise informazioni sulla seconda guerra mondiale.                                   Gli eventi descritti, infatti, sono reali perchè frutto di accurate ricerche da fonti attendibili. Sono eventi realmente accaduti in terra friulana, gli stessi che i friulani hanno vissuto sulla propria pelle. 
Come Mario, il protagonista,  un generoso pastore senza fronzoli della Carnia che, dal 1942 al 1945, è stato richiamato alle armi in Russia e per la seconda volta.                             Egli, di poche parole e molti fatti, giovane uomo che  chiedeva solo di vivere tranquillo nella sua valle, accanto alla moglie Anute, è stato portato altrove dalla storia.                     Alla fine batte la guerra in solitaria anche se sceglie di unirsi. Uomo semplice con obiettivi semplici:  piantare pallottole al nemico.                                                                                      Il libro trova radice nella passione dell'autore per la storia e nasce da un suo racconto, lasciato in un cassetto e poi ripreso e meditato e poi, in due anni, sfociato nel libro "Il vento tra gli alberi".                                                                               Ha una parte storica e la prefazione di Ada Pellegrinelli, critica d' arte ed editor.  Poche le date e maggiore attenzione alla descrizione dei luoghi, oltre  all'analisi dei fatti dal punto di vista di chi li ha vissuti, e dei personaggi che conducono allo sviluppo di una storia che non ci si aspetta.                                                                                 Dove trovare guerra, amore, vendetta, giallo e racconti di fatti umani che nei libri di guerra non si leggono. Storia di guerra, dunque,  ma con pennellate di umanità.  All'autore, consulente aziendale, non sfugge l'essere umano e la  connotazione psicologica traspare in ogni personaggio.  Presentato alla Cantina Ferrin da Fabiola Tilatti, è stato premiato da folto pubblico.                             Il ricavato dei diritti d'autore sarà devoluto al Cro di Aviano.        




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venerdì 22 marzo 2019

LIBRO THE JOURNEY OF JOY - AMAZZONIA - di ALBERTO CANCIAN Presentato in Sala Abaco a Codroipo (UD) 12 aprile 2019

 Provo gratitudine per questa presentazione, in punta di cuore e di emozioni condivise con il pubblico, prezioso alleato e molto partecipe.
Grazie aa Alberto e alla scuola di musica “Città di Codroipo”, ben rappresentato dalla Direttrice, Prof.ssa Elena Blessano e da due suoi allievi del corso di violino, Emma Liani e Davide Zatti.
Impresa ardua presentare Alberto a chi non lo conosce.   Tra le definizioni che ho letto su di lui ho scelto quella di una amica comune “ Alberto, un ragazzo dal cuore grande come il mondo che racconta”. Confermo, basandomi sulla lettura del libro, che mi ha fatto rubare il tempo alla luna, e sulla conoscenza di qualche tempo fa. So che Alberto è ideatore di Pordenone Viaggia, che ha scritto tre libri, che è stato in televisione da Licia Colò che gli ha scritto la prefazione, che ama Tiziano Terzani, che pochi giorni fa ha donato il suo libro a papa Francesco.
Alberto, un ragazzo che ha viaggiato in posti sperduti, che grazie al viaggio ha davvero scoperto parti di sé e che ha fatto della felicità la sua strada. Alberto,  tu sei nel libro ciò che sei nella vita e, in entrambi, parli di SCRITTURA, VIAGGIO, FELICITA’.

La felicità non è una gita organizzata. La felicità è una sorpresa inaspettata. O il coraggio di fare qualcosa. E tu quel coraggio l’hai dimostrato e lo stai dimostrando.  
"Spesso ci affanniamo in una costante ricerca, tesi a obiettivi sempre nuovi, dimenticando di gioire con altrettanta enfasi nel momento in cui li abbiamo raggiunti", scrive  Alberto. I suoi libri?


"Il primo era un piccolo diario di viaggio che raccontava il mio primo viaggio in Colombia  uscito nel 2012. Le spese  erano state coperte e quindi tutto il ricavato ha finanziato le missioni in Colombia. Il  secondo libro è il risultato del lavoro che ho fatto per un istituto missionario che mi ha chiamato a scrivere loro storia di 70 anni di missione in Colombia.  Quindi ho scritto il mio secondo libro in questa vita Amazzonica. Questo, il terzo, racconta proprio quella esperienza. "       
 Questo il messaggio di Alberto:
"Avevo imparato tanto da chi aveva di meno, avevo riflettuto sulle nostre ansie, sulle nostre paure e, allo stesso tempo, sulle nostre fortune e sui nostri privilegi. Avevo vissuto in quelle che sono ritenute zone povere del Pianeta; ma povere di cosa? Ora mi chiedevo. Sicuramente di beni materiali, di acqua potabile, di energia elettrica, di smartphone, tablet e automobili, ma non di accoglienza, amicizia, generosità, allegria e, in fin dei conti, di felicità. Eh sì, quell’esperienza mi aveva insegnato che la felicità non è un bene materiale, non ha prezzo, perché ogni singolo elemento che la compone non si può comperare, rifugge dalle logiche della domanda e dell’offerta. Avevo capito anche questo dagli “ultimi”, da coloro che all’apparenza hanno di meno: mi avevano insegnato con i loro sorrisi che l’apparenza non conta, alla stregua dei beni materiali. Certo, l’acqua potabile, l’elettricità e gran parte degli agi della modernità migliorano la qualità della vita, questo è sicuro. Ma cosa può fare l’acqua su un cuore arido? Cosa la luce elettrica su visioni miopi e menti non illuminate?"...
Ecco.. volevo condividerlo con voi: da qualche tempo ho ricominciato a scrivere.. e ve lo dico con gli occhi lucidi. Certo, scrivo solo quando riesco a liberarmi da tutti gli impegni, quando riesco a svuotare la mente dalla frenesia e ritorno alle emozioni del passato. Ma è bellissimo. E questa volta lo è di più. Lo è di più perché sto dando un fratello al figlio di parole che è già entrato in tanti dei vostri cuori. Questo libro sarà la diretta conseguenza dell'altro, come un secondo capitolo, una seconda fase della vita, quella vita fatta di valori ed emozioni che, condivisa con voi, è diventata la magia più grande che mi potesse capitare.


 con Samiuele Samu Liani
Emma e Davide 
















con Elisa e Luca 




                     Accoglienza dieci e lode de La Vite  e il Legno

 




                         RECENSIONE personale sul libro


E’ una fortuna incontrare un libro come quello che ha scritto Alberto Cancian, ideatore di Pordenone Viaggia. Non solo per la prefazione di Licia Colò, né per quella questione di felicità di cui è permeato né per il suo viaggio in terre che difficilmente si potranno vedere.

Perché, oltre a tutto questo, è una cassaforte aperta di parole preziose, di ricami verbali che conducono a una rara forma di saggezza, orientata alla “soglia della culla del pianeta”.

Appena avuto tra le mani e aver letto il titolo della prima pagina “Il viaggio della felicità” si avverte una urgenza istintiva di averlo tra le mani e rubare il tempo alla luna per leggerlo. Luce e matita diventano compagne indispensabili degli occhi e del cuore. Per poter dare immagini alle parole e sottolineare quelle che colpiscono, che entrano autoritarie, pur con gentilezza.  Quelle che insegnano, che nutrono, che benedicono la scrittura in quanto “Elisir di lunga vita, rubinetto della mente e del cuore.”

Quelle così naturali eppure potenti che aprono orizzonti inesplorati di cui si diventa ghiotti fruitori. A costo zero. Perché Alberto apre le porte del “Supermercato della felicità” dove si compra e si vende solo positività. Al massimo si rischia di fare scambio merci, ma sempre di materiale Felice, sempre dietro l’angolo e facilmente riconoscibile.  Malattie, punture di insetti, prurito, paure, foresta amazzonica,  si vestono di uno speciale manto che sa tradurle in opportunità, incontri, scoperte, sempre dirette verso la speranza e la gioia. 

Avevo già la fortuna di conoscere Alberto ma non conoscevo la sua storia, il suo essere bambino in un piccolo paese del Friuli genuino, fortunato figlio di genitori che lo hanno mandato a lavorare d’estate, fin dai 16 anni. Non certo per bisogno ma perché potesse imparare il valore dell’impegno, della fatica, del sacrificio. Lezioni di vita rivelatisi preziose, con il tempo. Soprattutto dopo l’incontro con padre Bruno, un missionario in Colombia,  nativo del suo paese.  Padre Bruno era diventato il sogno di Alberto che, dopo un anno, nel 2012, saliva su un aereo, deciso a farlo diventare realtà. Sorvolando l’Oceano Atlantico, pensava che nessuno avrebbe potuto più dirgli che i sogni non si possono realizzare. Lui sapeva che forza di volontà e impegno ne colmano la distanza.  Alberto ce l’aveva messa tutta e ce l’ha fatta alla fine.

A fare cosa?

A scrivere il libro che ha reso onore a settant’anni di missione nella foresta amazzonica di padre Bruno e dei suoi confratelli che, in quelle terre, avevano costruito scuole, ospedali, case. A imparare dagli indigeni che “ con il denaro non si può né bere né mangiare”, che “tutto questo progresso sta portando alla distruzione della nostra Madre Terra e presto non ci sarà più acqua potabile e il suolo non offrirà più cibo.” 

A comprendere che “donare è arricchirsi di felicità vera” e che “chi ha di meno dà di più”.  Che “viaggiare non significa posare lo sguardo  ma diventare parte della visione. Viaggiare per crescere, non per fuggire. Anche nel viaggio della Vita. ”

A incontrare persone gioiose di dare, senza chiedere riconoscenza se non altrettanta Felicità.  Perché l’ospite è sacro. Semplicemente.

Ad ammirare tramonti struggenti sui fiumi amazzonici, quando la “palla infuocata, enorme e rossissima, scende delicatamente dietro agli alberi maestosi, colorando le acque come un pittore di luce”.

A imparare rudimenti di introspezione, l’attività più difficile per l’uomo. Quel difficile guardarsi dentro per conoscersi, al di là delle maschere e degli schemi sociali.”

A navigare verso le possibilità.  A respirare da solo la giungla mentre i colori sussurrano e il senso di appartenenza si incide come un marchio a fuoco indolore.

Il libro è un partire e un tornare per ripartire di un coraggioso  Alberto, escursionista di pace dall’altra parte del mondo. Senza beni materiali ma leggero come in una bolla di sapone e ricchissimo di un calendario che tutti dovremmo avere sottomano: il calendario della Felicità.

The Journey of Joy, 326 pagine dove scegliere la personale Felicità, soprattutto nelle prove e nelle d ifficoltà che si sanno superare. Perché lei si annida proprio lì.