giovedì 25 aprile 2019

ELSA MARTIN, l'anima della lingua friulana nella voce e nel cuore 24 aprile 2019


Giovani talenti di casa nostra
                  
Elsute, come amabilmente viene chiamata, fin da piccola ha sempre sentito parlare la lingua friulana in famiglia. Sarà per questo che ha saputo forgiare un sapiente uso della madrelingua attraverso una lucente fantasia compositiva e una voce compiuta, di rara bellezza, di straordinaria carica emotiva e forza tenace. E’proprio lei, Elsute, all’anagrafe Elsa Martin, nata a Jesolo ma sempre vissuta a Tolmezzo e ora residente a Mereto di Tomba, l’elemento cardine di una carriera da cantautrice, cantante, docente alla Scuola di Musica “Città di Codroipo”, e di progetti capaci di suscitare grandi sentimenti. 

Perchè hai scelto di cantare in lingua friulana?

“Il mio amore per la lingua friulana è sempre stato legato al suo suono che ritengo essere molto vicino alla musica, alle parole musicalmente belle che si prestano bene sia nell’ambito compositivo che melodico. E’ sempre stata la lingua con cui mi sono espressa in maniera più naturale, perché conduce istintivamente nei luoghi arcaici e misteriosi, perché ha una tradizione pazzesca. Mi affascina l'aspetto antico che permea questa lingua e la avvicina molto al senso che secondo me ha la musica. Canto anche in italiano però capisco che sia un canto diverso”.

Tu sei compositrice, scrivi la tua musica, improvvisando o trasformando testi poetici.  Come fai convivere la creatività con gli studi accademici?

“Ho iniziato presto a intraprendere gli studi legati al canto fino ad approdare al conservatorio di Klagenfurt dove mi sono formata per diversi anni nella musica Jazz.  Ho scelto l’Austria perché io, vivendo a Tolmezzo, ero vicina e perché ha una tradizione accademica più lunga rispetto quella italiana. Dopo il diploma, ho frequentato un biennio specialistico in Italia, ad Adria. Quindi, sì, la mia formazione è di tipo accademico ma quello che poi in realtà compongo si avvicina a qualcosa che fa intimamente parte di me. Non puoi rimanere studente o imbrigliato a quello che l'accademia ti dà, anche se, in quel contesto, acquisisci linguaggi e consapevolezza molto importanti.  Ma, quando scegli di comporre la tua musica, è utile dimenticarsene, nel senso positivo, per trovare la propria identità”. 

Tra le altre, sei stata definita una “Folksinger”. Ti riconosci?

“In parte, perché ogni tipo di definizione di genere non è mai pienamente descrittivo. Mi piace l’ambito delle musiche tradizionali e credo non si possa prescindere da esse. Dalla musica delle tradizioni, infatti, fuoriesce la mia espressione cui si aggiungono la sperimentazione e la propensione improvvisativa”.

Cosa pensi della poesia?

 La definisco arte sublime, come la musica.  Se è collegata alla sorgente della verità è in grado di raggiungere alti livelli di comprensione universale. Non mi è capitato di scrivere poesie ma di incontrare quelle che hanno risuonato prepotentemente in me”.

Hai collezionato premi su premi. Qual è quello che ti sta più a cuore?
Sicuramente il premio Parodi del 2012 e per vari motivi. Perché è legato alla figura di Andrea Parodi che sento vicino alle mie corde e al mio modo di esprimermi in quel periodo della mia vita. Perché si è tenuto in Sardegna, terra che mi ha accolto con grande affetto. 
Già nel 2012 hai pubblicato il tuo primo album vERsO. Ce lo racconti?
E la mia opera prima, nonché uno spettacolo in cui ho cercato di imprimere lintenso e complesso mondo friulano di oggi, come sintesi di tradizione e innovazione.  E stato il mio primo album e di soddisfazioni me ne ha date molte dato che è stato finalista alle Targhe Tenco nella sezione “Opera Prima” e si è classificato 3° al “Premio Nazionale Città di Loano per la Musica Tradizionale italiana”.  Dal primo passo direttamente all’ultimo, “Sfueâi”, realizzato con il pianista e compositore milanese Stefano Battaglia, e dedicato ai poeti friulani del Novecento. Si è aggiunta la grande emozione di presentarlo a Teatro Nuovo Giovanni da Udine  il 25 gennaio 2019. 
Cosa significa Sfueâi?
Sfueâi, come scrive la poetessa Novella Cantarutti che ha forgiato questo termine, sono stormi di luci disseminati nelloscurità del cielo da non si sa quale mano, e lalbum raccoglie luminosità poetiche rivestite di musica, tra le più significative della produzione friulana, con versi di Pier Paolo Pasolini, Novella Cantarutti, Amedeo Giacomini, Federico Tavan, Maria di Gleria e Pierluigi Cappello, questultimo con poesie tratte dalla sua più recente produzione in lingua italiana. Un lavoro prezioso, per le composizioni nate da appassionate ricerche, analisi e sperimentazioni sulliterazione tra diversi linguaggi.  Undici brani sono raccolti in Sfueâi, dove voce e live electronics si fondono con il pianoforte, lorgano, strumenti percussivi. Sono forme musicali nuove che si discostano dalla tradizionale forma canzone, per partiture contemporanee dispirazione liederistica, con lintervento di creazioni estemporanee e improvvisazioni.
Lultimo premio in ordine di data è il premio Segno Donna. Cosa rappresenta per te?
Mi sento onorata di aver meritato il premio Segno Donna di Udine perché è un riconoscimento morale alle donne che, con il loro lavoro, con la loro testimonianza di vita e di impegno nei rispettivi ambiti, hanno lasciato un segno nella società e nel territorio, portando la voce del Friuli Venezia Giulia nel mondo.  Certo, gli altri ormai fanno parte di me come il Premio Parodi, dedicato alla world music, il Premio della Critica al Premio Bianca DAponte e molti altri”.

Tante sono le citazioni che ti descrivono:  “Con intelligenza creativa si esprime con una Koinè musicale sia mediterranea, sa nordica ma mai meno interessante e con una voce di tutto rispetto (Alias – Il Manifesto)”, “Voce elegante e bellissima in grado di infondere nelle canzoni non solo un’intensa interpretativa eccezionale, ma accenti musicali assai particolari, che prendono sia dalla Joni Mitchell del secondo periodo, sia dalla tradizione del jazz vocale americano (Blow up)”, “Vocalità bella, aperta, ricca di colori e sfumature estremamente raffinate ed interessanti (Tracce.it)”, “Artista intelligente, tenace, colta, da una scelta artistica decisamente personale ed originale (Il Quotidiano di Udine)”, “Possiede capacità interpretativa e vocalità straordinarie (Giò Di Tonno)”, “ Il suo canto è pura luce (Il sussidiario.net)”, “Un’ autrice giovane, preparata, completamente indipendente, dalla personalità notevole (E.Curelli)”. 

In quale ti riconosci maggiormente?

“Mi piace l’associazione alla purezza della luce, un alimento archetipico che trascende lo spazio e il tempo, antico e simbolico, rivelatore e vitale, devico, uguale  e contrario al suo opposto, il buio, a cui si lega e completa”.

Hai realizzato tanti sogni, come quello di cantare al Giovanni da Udine. Quale altro vorresti tirar fuori dal cassetto?

“Continuare a fare ciò che sto facendo in maniera sempre più approfondita e sempre in una visione gioiosa”. 

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