sabato 2 novembre 2019

FORTE E CHIARO - Mensile del MEDIO FRIULI feb. 2019


                                                  GIOVANI TALENTI DI CASA NOSTRA

GIACOMO LENARDUZZI, CUOCO PROFESSIONISTA DIPLOMATO ALLA  Scuola Internazionale Di Cucina Italiana, UNICO FRIULANO AL 41° CORSO alla Reggia di Colorno


21 anni appena compiuti e un curriculum di tutto rispetto, Giacomo Lenarduzzi di Codroipo rappresenta una brillante rivalsa contro i luoghi comuni che vorrebbero l’universo giovanile in declino di valori e sogni.   Senza badare a sacrifici e a qualche esperienza che ha lasciato il segno, dopo aver frequentato il 41° Corso Superiore di Cucina all’ALMA, uno stage nella Penisola Sorrentina in un Grand Hotel 5* e una settimana di esami teorici e pratici, si è meritato il diploma di “Cuoco Professionista di Cucina Italiana”, rilasciato dalla prestigiosa Scuola fondata da Gualtiero Marchesi e sita nella storica Reggia di Colorno, Parma.

Come sei approdato all’ALMA?

“Ci sono arrivato grazie a un sogno, alla mia famiglia che ha creduto in me, e alle parole dello chef  Filomeno Salerno, in arte Mimmo,  con cui ho praticato per due anni gli stage scolastici e le successive stagioni estive”.

Raccontaci com’è andata…

“Un anno lontano da casa non mi ha spaventato, anzi.  Dopo la prima visita, sono rimasto stregato dalla bellezza e imponenza della Reggia di Colorno, sede della scuola, carica di storia, ordine e disciplina. Seguire il corso è stata un’esperienza grandiosa che ti forgia l’esistenza. Il rigore e la professionalità degli chef, le prove pratiche e teoriche, i molti esami e gli allievi provenienti da tutta Italia, sono stati fondamentali per me”.

Da maggio a novembre 18 hai frequentato uno stage in costiera Sorrentina, in un hotel 5 stelle….

“Ho affrontato da solo le emozioni del viaggio in treno, la Circumvesuviana, il mezzo più affollato che avessi mai visto. Poi mi sono dovuto adattare all’alloggio lontano, al tipico dialetto napoletano, alle abitudini molto diverse dalle mie. Arrivato al lussuoso albergo a picco sul mare affacciato sul Golfo di Napoli, già nel giro illustrativo mi hanno fatto vedere i piatti serviti nel Gourmet, eseguiti con tanta passione e con una cura estetica impressionante. Come prima esperienza mi hanno messo in pasticceria ma il mio desiderio era di arrivare al più presto in cucina dove sono approdato in breve.  Allora ho capito di voler diventare un cuoco a 360°.

Cosa hai imparato?

“Ho lavorato sei giorni su sette, dalla mattina presto alla sera tardi, nella brigata del ristorante. Ho gestito relazioni, la stanchezza e me stesso. Ho imparato la cucina locale elevata al Gourmet, utilizzando prodotti dove la territorialità fa la differenza, ispirandomi alle portate per i due menù che avrei poi presentato all’esame. Nei giorni liberi, ho visitato Napoli, Pompei, Sorrento, Vico Equense, Amalfi, Positano, Capri, Castellamare e la Reggia di Caserta, annotando tutto per poi preparare la tesi finale.”

Cosa ti ha lasciato questa esperienza?

“ALMA, come scuola, è stata un’esperienza che mi ha coinvolto nel fisico, nel pensiero e nell’ anima. Mi ha trasmesso tenacia, fame di sapere e sperimentare, cura, bellezza, fiducia e, soprattutto, rispetto. Durante lo stage ha avuto l'opportunità di vedere luoghi bellissimi di un’Italia completamente diversa dalla mia regione, di riempire gli occhi di mare, colore e sole, di apprendere abitudini di vita e culinarie molto caratteristiche nei sapori e nelle forme. Ho conosciuto tante persone che mi hanno lasciato qualcosa, dai professori, ai ragazzi della scuola, dai cuochi alla gente calorosa della costiera. Per esempio, al Bar dove prendevo “u’ café’”mi chiamavano “o chef”, perché i napoletani sono così.” Tutto questo mi ha portato tanta ricchezza e ha lasciato un segno indelebile alla mia ancor giovane esperienza, che definisco fantastica”.

Che porte ti apre il diploma di Cuoco Professionista di Cucina Italiana e qual è il tuo sogno nel cassetto?

“Per ora sto collaborando con un locale della mia regione mentre sto facendo la patente.  Il programma ora è lavorare con qualche chef stellato in zona per apprendere la cucina regionale,  poi espandere le esperienze anche all’estero e, infine, aprire il mio  locale”.

Come vedi la tua vita oggi?

“Posso guardarla più da vicino e vedere il punto di partenza più in lontananza senza dimenticare che le mie scelte, a ogni bivio, sono state fedeli al mio punto d'arrivo”.

Se, chissà dove, in un domani non troppo lontano, leggeremo “Ristorante da Giacomo” sull’insegna di un locale di successo, sarà un piacere entrare e stringere la mano a Giacomo Lenarduzzi, condividendo con lui la gioia di un sogno divenuto realtà.

                                                                                                          
35° RITROVO DEI FERROVIERI DEL CODROIPESE

Fedeli alla lunga tradizione iniziata 35 anni fa, i ferrovieri in servizio e in pensione del codroipese, si sono ritrovati a Castelmonte. L'iniziativa è stata promossa da Gian Luigi Andrin e Alfredo Scodellaro. La Santa Messa è stata celebrata da Mons. Ivan Bettuzzi, anch'egli figlio di genitori ferrovieri, e da Mons. Pietro Moratto. 

Per l'occasione è stato anche pubblicato il libro riassuntivo degli incontri precedenti, curato da Agostino Mangiacapra, ex dirigente delle Ferrovie, con scritti di Alfredo Nonis e Alfredo Scodellaro.




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